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Sanremo 2018, il 15 dicembre il cast completo: rush finale per il toto-big

Mancano solo 11 giorni allo svelamento del cast dei Big del Festival di Sanremo 2018. Saranno ufficialmente annunciati il 15 dicembre in diretta nel corso della finale giovani di Sarà Sanremo, quando oltre ai 6 vincitori saranno annunciati anche i due di Area Sanremo e dunque si conoscerà l’intero cast. Abbiamo provato a fare il punto della situazione mettendo in fila le indiscrezioni che circolano in rete.

In viaggio. Cominciamo dai nomi che sembrano già con le valigie in mano destinazione Ariston. Gravitava da qualche anno attorno alla Riviera, nel 2007 ha duettato anche con Amalia Gré e nel 2009 con Karima: adesso per Mario Biondi (Sony) sembra pronto il debutto, a 46 anni: una primizia o quasi sentirlo cantare in italiano. Pronti a tornare dopo 15 anni in Negrita (Universal): la band aretina ha in uscita l’album proprio nel periodo sanremese, poi tre donne che tornano a scadenza periodica, come Nina Zilli (Universal)Noemi (Sony) e Annalisa (Warner), alla ricerca del definitivo successo sanremese che a loro ancora manca. Quindi il ritorno di Loredana Bertè (Warner), che può contare sulla produzione di Fiorella Mannoia. Contrariamente al passato, dovrebbero esserci pochi dubbi anche sulla quota rap, che dovrebbe essere appannaggio di una Baby K (Sony) lanciatissima. Poi ci sarebbe Arisa: è appena passata alla Sugar e Caterina Caselli non ha molte carte da giocarsi in chiave podio, ma la cantante lucana ha qualche dubbio.

Possibili. Il fronte di coloro che non hanno ancora detto sì o dei quali non c’è ancora certezza è ampio e posizionato a vari livelli. Renzo Rubino (Warner)  avrebbe un brano scritto a quattro mani con Giuliano Sangiorgi mentre sul fronte Sugar il nome al momento più solido appare quello di Giovanni Caccamo, pronto a debuttare da solista nei big. Difficile capire quanti e quali spazi saranno riservati alle altre indipendenti. La Carosello in questo momento può contare su Levante e TheGiornalisti, che per motivi diversi meriterebbero un posto nei big. La prima ha presentato un brano. Ma per ora su questo fronte non ci sono certezze. Almeno un posto – ma se possibile anche due – andrà al team di Suraci (Baraonda/Ultrasuoni): il nome più gettonato della non vasta scuderia è quello dei The Kolors, sin qui refrattari al’italiano, ma che hanno assoluto bisogno di rilancio dopo un album andato non benissimo. La ‘solita’ Bianca Atzei è accreditata di un duetto con Il Cile ma al momento starebbe lavorando al secondo disco e quindi chissà. Ermal Meta sembra la quota Mescal, con il cantautore albanese che potrebbe andarsi a prendere la vittoria mancata nel 2017. La quota ‘freschi di talent’ non mancherà: è da capire se si tenterà la consacrazione – ma giocando a rischiatutto visto l’ottimo successo di vendite ma le pessime prove live – per il vincitore Canto 2017 Riki (Sony) o se si vorrà tentare col giovanissimo Thomas (Warner): difficile capire dove si andrà a parare.  Più probabile l’accoppiata Federica Carta-La Rua, (Universal) ovvero due che singolarmente non avrebbero i galloni per fare i big, ma messi insieme invece si. Attenzione però perchè la band marchigiana è una delle cose migliori attuali e la giovane cantante romana ha una bella vocalità. Mario Venuti anche meriterebbe il festival, ma incide per una etichetta indipendente e questo non lo aiuterà.

