Eurovision 2016: le pagelle ai brani finalisti di diritto

Dopo quelle della prima e della seconda semifinale, ecco  la mia personale review delle sei canzoni già finaliste, le cosiddette big five e la Svezia padrona di casa. La finale dell’Eurovision Song Contest, in diretta dalla Globena Arena sarà sabato 14Diretta alle ore 21 su Rai 1 (commento Federico Russo e Flavio Insinna) e Radio 2 (commento Marco Ardemagni e Filippo Solibello), San Marino RTV e Radio San Marino (canale 520 di Sky, o 73 Tivù sat o 73 DTT (in Emilia-Romagna) commento Lia Fiorio e Gigi Restivo). E se ricevete il segnale, anche su Rsi La 1 (commento Paolo Meneguzzi e Clarissa Tami). I video li trovate qui.

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09 SVEZIA: Frans – “If I were sorry”: Come già nell’anno di Malmo, il 2013, la Svezia padrona di casa propone un pezzo sin troppo easy, che però incredibilmente sta scalando posizioni e sicuramente lotterà per un posto in top 5, se non meglio. Orecchiabile, radiofonico, anche ben cantato, ma veramente molto leggero. Troppo. Può essere un buon tormentone. E infatti è già passato persino sulla radio della BBC. Successo commerciale in arrivo. LIQUIDO. VOTO: 6.5

FRANCIA: Amir – “J’ai cherchè”: Per la prima volta dopo tanti anni la Francia ha un pezzo contemporaneo, radiofonico, molto ben cantato anche nei vari live. Altissimo gradimento un pò dovunque,  può essere l’annata del rilancio per un paese che non vince da 39 anni e non fa risultato da 13. Ma se per caso invece dovesse fallire, sarà un tonfo che farà male anche al morale di chi sta lavorando per ridare slancio al concorso in Francia. Così così in prova: non sbaglia, ma non ha fatto furore. A FARI SPENTI. VOTO 8

GERMANIA: Jamie Lee Kriewitz- “Ghost”: Brano già rodato perchè era l’inedito della diciassettenne a The Voice of Germany, è fresco, moderno, radiofonico e ben cantato. Nonostante questo, non sembra abbastanza forte per spingere i tedeschi in top 10.  Parte dallo zero dell’anno scorso e quindi qualunque cosa sarà meglio, ma serve assolutamente uno slancio. Che finora, in prova non c’è stato, anzi se non fosse per il suo outfit, nessuno si sarebbe accorto della sua presenza.. A occhio, non vanno sopra il 15. TRASPARENTE. VOTO 7.5

ITALIA: Francesca Michielin – “No degree of separation”: Good feelings un pò dovunque, prove zeppe di applausi e questo fa piacere. Per il resto, come sempre, l’Italia non si giudica, si tifa e basta. Dunque forza Francesca!

REGNO UNITO: Joe & Jake – “You’re not alone”: Prima delle prove, nessuno di noi avrebbe scommesso un euro su loro due. Bravi, ordinati, intonati, ma senza carisma. Nonostante un pezzo molto migliore di quelli portati dai britannici negli ultimi anni, moderno, contemporaneo, radiofonico scritto da grandi nomi, che ha tutte le caratteristiche per essere una hit. Poi però sono saliti sul palco per le prove e hanno cantato live come su disco. E allora forse faranno meglio del previsto. Molto meglio. DARK HORSE. VOTO 8

SPAGNA: Barei- “Say yay”: Per un ispanofilo come me, un pezzo tutto in inglese dalla Spagna è un colpo al cuore. Ma alla fine, se fosse anche gradevole, potrebbe anche andare bene. Ma è tutto troppo american-style, neanche troppo immediato. Live è cresciuta sempre tanto, in prova ha cantato bene. Ma il pezzo è quello che è. OPERAZIONE TONFO. VOTO 5.5

Emanuele Lombardini

Giornalista, ternano, cattolico, cittadino d'Europa, già speaker radiofonico. Ha scritto e scrive di cronaca, sport, religione e sociale per giornali nazionali e locali per vivere; scrive di musica su siti e blog per sopravvivere.