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Eurovision Song Contest 2017, le pagelle alla prima semifinale

Domani alle ore 21 va in scena la prima semifinale dell’Eurovision Song Contest 2017, in diretta dallo International Exhibition Centre di Kiev e su Rai 4, Radio 2  e San Marino RTV.  Voterà anche l’Italia che come è noto è già ammessa direttamente in finale come componente dei Big 5 (i cinque paesi maggiori contribuenti dell’EBU). Ecco le nostre pagelle alle canzoni che ascolteremo, che trovate in fondo.

SVEZIA- Robin Bengtsson “I Cant’ go on”. Alla faccia di De Coubertin e del fatto che hanno vinto solo due anni fa, la Svezia non gioca mai per partecipare. Anche perchè ormai l’Irlanda è lì, ad un tiro di schioppo, con le sue sette vittorie. Plastica confezionata alla perfezione per la tv, anche ben cantata, ma sempre plastica. Spontaneo come un disco registrato, ma sarà senz’altro nelle zone di testa. Il solito, grazieVOTO 7  (perchè comunque è gradevole)

GEORGIA – Tamara Gakechiladze  “Keep the faith”. Entra nelle orecchie con la stessa velocità con la quale esce. Un esercizio di stile anche carino, se vogliamo. Ma non è sperimentazione, è soltanto roba vecchia, da urlatori. Noia a pacchi. VOTO 5.

AUSTRALIA – Isaiah “Dont’ come easy”. Molto più credibile dell’altro ragazzino, il bulgaro Kristian Kostov, ha un pezzo più debole dei precedenti australiani, ma radiofonico e contemporaneo e soprattutto assai bene arrangiato. Nelle prove conferma l’impressione del disco: molto bravo e sicuro. La speranza è che tolga voti al maggior avversario di Gabbani. Può farcela. Underrated. VOTO 8

ALBANIA- Lindita “World”. Nostalgia enorme delle produzioni etniche con cui aveva conquistato una seria credibilità. Un generico pezzo internazionale, appena migliorato dalla sua ottima voce. Cosa lo fate a fare il Festivali I Kenges in albanese se poi stravolgete la canzone e la traducete in inglese? Amici albanesi, vi voglio bene lo stesso. Ma l’unico motivo per cui questo pezzo potrebbe meritare la finale è che lei è bellissima e voglio vederla due volte. Inutile revamp. VOTO 6

BELGIO – Blanche  “City lights”: Ragazzina diciottenne con la voce di un tabagista di cinquanta, canta una delle poche cose contemporanee dell’edizione.  Resta da capire se si farà fregare dall’emozione. Prova dopo prova le quotazioni stanno scendendo, lei canta bene ma emoziona quanto un frigorifero. Prima era una candidata al podio,  adesso anche se il pezzo non lo merita, potrebbe anche uscire al primo turno. Autolesionismo. VOTO 8.5 (al pezzo, 5 alla performance)

MONTENEGRO – Slavko Kalezic  “Space”. Lo so che è una fanwank e piace molto per motivi diversi. Ma lui è veramente scarso. E in più canta una B-side eurodance degli anni 90, di quelle che in Italia uscivano sulle etichette economiche. Aridatece Cetkovic e Knez. Quota trash. VOTO NC

FINLANDIA – Norma John “Blackbird”. E’uno di quei pezzi che necessitano più ascolti. Il pezzo è bello e di classe, cantato benissimo. Ma la rassegna ha mostrato umori alterni per produzioni di questo tipo e dunque è un pò come una roulette La Finlandia ha un’ottima tradizione musicale ma non sempre la porta in concorso. Stavolta si. Esperienza. VOTO 7.5

AZERBAGIAN – Dihaj “Skeleton”. La Svezia-2, meglio nota come Azerbaigian, quest’anno ha fatto spesa prendendo dallo scaffale con su scritto 2017. Moderno, perfino radiofonico. A Baku torneremo. Non subito, ma torneremo. Ma intanto, dopo un paio di anni defilati, è un ottimo avvicinamento. I suoi live stanno anche molto migliorando. Outsider. VOTO 8

PORTOGALLO – Salvador Sobral “Amar pelos dois”. Delizioso e commovente, nel testo e nell’intepretazione.  Jazz puro, in portoghese: una sfida, in un concorso di canzoni pop. C’è poco da dire, è l’unico pezzo oltre a quello di Gabbani che può meritare una vittoria.  Intenso, di classe. VOTO 9.5

