Il ritorno dei The Vad Vuc: folk d’autore e tante collaborazioni

Ritroviamo un gruppo di quelli che ci piace un sacco, vale a dire i ticinesi Vad Vuc. “Disco orario” è il loro nuovo album, che non si discosta dallo stile degli altri: folk annaffiato nel pop, testi importanti, non sempre immediati, belle armonie. E una serie di collaborazioni di livello. In questa “Rugin” suona Fabrizio Barale, chitarrista con una lunghissima carriera (Ivano Fossati, Luvi De André, Yo Yo Mundi).

Ma anche nell’altro singolo, “Rendez vous”, c’è un altro nome importante, stavolta della scena svizzera, il chitarrista Jgor Gianola, già protagonista coi Gotthard, la hard rock band romancia campione di vendite. Ma nel disco suonano anche, fra gli altri i Modena City Ramblers. Insomma, tutto il meglio della scena musicale rock e folk per un gruppo che ha fortissimi legami con l’Italia.

Con grande ironia, parlano così del disco: “C’è grossa crisi, il mercato musicale boccheggia, la gente non ascolta più le canzoni e men che meno compra i cd. Gli editori musicali sono desaparecidos, la distribuzione è alla canna del gas, le major sono brutte e cattive, alla fine le note sono 7 e, porcaccialamiseria, si son presi De André, Freak, Leonard Cohen, Prince, David Bowie,… e ci hanno lasciato qui con Gigi D’alessio, Bello Figo e i The Vad Vuc… Tutti al talent, tutti al talent, a mostrar le chiappe chiare”.

E ancora: “Una volta acquistato Disco orario dei The Vad Vuc (la cui copertina ricalca proprio l’oggetto in questione ndr), potrete appoggiarlo sul cruscotto della vostra autovettura e, all’occorrenza, con il semplice movimento rotatorio del disco ivi contenuto, potrete segnalare il vostro orario di arrivo nei parcheggi del mondo intero. Qualora poi voleste provare a inserire il suddetto disco in un apposito lettore cd (sempre che ne esistano ancora), quelli sono affari vostri e i The Vad Vuc declinano ogni responsabilità per le multe di parcheggio che, nel caso, vi troverete sul parabrezza