Gli islandesi Kaleo in rampa di lancio: top 10 in Europa e tour negli Usa

A volte il successo arriva improvviso ed inatteso. Così è successo ai Kaleo, band islandese  sulla scena da cinque anni con ottimo riscontro in patria che all’improvviso si ritrova ai vertici delle classifiche europee. Succede “Way down we go”, il singolo che accompagna “A/B”, il loro secondo album. Il brano è questa settimana nella top 10 dei download europei.

Non solo. Prima in patria, nel Belgio francofono e in Grecia, la canzone sta rapidamente scalando tutte le classifiche. Persino paesi come la Francia, molto refrattari a queste produzioni lontane dalla musica che non sia nazionale o anglo-americana, li vede assai vicini alla top 10, dove invece sono già in Austria, Germania e Svizzera.

E il brano – anche probabilmente aiutato dal fatto che incidono negli Stati Uniti per la Elektra/Atlantic – è entrato anche nella top 100 di Billboard Usa (e al primo posto della classifica di settore Rock di Billboard). Da noi non è ancora arrivato ma a questo ritmo c’è da credere che ne sentiremo parlare presto. Nel frattempo l’album, uscito due mesi e mezzo fa e per un mese e mezzo in testa alle classifiche nazionali (ora è secondo), è già al numero 2 in Canada, alla 4 nella rock di Billboard Usa, alla 6 in Svizzera ed in classifica anche in altri 8 paesi fra cui la Nuova Zelanda.

Conosciuti anche per “All the pretty girls” in realtà la loro musica era già arrivata in Europa tramite la tv: una loro canzone era nella colonna sonora di una serie islandese poi acquistata dalla BBC col titolo di Trapped. Proprio in questo periodo stanno proponendo la loro musica- che del resto è fortemente influenzata da un certo rock americano – negli States con un lungo tour che poi arriverà in estate anche in Belgio, Germania e Francia

Di loro parla già Rolling Stone. Che non è proprio l’ultima rivista musicale al mondo e stanno incassando una lunga serie di consensi, uno per tutti quello del leader degli OneRepublic. Insomma, dopo Bjork, i Sigur Ros ed Emiliana Torrini, l’Islanda rischia di sfornare un altro meritato successo internazionale.