GRECIA – Demy “This is love”. Vale lo stesso discorso fatto per il Montenegro. C’è una produzione musicale, sia in greco che in inglese, di una vastità enorme. E la stessa Demy, stella in patria, ne è la prova. Arriva sul palco più importante d’Europa e canta – come dice bene Eurofestivalnews- uno scarto dei Cascada.La Grecia deve rialzarsi, non è così scontato che ci riesca. Aridatece i Koza Mostra ed Eleftheria. VOTO 5

POLONIA- Kasia Mos “Flashlight”. Ti aspetti sempre che decolli, ma resta a terra. Ed è un peccato perchè il tutto avrebbe delle buone potenzialità e lei è anche brava. Ma no, non ci stacchiamo dalla colonna dei pezzi medi. Che potrebbero andare avanti, ma anche no. Compitino. VOTO 6.

MOLDAVIA – SunStrokeProject “Hey Mamma”. Se conoscete un pò la musica rumena, sapete bene che questo pezzo rappresenta solo una fetta – la peggiore – di ciò che normalmente si ascolta da quelle parti. Il genere specifico è divisivo, piace o non piace. A me, non piace. E potrebbe anche non farcela ad approdare in finale, perchè è la Moldavia e non la Romania. Acqua corrente. VOTO 5

ISLANDA – Svala “Paper”. Un pezzo che ha dentro tutta la sua esperienza su palchi statunitensi, a contatto diretto col mainstream. Potente, ben cantato, radiofonico. Eppure tutto è  freddo come la sua terra e la sensazione è che potrebbe anche restare clamorosamente incompreso.  Contemporaneo. VOTO 8

REPUBBLICA CECA – Martina Barta “My turn”. Un’altro pezzo che si iscrive alla categoria delle produzioni belle, ma non abbastanza per restare in testa. Team rodato (che però ha scritto di meglio) e  cantante di grande esperienza al servizio di un brano medio. E dire che da quelle parti ci sono produzioni di ottimo livello. Destino segnato. VOTO 6.5

CIPRO – Hovig “Gravity”. Non ha nulla di cipriota o di greco, questo pezzo. Potrebbe tranquillamente essere un brano del Melodifestivalen e si sente la mano di G: Son, autore e produttore. Se non si fa fregare dal live, è una finale più scontata che un vestito ai saldi. Poi anche basta, magari, però. Produzioni in serie. VOTO 7 (perchè comunque è gradevole).

ARMENIA – Artsvik “Fly with me”. Due, forse tre pezzi montati insieme. Ma montati bene. Melodia elettronica con influenze etniche, ben cantato, sufficientemente accattivante per garantire all’Armenia un’altra stagione ai piani alti. Prima o poi andremo anche a Erevan, perchè fanno sempre le cose per bene.  Attenzione a sottovalutarla per la corsa di testa. Fuori pronostico. VOTO 7.5

SLOVENIA- Omar Naber “On my way”. Nel 2017, ancora questa roba qui? L’eliminazione con ultimo posto sarebbe la giusta punizione per aver calpestato una produzione nazionale di livello e una finale che aveva brani assai contemporanei. Scarti da Sanremo 95. VOTO 3

LETTONIA- Triana Park “Line”. L’asse musicale del Baltico da tempo propone sempre ottime cose. Per il terzo anno di fila la Lettonia ha una delle cose più moderne in concorso. Meno immediata delle precedenti lettoni, ma cantare per ultimo aiuterà. Risveglio dopo il torpore sloveno. Ricostituente. VOTO 7.5

Emanuele Lombardini

Giornalista, ternano, cattolico, cittadino d'Europa, già speaker radiofonico. Ha scritto e scrive di cronaca, sport, religione e sociale per giornali nazionali e locali per vivere; scrive di musica su siti e blog per sopravvivere.

2 Comments

  1. Concordo sui voti,tranne per Albania (brano d’impatto,non solo vocale),Slovenia (canzone fuori moda ma non così malvagia), Rep.Ceca (darei un 7) ed il duo Australia-Svezia (max da 6.5,per me): le ultime due si qualificheranno sicuramente,le altre temo di no (e nel caso di Lindita,mi dispiacerebbe).

  2. Come volevasi dimostrare… :-/
    L’eliminazione della Slovenia ci stà tutta, quella dell’Albania non la condivido, ma quella della Rep.Ceca per me è scandalosa: una delle migliori esibizioni della serata, elegante ed intensa al punto giusto….e va fuori! Mah.

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