X Factor 11, ultime audizioni: dentro Enrico Nigiotti e l’autore della “Papu dance”

Le audizioni di X Factor 11 finiscono col botto. Perché in mezzo a tanti artisti più o meno normali, l’ultima delle puntate di selezione di ha regalato diverse storie e anche alcune sorprese. Quella più grossa è arrivata sul finale, quando sul palco si è presentato il cubano Ricardo William Munoz Cabrera, in arte Ricky Jo: pochi lo sanno ma è lui l’autore del testo della celebre ‘Papu dance’, che spopola in rete. Il suo nome però non è accreditato fra gli autori. Passa alla seconda fase è sicuramente un personaggio.

Ma il nome più celebre è quello di Enrico Nigiotti, alla terza ripartenza dopo un talent show (Amici), una partecipazione non fortunatissima a Sanremo 2015 (“Qualcosa da decidere”, fra i Giovani) e la partecipazione come attore ad un film del concittadino Francesco Virzì, “La pazza gioia”: canta il suo inedito “L’amore è” è passa il turno, con Mara Maionchi che lo apostrofa evidenziando quella che lui stesso definisce “testa calda”.

Meno facilmente riconoscibile al grande pubblico è Valeria Perbellini, 19 anni, il cui fratello Filippo prese parte nel 2009 al Festival di sanremo fra i giovani con “Cuore senza cuore”: si presenta in acustico e si guadagna quegli stessi applausi che già riscuote in giro per l’Italia. Il padre la voleva economista, dice.

 Fra i promossi anche Valerio Bifulco, che si è formato nei club a Londra e si sente, Britney Bricherasio, ex ragazza bullizzata, che fa piangere Mara con la sua interpretazione di “Nessun grado di separazione” e si guadagna tre ‘si’ convicendo anche la riluttante Levante e Francesco Bertoli, ex frontman dei Jarvis, che l’anno scorso si ritirarono dopo essere entrati nel cast – fra l’altro lasciando spazio ai Soul System, poi vincitori – attaccando lo show ed il suo meccanismo: “Ho dovuto giustificare le cose che diceva il vostro manager in conferenza stampa e questa cosa mi ha rotto il cazzo”, dice Fedez. Ma alla fine la sua prova in Thinking out loud” di Ed Sheeran convince e lui passa.

Avanti anche le due spagnole Ana e Carolina, i fidanzati Sem & Stenn, col loro sound elettronico anni 80, interessantissimo; Sidy Lamine Cissè su “Cherry wine” di Ocean in versione voce e chitarra; Claudia Guaglione, Krizia Angiulo, Kleopatra Jasa, Manila Statelli, Anna Giulia Pricoco, Valentina Grigò, Alessandro Sette, Paola Perroni, Nicola Pomponi, Giulia Militello, Andrea Spigaroli, Giorgio Schino, Nicola Belleggia. E fra le band interessanti i Deadeline induced panic, gli El Cartel (ottima la loro versione elettronica di “Take me to the church” di Hozier) ed i Ros. Avanti anche The Wer e The Sunset. A proposito di fidanzamenti, è finito quello della francese Isaure Cassoni: il suo inedito era stato scritto quando le due ragazze stavano ancora insieme

Capitolo bocciati. Per la serie ‘Viva la modestia’, Francesco Pallara, 42 anni propone un inedito pessimo, i giudici lo bocciano e lui dice “Questo è un nuovo capitolo di ciò che successe con Battisti e Vasco Rossi”. Non sono d’accordo invece sulla bocciatura di Adriana Ippolito, che ha cantato – bene – “Cuore” di Rita Pavone. Un pezzo vecchio, d’accordo, ma magari bastava fargli cambiare pezzo.

Annabelle Fasoli canta male e balla peggio “Because the night” di Patti Smith. Chiede ed ottiene di esibirsi su ‘un pezzo latino dove ci sto più dentro’ ma viene bocciata lo stesso: “L’effetto è quello dell’animatrice da villaggio turistico”, le dicono. Bocciato anche Daniele Faustini che canta “Lontano dagli occhi”: anche qui, forse, verdetto severo.

Fuori anche due coppie di gemelli, i Dado (male su “I just called to say I love you” acappella) e Giorgia e Chiara De Stefano con “Happy”, la quarantottenne Maria Luisa Pappalardo, definita “forse la peggiore”, stonata e fischiata; la mezzosoprano russa Marina Morozova che esegue una versione operatic pop di “Crazy little thing called love” dei Queen; Alberto Lionetti, Mr Everett, Antonio Esposito, Leonardo Fontanot e Samuele Proto. La prossima settimana bootcamp con sfida delle sei sedie, preceduta dall’assegnazione delle categorie ai giudici.

 

 

 

Emanuele Lombardini

Giornalista, ternano, cattolico, cittadino d'Europa, già speaker radiofonico. Ha scritto e scrive di cronaca, sport, religione e sociale per giornali nazionali e locali per vivere; scrive di musica su siti e blog per sopravvivere.