“Il giardino di rose”, la delicatezza di Chiara Ragnini

Un cantautorato pop di stile e classe. Semplice, senza fronzoli. Solo voce, chitarra e percussioni. “Il giardino di rose”, secondo album di Chiara Ragnini, è un piccolo gioiello. Ventinove anni e due splendidi occhi azzurri, la cantautrice genovese è uno dei nomi migliori ed emergenti del panorama italiano. Vincitrice del Premio Donida 2011 con “Gli scoiattoli nel bosco“, che trovate sopra e che è anche il primo singolo dell’album, ha poi all’attivo già altri successi come quello di miglior autrice ai Sanremo Music Awards 2011, il premio Cultura e Spettacolo del concorso indetto dal quotidiano online Sanremo News, il premio Radar Interceptor de La Stampa e le partecipazioni con ottimo successo ai concorsi AscoltAutori e Premio Bindi.

Il secondo lavoro, il primo uscito col suo nome dopo l’autoproduzione del  2008 “Wonderland” uscito con lo pseudonimo di Ceanne McKee, racconta l’amore in tutte le sue forme, ma senza banalità e anche con una certa originalità nella scrittura. Dieci tracce, tutte molto belle. Per esempio “Quello che ho”, che apre l’album, “La neve non fa più rumore”, “Guardami” (vincitore del Premio Endrigo) e “Aria”, altre piccole gemme di un lavoro di grande raffinatezza, un bell’esempio di come il cantautorato emergente italiano abbia  tanto da raccontare e meriti spazio.

Dell’album non fa invece parte – ma merita comunque di essere ascoltata perchè molto bella – “Due castelli sulla sabbia”, canzone presentata a Sanremosocial 2012, un’altra bella storia d’amore raccontata in maniera originale e dolce, decisamente molto femminile. Come soddisfazioni aggiuntive, Chiara Ragnini ha aperto recentemente i concerti di Tricarico e Irene Fornaciari, ha diviso il palco con Povia, Mauro Ermanno Giovanardi, Mario Lavezzi, Ron ed ha avuto l’onore di suonare la chitarra di Luigi Tenco, restaurata dopo 40 anni.

Staff