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X Factor 11, bootcamp: ecco gli ammessi di Gruppi e Under 24 uomini

X Factor 11, bootcamp. Un nuovo regolamento spietato, con una sedia in meno, cinque invece di sei, che fa nella prima puntata una vittima: è Francesco Bertoli, l’ex leader dei Jarvis entrato nonostante il ‘no’ proprio di Fedez alle audizioni e che ora proprio con i 16-24 (Under) ritrova come coach: prima lo sceglie (canta “Let me entertain you” di Robbie Williams) poi all’ultimo gli toglie la sedia. Subito fuori, senza nemmeno sedersi il rapper sedicenne Andrea Uboldi, che riscrive coi suoi drammi personali Kanye West ma si sbaglia ed è costretto a fermarsi e Luca Belleggia che voce e chitarra sulle note di Dune Mosse di Zucchero non convince. Eliminati Einar Ortiz e Giorgio Schino.

Passano Gabriele Esposito, emozionante sulle note di “When we were young”, Kamless Kishnah, 18 anni, sulle note di “Payphone” e Lorenzo Bonamano. 

Ce la fa inizialmente Luca Marzano, 16 anni, sulle note dei Lumineers, ma poi deve cedere il passo a Samuel Storm, il giovane ex rifugiato che con la sua vocalità particolare ha stregato Fedez. Come anche deve alzarsi dalla sedia Sidy Lamine Cissè, che appare più debole rispetto alla prima esibizione e lascia il posto a Domenico Arezzo, che conquista la giuria sulle note di “Attention” di Charlie Puth.

AMMESSI AGLI HOME VISIT: Samuel Storm (che non potendo espatriare farà in Italia l’Home Visit con Fedez che gli altri faranno invece all’estero), Lorenzo Bonamano, Kamless Kishnah, Domenico Arezzo, Gabriele Esposito.

A Manuel Agnelli toccano i gruppi e lui di band se ne intende. Tocca subito agli Heron Temple con “Without we go”. Molto bravi, bell’arrangiamento. Si siedono, mentre invece restano in piedi The Sunsets, che tentano senza fortuna di riagrrangiare in chiave punk “Il diario degli errori” di Michele Bravi.

Deadline Induced panic avevano ben figurato alle audizioni, ad Agnelli piacciono meno in questa fase sulle note “Young and beautiful” di Lana Del Rey, ma premia la voce e si siedono, come anche i Noiserz, contestatissimi da Mara Maionchi per la scelta dell’inglese. Stavolta propongono “Bocca di rosa” in versione mashup con Dolcenera la vocalità è assai debole. Deadline Induced panic vengono poi scalzati dai Ros che sciorinano una prova da stranding ovation sulle note di “Svalutation, mentre The Noiserz lasciano il posto agli italo-danesi Maneskin che ricantano Caparezza alla loro maniera.

Durissimi giudizi di Agnelli: “Esibizione debole e da spiaggia all’inizio, da metà siete decollati”, per gli Stereotapes che si siedono giusto il tempo di switchare coi Belize, comunque giudicati pesantemente da Agnelli il quale da loro aspetta gli inediti. Passa il duo di fidanzati Sem & Stenn con un pezzo di Ariana Grande, Bocciati The Wer e El Cartel, che affrontano Mina (“Un’estate fa”) e ne escono sconfitti.

AMMESSI AGLI HOME VISIT: Sem & Stenn, Belize, Maneskin, Ros, Heron Temple

La prossima settimana i bootcamp di Mara Maionchi e Levante.

 

 

 

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