Lo Sportello- “Re-birth”, tutta l’energia del basso di Pier Bernardi

Diamo spazio quest’oggi ad un lavoro solo musicale, “Re-birth”, di Pier Bernardi, uno dei maggiori bassisyi europei. Si tratta del primo lavoro da solista del musicista emiliano che ha già lavorato con  con Mike Campese, Darren Ashford (Black Eyed Peas, Sean Paul, Will Smith, Joss Stone), Paul Gilbert (Mr.Big) e Dave Holmes (Brian May and Roger Taylor). Il disco,   segna proprio una rinascita artistica e personale di Pier e si snoda lungo un percorso che prova a trasformare in musica sentimenti interiori e riflessioni personali. Attraverso la musica quindi, e senza le parole, Pier ci racconta la sua vita (giovane ma di certo non semplice) e le sue emozioni, in cui comunque ognuno di noi può ritrovarsi.

Le dieci tracce del disco godono della collaborazione di grandi artisti internazionali come Ace (Skunk Anansie) alla chitarra e Michael Urbano (Sheryl Crow, Ligabue) alla batteria, oltre che del prezioso cameo di Davide Rhodes (Peter Gabriel), Paolo Vinaccia e Roger Ludvigsen nel primo singolo “Grace”.

In un periodo di radicale rivoluzione dei sistemi di comunicazione, dei significanti di spazio e tempo, e dei concetti di vicinanza e lontananza, Bernardi ha voluto sottolineare come la musica possa essere un collante per tenere unite culture, suoni e soprattutto persone. Questa visione è emersa innanzitutto attraverso l’incontro in studio con musicisti provenienti dalle parti più disparate del mondo (Regno Unito, Lapponia, Norvegia e Stati Uniti), tutti riuniti al Dudemusic Studio in Italia. Nel corso della lavorazione, Bernardi ha lasciato piena creatività ai musicisti, dirigendoli insieme al produttore del progetto, Giovanni Amighetti, anch’egli musicista nel disco per tutte le parti di Synth.

“Re-birth” intreccia il vissuto dell’artista con il paese reale, un binomio che attraversa tutto l’album e che Bernardi ha voluto esplicitare sia attraverso la musica sia attraverso i titoli scelti in una ridondanza che assume significato via via durante l’ascolto. In questo senso la musica di Bernardi è interpretativa del mondo esterno ed espressiva di un mondo interno, quello dell’artista che non lesina nulla di se stesso filtrando il suo vissuto senza paure e traducendolo in musica per tutti.

Il disco è una piccola oopera rock nella quale emerge tutta l’esperienza di Bernardi, tournista a 150 concerti l’anno in Italia e in tutta Europa, il curriculum di Bernardi è pieno di importanti collaborazioni italiane ed estere accumulate soprattutto in questi ultimi 4 anni di intenso lavoro. Dirige inoltre un’Accademia di musica moderna ed è direttore di uno studio di registrazione nella sua Farmville che ha chiamato Connektica.