Castrocaro 2017, vince Luigi Salvaggio con “Il silenzio delle stelle”

Sarà anche il festival Voci e Volti Nuovi, ma Castrocaro 2017 ha incoronato la voce più ‘sentita’ e il pezzo più vecchio di tutti: Luigi Salvaggio vince l’edizione del sessantesimo e francamente, se questo deve essere un concorso che sforna nuovi talenti, siamo parecchio lontani, se è vero che quella col pezzo più contemporaneo, Greta Doveri, ha dovuto accontentarsi del premio AFI (Associazione Fonografici indipendenti) senza nemmeno approdare alla superfinale.

Selvaggio vince un contratto discografico, la possibilità di fare un video professionale e soprattutto l’accesso alle selezioni di Sanremo Giovani (direttamente alle audizioni dei 61),  ma per quello che si è sentito stasera, il futuro della musica italiana, a parte Greta Doveri e il pezzo tutto sommato radiofonico di Vito Romanazzi, non passa da Castrocaro, come del resto non è passato negli ultimi anni.

Se poi ci si mette anche la giuria (Claudio Cecchetto presidente, Fio Zanotti, Silvia Mezzanotte e Giò di Tonno) a scegliere quello più antico di tutti, è ancora più difficile. Anche perchè – antico per antico – allora forse era più logico premiare un progetto in ascesa, come La Dolce Vita, che almeno porterà l’operatic pop nel posto dove ancora funziona, ovvero lontano dall’Italia, anche con buone possibilità di farcela.

  • Greta Doveri (Con le mani di Zucchero)- Flaminia Mazzella (Se telefonando di Mina) 4-0: l’ex partecipante allo Junior Eurovision nettamente migliore: aggressiva non solo nel look, molto grintosa. Per Flaminia Mazzella confronto difficile.
  • Vito Romanazzi (La forza della vita di Paolo Vallesi)- Giulia Toschi (Non voglio mica la luna di Fiordaliso) 4-0: Vito Romanazzi impreciso ad inizio canzone, si riprende in corsa. Molto acerba l’altra, sceglie un pezzo grintoso, ma non lo è abbastanza
  • Metrò (Un’estate al mare di Giuni Russo)- La Dolce vita (Uguale a lei di Laura Pausini) 2-3 (voto doppio del presidente Cecchetto): Brutto l’arrangiamento, ma ragazzi aquilani bravi. Meglio però il trio vocale, molto ben assortito, la voce lirica non sovrasta le altre due
  • Raffale Manganiello (Cinque giorni di Zarrillo)- Andrea Tortolano (Come si cambia di Fiorella Mannoia) 0-4: Confronto abbastanza segnato nelle interpretazioni. Vittoria netta, Andrea Tortolano molto più centrato nel pezzo
  • Raimondo Cataldo (Se adesso te ne vai)- Simona Farris (Sono bugiarda di Caterina Caselli): 2-3 (voto doppio del presidente Cecchetto) Qualche fioritura di troppo per Simona Farris, ma la voce è grintosa e forte. Raimondo Cataldo facile su un pezzo non molto impegnativo.
  • Luigi Salvaggio (Nord sud ovest est degli 883)- Stephanie Niceforo (Fuoco nel fuoco): 4-0. La voce roca di Selvaggio stride col pezzo degli 883, è francamente una scelta incomprensibile. Non c’è partita. E non sono d’accordo col verdetto che fa vincere uno che ha cantato molto male.

Due ripescaggi: l’orchestra ripesca, per fortuna, Stephanie Niceforo, mentre le radio ripescano il complesso dei Metrò

INEDITI:

Stephanie Niceforo- Vivo vs: La Dolce vita – Fili di luceSono molto onesto e dico che nel trio vocale c’è una mia corregionaria e per questo ho fatto un pò di tifo. Belle armonie, le loro. Ma il pezzo è un operatic pop stravecchio, che non andrà da nessuna parte. Il progetto però è internazionale e c’è tutto. Dall’altra parte, altrettanto onestamente, un’artista che ha cantato male un pezzo normale. Avanti il trio multietnico con base a Modena.

Andrea Tortolano- Il primo contatto  vs. Vito Romanazzi – MartaSono due buoni pezzi, al servizio però di voci non particolarmente originali. Nel complesso il brano di Vito Romanazzi convince di più a livello radiofonico. Vince Vito anche per la giuria.

Luigi Salvaggio –Il silenzio delle stelle  vs Greta Doveri- AriaIl pezzo di Salvaggio è una roba vecchissima, per stile, modo di cantare e melodia, Greta Doveri senz’altro più fresca e spontanea in tutto, senz’altro più contemporanea. Ma la giuria premia la roba vecchia, con nessunissimo futuro.

Metrò- Via d’uscita vs Simona Farris – No!:  Pezzi medi, non si capisce perchè questi giovani non riescano a cantare cose veramente giovani e si affidino invece a produzioni dimenticabili. La differenza la fa la vocalità, meglio quella della sarda. Passano però i Metrò.

Non viene comunicata la classifica finale, ma solo il vincitore, Luigi Salvaggio.

 

Emanuele Lombardini

Giornalista, ternano, cattolico, cittadino d'Europa, già speaker radiofonico. Ha scritto e scrive di cronaca, sport, religione e sociale per giornali nazionali e locali per vivere; scrive di musica su siti e blog per sopravvivere.