Orsoline maltesi come suor Cristina: in corsa per l’Eurovision

Suor Cristina Scuccia ha fatto scuola? Forse. O forse no. La partecipazione a The Voice con annessa vittoria della 25enne siciliana di stanza all’istituto delle Orsoline di Milano aveva diviso l’opinione pubblica, non solo relativamente all’opportunità della sua presenza nel talent show e per aver chiesto la recita di un Padre Nostro dopo la sua proclamazione. C’era chi aveva previsto per lei una rapida fine e chi invece ha invocato la sua presenza in gara a Sanremo, oppure all’Eurovision Song Contest, nel tentativo di sfruttare la stessa onda mediatica che ha favorito la vittoria di Conchita Wurst.

Ebbene, la notizia di questi giorni è che un gruppo di sei suore Orsoline maltesi ha presentato un brano alle selezioni nazionali proprio per l’Eurovision Song Contest 2015  ed il brano, dal titolo “Love and let go” è stato accettato. Si chiamano suor Michaela, suor Madeline, suor Monica, suor Rita, suor Claudia e suor Denise e cercheranno di staccare il biglietto per l’Austria fra  48 canzoni in concorso. Le sei suore hanno ottenuto il consenso per gareggiare da parte dell’arcivescovo dell’isola di Malta Paul Cremona, il quale ha detto loro di seguire l’esempio di Papa Francesco ed evangelizzare il mondo: “Questo è quello che stiamo facendo”, ha dichiarato suor Michaela, che poi si è detta sorpresa del fatto che la loro canzone è stata accettata in concorso.

La loro canzone, scritta e composta di Philip Vella, uno dei più noti cantautori e compositori maltesi, con all’attivo già cinque canzoni in concorso nella rassegna europea (fra i quali il secondo posto del 2002 con Ira Losco e “7th wonder”), parla dell’esperienza che stanno portando avanti le suore nell’accoglienza dei bambini abbandonati all’asilo nido nella città di Sliema: “All’inizio pensavamo che fosse stupido per delle suore andare l’Eurovision, ma poi ci siamo dette: perché no? Lo stiamo facendo per la Chiesa e per i bambini che aiutiamo”.  Le sei religiose sono al lavoro sul brano dallo scorso agosto, nei ritagli di tempo fra la Messa e la cura dei bambini ma si dicono pronte nel caso il brano passasse la prima preselezione: se ce la faranno ad entrare fra i 20 semifinalisti (lo sapranno il 20 ottobre), allora comincerà la corsa vera e propria: il 21 e 22 novembre si svolgerà il Malta Song for Europe che assegnerà il biglietto per Vienna.

Suor Cristina Scuccia

L’operazione ricorda da vicino quella che nel 2013 ha visto protagonisti i sei componenti dell’Heilsarmee, ovvero la sezione svizzera dell’Esercito della Salvezza, l’organizzazione umanitaria di matrice cristiana evangelica, che iscrissero la loro canzone “You and me” alla selezione online elvetica, staccando il biglietto per la finale nazionale e poi vincendola, salendo sul palco di Malmo. E come le sei suore maltesi avevano dietro un grande della musica nazionale, nel loro caso Roman Camenzind.

E’il secondo caso di religiosi ad una selezione nazionale per l’ESC: nel 2012 a quella tedesca si presentò una ensemble di tre sacerdoti denominata Die Priester che insieme con Mojca Erdmann presentarono un brano ispirato ad una preghiera (in quel caso dovettero cambiare  in parte il brano, visto che l’Ave Maris Stella è di fatto un testo già esistente, dunque considerato cover). In quel caso però non si trattava di una formazione estemporanea, visto che il trio aveva già in carniere diversi dischi incisi a scopo benefico di ottimo successo in patria.

Va chiarito peraltro un particolare, che poi è lo stesso tirato in ballo quando qualcuno propose la partecipazione di suor Cristina all’Eurovision: se dovessero vincere la selezione maltese, anche per le sei suore si porrà lo stesso identico dei problema degli Heilsarmee, che furono costretti a cambiare il nome in Takasa ed abbandonare le loro divise. Il regolamento della rassegna eurovisiva infatti, vieta qualsiasi riferimento non solo alla politica ma anche direttamente alle religioni.

Così come il cambio obbligato del nome sgonfiò di fatto l’effetto della partecipazione dei Takasa/Heilsarmee, che si erano iscritti proprio per portare una testimonianza relativamente alla loro associazione e alla missione umanitaria che la anima, il rischio che una presenza in gara delle suore senza abito e appellativo religiosi indebolisca il loro messaggio è altrettanto grande. Lo stesso succederebbe ad una eventuale suor Cristina “eurovisiva” Resta la curiosità sulle doti canore delle suore, tutte da scoprire.

 Quanto a suor Cristina, la Orsolina ragusana a Sanremo molto probabilmente ci sarà, ma solo come ospite speciale. E intanto si prepara a fare l’esordio sul mercato internazionale (con il nome di Sister Cristina), con un disco di cover natalizie. La Universal è pronta a cavalcare l’onda, confidando che vada meglio rispetto all’inedito d’esordio firmato Neffa, “Lungo la riva”, rimasto ai margini persino su I Tunes.

Emanuele Lombardini

Giornalista, ternano, cattolico, cittadino d'Europa, sinceramente Liberaldemocratico. Già speaker radiofonico. Ha scritto e scrive di cronaca, sport, religione e sociale per giornali nazionali e locali per vivere; scrive di musica su siti e blog per sopravvivere.

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