“La differenza”, elettronica d’autore per Chiara Ragnini

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  • 27 aprile 2017
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Siamo stati fra i primi qualche anno fa a parlare della cantautrice Chiara Ragnini  in occasione del suo debutto con “Il giardino di rose”. Oggi a distanza di anni la ritroviamo col nuovo progetto “La differenza”, che ne segna una forte svolta artistica artistica, frutto anche di una vasta serie di esperienze fra le quali la vittoria al Premio Lunezia 2014,  la partecipazione agli eventi collaterali al 66° Festival della Canzone Italiana nel grande palco di piazza Colombo a Sanremo, con La Stampa e Area Sanremo, approdata fra i 40 finalisti nel 2015 e sfiorando per un soffio il palco dell’Ariston e tutta una serie di partecipazioni in Rai.

Il nuovo album, fra l’altro realizzato col crowfunding attraverso la piattaforma Musicraider di Giovanni Gulino dei Marta sui Tubi, con oltre 200 sostenitori e più di 7.000 euro raccolti (pari al 235% dell’obiettivo prefissato), è frutto di cinque anni di lavoro

Da allora sono cambiate tante cose – racconta la cantautrice – ed io per prima: sono cresciuta, ho imparato a raccontarmi senza filtri e senza paura, con una ricerca attenta a contenuti che rispecchiassero realmente la mia persona e il mio carattere. Sono andata alla scoperta di sonorità differenti, sperimentando ed addentrandomi nel mondo dell’electro pop dopo lunghe sessioni di ascolto di artisti che seguo e amo moltissimo, da Selah Sue a Janelle Monae fino a Rebecca Ferguson. Quello che è nato è un disco più maturo, con il vestito giusto al momento giusto”.

Si parla di rapporti di coppia, di amore, di amicizia, di dolore, di solitudine, di curiosità. E di quel concetto di differenza al quale, come il titolo stesso chiarisce, Chiara Ragnini riconduce ogni significato: “La differenzasta nell’essere se stessi, nel mettersi a nudo, nel non avere paura di trasformare in musica le proprie emozioni e anche le proprie insicurezze”.

Ma ovviamente indipendenza significa anche poter produrre le proprie canzoni, come questa “Un colpo di pistola“, primo singolo, che è una svolta importante rispetto ad altre sue cose. Tanta indietronica, tanto drumbass, forse meno immediatezza rispetto ad una produzione prettamente commerciale, ma un lavoro contemporaneo, europeo che a tratti sconfina nella new wave anni 80 più piena, come nel caso di “In ogni angolo.  Dieci tracce comunque di livello, nelle quali si sente l’esperienza di una cantautrice ormai forgiata da anni di palchi importanti.