Battiti Live 2017: in diretta da Melfi il racconto della quarta serata

La trasferta in terra lucana di Battiti live, quarto appuntamento, non tradisce le attese e Piazza Craxi è stracolma per accogliere l’evento dell’estate. Al timone come sempre Alan Palmieri, direttore di Radio Norba, insieme ad Elisabetta Gregoraci e Celeste Savino.

Apre Francesco Gabbani con Tra le granite e le granate, che è un pezzo che più estivo non si può. Di lui c’è ormai poco da dire, è un animale da palcoscenico e il fatto che sia venuto fuori a 34 anni, senza passare dai talent show è un valore aggiunto. Su Occidentali’s Karma canta tutta la piazza.

Poi tocca alla cantautrice ceca Lenny con Hell.O: noi con un po’ di orgoglio ne avevamo parlato in tempi non sospetti (esattamente qui): c’è sicuramente qualche problema, perchè lei si gira verso i musicisti, ma l’esibizione live è purtroppo inascoltabile, lei è completamente senza voce e si sente anche nell’intervista che segue. Lodevole il fatto di aver comunque voluto cantare dal vivo, ma così è davvero imbarazzante.

Battiti Live, il racconto della prima serata da Bari

Battiti Live, il racconto della seconda serata da Nardò

Ermal Meta riscatta la prova della scorsa settimana e canta bene sia il pezzo di Sanremo Vietato morire che il nuovo singolo Ragazza Paradiso: anche lui come Gabbani è un esempio di come si possa arrivare al successo anche piuttosto tardi (nel suo caso a 36 anni, dopo 10 con la band La Fame di Camilla)  e comunque dare dei punti ai tanti giovanissimi del successo usa e getta.

Dopo il primo blocco e il rientro con Celeste Savino in console, Francesco Renga live, liscio come l’olio naturalmente. Porta un pò della melodia italiana sul palco della rassegna, stasera non sarà il solo. Il mio giorno più bello nel mondo cantato in mezzo al pubblico. L’affetto per lui è notevole anche in una platea in gran parte composta da giovanissimi. Segue Nuova luce, sempre ben eseguita.

Elodie è di una bellezza abbagliante, ha una voce cristallina e canta due pezzi diversissimi ma altrettanto belli come Tutta colpa mia e Verrà da se. Meno bene di altre volte, a dire il vero, nel senso che è più da concerto, con leggere variazioni sul tema (soprattutto nel primo pezzo), ma è più una questione del mio orecchio, che apprezza tantissimo le due versioni originali, perchè lei è intonata come una spada. Mi sbilancio: se si slega del tutto dal filone amiciano farà molta strada. Segue Thomas Bocchimpani con Normalità: già detto, è acerbo ma tiene bene il palco, per l’età che ha.

Battiti live, da Andria il racconto della terza serata

Al rientro, dopo un altro giro alla console con Celeste Savino, ecco Fabrizio Moro, l’altro portacolori della canzone d’autore italiana, che si esibisce voce, chitarra e tastiere: prima Libero e poi una serie dei suoi successi a cominciare da quella Pensa con cui vinse le Nuove Proposte di Sanremo 2007, cui segue il pezzo sanremese Portami via, cantato anche da tutta la piazza in coro.

Jenn Morel è una carica di sensualità, senza ombra di dubbio: la cantante e ballerina dominicana è una delle novità dell’anno e sicuramente ha – per così dire – le phisique du rol per sfondare. Ma i due pezzi,  Ponteme  e soprattutto 1990 (che canta per primo) sono quanto di più brutto possa passare adesso nelle nostre radio. Reggaeton di livello bassissimo: inascoltabile, incantabile. Segue Nesli, a metà fra il rap e il pop, canta Andrà tutto bene e poi La fine, fa il massimo con la sua voce che non è tantissima, ma è intonata.

Fa un gran piacere ritrovare L’Aura e vederla confrontarsi con le sonorità retrò del suo ultimo bellissimo album: I’m an alcoholic è un pezzo trascinante, e lei sul palco diverte e si diverte, senza snaturare la sua bravura. Il vestitino rosa antico con borsetta ton su ton annessa è sciccosissimo.

Ultimo blocco, dopo Celeste in console, apre Shade (che si pronuncia ‘Sciade’): canta ‘Bene, ma non benissimo’. Come anche lui, che è costretto a far ripartire da zero la base. Fra l’altro danneggiando il microfono. Il pezzo è brutto come pochi, soprattutto in relazione ad altre cose che Shade aveva cantato in precedenza.

Poi spazio ai salentini Boomdabash che cantano In un giorno qualaiasi e un medley dei loro successi: Portami con te e L’importante. Per loro un successo non ancora consolidato in tutto lo stivale, ma che meriterebbero. Tengono bene il palco, bella interazione col pubblico.

Chiudono The Kolors che cantano prima What happened last night, poi Why don’t you love me, l’ultima uscita Crazy per finire con Everytime. A loro riconosco che sanno fare il loro mestiere, ma per adesso non sono ancora usciti dalla comfort zone e sono rimasti sull’inglese. Che per una band che finora è rimasta sul mercato italiano è abbastanza paradossale. Personalmente non mi piacciono, anche per via di alcuni atteggiamenti di Stash. Il pubblico però apprezza e canta. Settimana prossima si chiude da Taranto.

Emanuele Lombardini

Giornalista, ternano, cattolico, cittadino d'Europa, sinceramente Liberaldemocratico. Già speaker radiofonico. Ha scritto e scrive di cronaca, sport, religione e sociale per giornali nazionali e locali per vivere; scrive di musica su siti e blog per sopravvivere.