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Eurovision 2017: trionfa Salvador Sobral, classe e qualità. Gabbani sesto

D’accordo, c’è da smaltire la delusione cocente. Ma alla fine bisogna essere onesti e guardare i numeri. Salvador Sobral ha vinto l’Eurovision Song Contest 2017 con “Amar pelos dois”, portando per la prima volta nella storia il trofeo in Portogallo e lo ha fatto in maniera meritata ed inequivocabile. Meritata perchè il cantante lisbonese ha conquistato tutti non già dalla prima interpretazione nel concorso ma sin dalla sua partecipazione al Festival da Canção, il concorso di selezione.

Con quella faccia un po’, così, quell’espressione un pò così e quei vestiti larghi, che solo dopo – e solo perchè RTP è stata costretta a chiedere una dispensa dalle prove obbligatorie su indicazione medica- si è saputo che erano dovuti ad un problema contingente di salute. Inequivocabile perchè Sobral ha vinto per le giurie e per il televoto, con un record di punti (758 punti) e un vantaggio imbarazzante sul secondo, il bulgaro Kristian Kostov (618). Per non parlare dei moldavi Sunstroke Project, terzi e felici, certo ma lontani mille miglia (344). Per tutti e tre migliori risultato di sempre.

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E si, Francesco Gabbani ha perso. Ha vinto il premio della critica, d’accordo. Ma è inutile girarci attorno. Ha perso perchè è arrivato sesto. Non secondo o terzo, che avrebbe anche potuto lasciare spazio a pensieri. Ma sesto, per il risultato combinato del televoto (sesto posto) e delle 41 giurie nazionali (settimo). A Gabbani resta – e questo non glielo toglierà nessuno – il primato di aver portato una canzone con 100 milioni di visualizzazioni e tre dischi di platino, record che difficilmente qualcuno batterà. Gabbani ha anche fatto il record di punti italiano, 334, battendo Il Volo e anche questo – a occhio – non sarà facile da superare.

Gabbani esce a testa alta. Perchè  ha perso da un brano di grande qualità, scritto da una delle maggiori interpreti jazz europee, la sorella di Salvador Sobral, Luisa Sobral e interpretato da un’artista genuino, senza costruzioni, senza fronzoli. Che colpisce per la sua intensa vocalità quanto per le sue curiose movenze, che viene da un pianeta lontanissimo rispetto al pop fatto di club jazz e improvvisazione – anche in una delle prove si è lasciato andare in questo senso – e forse proprio per questo totalmente disinteressato alla gara e senza alcuna pressione.  Gabbani esce a testa alta perchè con ogni probabilità il successo discografico all’estero è garantito e comunque tutto il pubblico ha cantato la sua canzone.

 Il concorso ne esce senz’altro rafforzato. Nella credibilità musicale, che del resto ha trovato ormai da diversi anni, con la crescita della qualità dei brani e degli artisti. E nel fatto che in una marea di canzoni in inglese, si è affermato un brano in una lingua diversa, il primo dopo 10 anni, dopo“Molitva” della serba Marija Serifovic nel 2007. Un segnale su cui molte nazioni dovranno riflettere.

Operazione tonfo per la Spagna e la Germania, ma erano preventivate, anche se 5 e 6 punti, rispettivamente, col nuovo sistema di calcolo sono pressochè equivalenti allo zero (che peraltro era arrivato per la Spagna dalle giurie). Il distacco con l’Ucraina terzultima la dice lunga.  Spiace per il Regno Unito, castigato al televoto dopo un ottimo piazzamento per le giurie, ma che sembra aver trovato la strada giusta. Dignitosa la Francia, giustamente penalizzata dalle giurie per la prova incerta di Alma ma alla fine comunque in posizione tranquilla grazie al brano fresco e radiofonico.

Detto del Press Award a Gabbani, gli altri due premi nell’ambito dei  Marcel Bezençon Awards, i premi collaterali intitolati al primo direttore generale dell’EBU, colui che su idea dell’italiano Sergio Pugliese, allora direttore della Rai firmò il decreto di istituzione dell’Eurovision Song Contest sono andati entrambi a Sobral (miglior composizione e miglior interprete). Un’ulteriore ciliegina sulla torta.

Per il Portogallo, invece, la sfida vera comincia adesso. Quest’anno RTP celebrava mezzo secolo di trasmissioni, l’anno prossimo saranno invece 50 partecipazioni eurovisive. Niente di meglio che festeggiarle organizzando in casa.

Emanuele Lombardini

Giornalista, ternano, cattolico, cittadino d'Europa, già speaker radiofonico. Ha scritto e scrive di cronaca, sport, religione e sociale per giornali nazionali e locali per vivere; scrive di musica su siti e blog per sopravvivere.

2 Comments

  1. Vittoria meritatissima del Portogallo, e mi fa piacere che anche Ungheria e Belgio si siano piazzati così bene. Un po’ di delusione,invece, per i risultati di Gabbani ed Alma: il primo sembrava in grado di finire in Top3, mentre la proposta francese secondo me valeva la Top10, ma non ce l’ha fatta per poco.
    Clamoroso, infine, il 3° posto della Moldavia: mai avrei pensato di vederla così in alto, considerando il valore non esaltante del pezzo.

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