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Sarà Sanremo: abbiamo ascoltato i 67 brani, ecco i nostri 12 finalisti

Prima di tutto, le note negative: due pezzi squalificati perchè già trovati editi: uno, quello di Alberto Polcini, pescato già pubblicato questa estate in una compilation benefica: brano cancellato subito dall’etichetta discografica, ma non da google, che ha svelato l’arcano. L’altro – fenomenale ! – quello di Raimondo Cataldo che ha presentato lo stesso brano già nei 60 preselezionati l’anno scorso (ma come si fa!). La seconda nota negativa: nessuna originalità, pochissimi pezzi veramente contemporanei e anche gli artisti attualmente in rampa di lancio, pur emergendo nella mediocrità generale, non hanno portato le loro cose migliori.

Detto questo, dall’ascolto dei 67 brani rimasti in concorso (che trovate tutti qui), abbiamo estratto quelli che secondo noi sono i migliori o che se non lo sono potrebbero giovarsi del traino dell’artista che li interpreta e quindi essere selezionati. Ci sarebbe da dire anche su artisti di 25 anni che presentano canzoni di 30 anni fa, ma questo è un altro discorso. A occhi e croce, Sarà Sanremo, ma non sarà un gran festival, almeno per i Giovani.

1- ARTU’ – Ma lo sai cosa c’è 

Il cantautore romano ha già diverse cose interessanti al suo attivo e anche una partecipazione allo Wind Music Festival e una vittoria a Musicultura Il pezzo è molto leggero, con minore ricercatezza forse rispetto alle sue cose migliori (assonanze sin troppo chiare con Rino Gaetano e il suo stile), ma ha dentro tutta la maturità di un artista già forgiato da palchi e live di vario genere. Ha 35 anni e questo è probabilmente l’ultimo treno per arrivare al Festival passando dai Giovani.

2- CLADI’ – Un vuoto di te

Claudia Padula, piemontese di Moncalieri, 31 anni, porta un pezzo leggero, da fischiettare, che entra nelle orecchie in 3 secondi netti. Perfetto per il concetto di canzone sanremese. Attenzione, è pericolosamente ipnotico.

3- EVA (Pevarello)- Cosa ti salverà

La terza classificata dell’ultima edizione di X Factor propone una power ballad molto radiofonica, che esalta meno la sua voce ma che la propone come artista capace di confrontarsi anche con un repertorio più immediato, dopo essere stata proposta come artista dalle sonorità più ricercate.

4 -MIRKOEILCANE – Stiamo tutti bene

Il dramma dei migranti che scappano dalla guerra e le morti in mare raccontate con gli occhi di un bambino. Un testo struggente che si appoggia su un recitativo e una melodia incalzante. Il cantautore romano ha vinto l’ultima edizione di Musicultura ed è uno degli artisti migliori del panorama attuale.

5- TURKISH CAFE’ – Ruggine

La band maceratese, anch’essa reduce da Musicultura, dove è stata finalista per due anni e vincitrice nel 2016, propone un folk pop dal sapore vintage. Forgiati da diversi anni di palco, il gruppo che si è conosciuto a Bruxelles,  meriterebbero una chance per quanto di buono hanno fatto sin qui.

6- TOMMASO DI GIULIO – A chi la sa più lunga

Trentuno anni, tre album, i palchi della scena romana come gavetta e la partecipazione ai concerti di Max Gazzè. Anche lui passato da Musicultura, che ha vinto nel 2012, offre su un ritmo incalzante, una fotografia di uno spaccato sociale contemporaneo molto forte, non senza però un velo di speranza.

7- SKUBA LIBRE – Il meglio

Albino Rizzato, trentaduenne di Latina, lanciato da Italia’s got Talent vince la quota rapper, a nostro giudizio, perchè senza snaturarsi, propone un crossover che finalmente parla di qualcosa di diverso dalle solite storie raccontate dagli specialisti del genere. Qui dipinge una storia d’amore finita, con un velo di malinconia e forse qualche rimpianto. E un testo molto suggestivo.

8- CORDIO – Il Paradiso

La quota dei brani melodici avrà senz’altro almeno un posto e questo per noi senza ombra di dubbio appannaggio di Pierfrancesco Cordio, cantautore siciliano senza ancora alcun singolo pubblicato ufficialmente. Il Paradiso è un cazzotto nei denti nel testo, che descrive gli abitanti del mondo celeste, appunto, fra cui ci sono i tanti bambini – portati via troppo presto – che sono gli unici con le ali. Struggente. Ha già suonato ai concerti di Ermal Meta che su di lui ha scritto cose bellissime. Fuori dai 6 del Festival sarebbe assurdo.

9- VERONICA MARCHI – La musica fa male

Sempre per la categoria melodia, ma contemporanea, ecco la ballad dall’arrangiamento maestoso scritta e composta da Veronica Marchi, 36 anni, veronese, quattro album all’attivo e una partecipazione ad X Factor, arrivando però sino agli Home Visit. Ha superato i 15 anni di carriera, ha aperto i concerti di un sacco di gente importante. Voce ben modulata, testi importanti.

10- FORLENZO – Lammerica

Forlenzo Massarone da Fondi ha uno dei pezzi più interessante. Assonanze di Mannarino, quasi teatrale, nel racconto di quella che sarà la nuova emigrazione di un paese che non ha più spazi per le nuove generazioni, narrato dal punto di vista di un padre che si rivolge ad un figlio. Tematica molto attuale: se il pezzo dovesse entrare all’Ariston, magari contrapposto ad uno sui migranti, non mancherà di alimentare il dibattito, per alcune parti del testo.

11- DANIELE MAGRO – Cuore armato

Powerballad che segna il punto di maturità del cantautore palermitano, quarto nella seconda edizione di X Factor e che da allora ha quasi esclusivamente lavorato come autore per altri, arrivando a firmare per gente come Emma, Noemi, Alessandra Amoroso, Chiara. Per lui sarebbe una rivincita anche dopo la vicenda di Chiara Civello che di fatto nel 2012 portò in concorso un  brano che lui stesso aveva proposto due anni prima.

12- MUDIMBI- Il mago

Il rapper italo-zairese sembra tanto Caparezza degli esordi, ma ha un pezzo portatore sano di allegria, buonumore e ottimismo. Dunque, niente di originale, ma la canzone è troppo divertente per essere lasciata fuori. Il più lui ha già diverse buone cose all’attivo.

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