Duetti e suggestioni. Merita un discorso a parte il fronte delle collaborazioni, dei duetti e dei ritorni di fiamma sul fronte gruppi, perchè è qui che Baglioni potrebbe regalarci qualche sorpresa. Anzitutto Le Vibrazioni (Sony), pronte a tornare dopo un periodo di stop. Ma non è da sottovalutare l’operazione Decibel (Sony): la band di Ruggeri si è riunita e un Sanremo l’ha già fatto nel 1980 (era l’anno di Contessa): sarebbe una operazione nostalgia di gran classe, visto che parliamo di sonorità di spessore e artisti di altissimo livello. Ci sono poi tre duetti in rampa di lancio e almeno uno potrebbe  atterrare all’Ariston: su Roby Facchinetti & Riccardo Fogli (Sony) dipende da quanta libertà avrà Baglioni: i due assicurano qualità e necessitano spinta per l’album che non sta funzionando ma quanto spazio ci sarà per la quota ‘Oldies but goldies?‘.  Per quanto sia incredibile, Niccolò Agliardi (Carosello), uno dei più apprezzati autori italiani, non ha ancora scritto un pezzo per Sanremo e ora potrebbe farlo per sè stesso, portandosi dietro la showgirl ed attrice (ma anche cantante) Vanessa Incontrada.  Qualcuno, infine rumoreggia sull’accoppiata canoro-amorosa Elodie-Lele (Universal).Più difficile che accettino sanremo gli Urban Strangers (RCA/Sony), che peraltro, nonostante buonissimi live, non sono più big di alcuni talentati citati e quindi siamo nella stessa posizione.

Quelli che Baglioni... Poi ci sono i nomi che il direttore artistico Claudio Baglioni vorrebbe assolutamente: con 20 nomi è possibile, anzi probabile che in qualcuna della sua scelta possa essere accontentato. Il nome più facile da avvicinare è Simona Molinari (Warner) che manca dal 2013, ma che di recente è stata protagonista in Rai ed è un’artista che rappresenta un filone musicale che alzerebbe il livello. Enzo Avitabile è corteggiato da tempo, è indipendente – e quindi potrebbe occupare una casella – ma a Sanremo rischierebbe di essere alieno. Chissà. Più difficile convincere Brunori Sas (che si autoproduce) e Samuele Bersani (Sony BMG), che Baglioni vuole molto ma che è sempre refrattario al Festival.  Baglioni infine, ha personalmente invitato Ornella Vanoni (Sony). E come si fa a dire no, ad uno come lui?

Outisiders. La lista di chi ha presentato pezzi è lunga.  Fra gli outsiders, il nome che potrebbe spuntare mediaticamente è Morgan (Columbia/Sony), non foss’altro perchè ha detto di avere presentato “il più bel brano degli ultimi 49 anni”. Poi c’è Suor Cristina (Universal), che da diverso tempo si sta cercando di portare a Sanremo: l’effetto mediatico non è da sottovalutare perchè sarà ben difficile rifare gli ascolti dell’era Conti e chi meglio della religiosa canterina più famosa nel mondo potrebbe fare hype? oltretutto, sta rinviando l’uscita dell’album, in maniera sospetta. Nella lista degli outsider mettiamo Alexia (Indipendente), che è appena rientrata e che quindi potrebbe trovare nel festival un buon lancio – dato anche che ha sempre proposto pezzi di livello, Dolcenera (Universal) che a Sanremo non ha ancora raccolto quanto merita – e proviamo ad inserire anche i due ultimi protagonisti di Tale e Quale, ovvero Marco Carta (Atlantic/Warner), che oltretutto in un festival dove il televoto peserà parecchio potrebbe sparigliare un pò’ di carte e Federico Angelucci che però ovviamente non ha nè canzone nè etichetta discografica. Però ha una rinnovata popolarità televisiva e se Conti (che ricordiamolo, è direttore artistico di Radio Rai) ha un peso magari la partecipazione potrebbe anche essere costruita. Chi lo sa.  E infine, mettiamo Cristina D’Avena. Nessuno sa se dopo il successo dell’album di duetti su canzoni dei cartoons abbia pronto il colpo a sorpresa. Di certo c’è che per la Warner, averla presa e lanciata con un album i cui incassi vanno in gran parte alla RTI, deve essere valso la candela. E sempre per il discorso mediatico, sarebbe un colpo notevole. Non resta che attendere la lista. Noi qui sotto, proviamo a metterne 20, ma ovviamente è solo un gioco. E per inciso, abbiamo come la sensazione che alla fine saranno 22…

  1. Mario Biondi (Sony)
  2. Negrita (Universal)
  3. Nina Zilli (Universal)
  4. Noemi (Sony)
  5. Annalisa (Warner)
  6. Loredana Bertè (Sony)
  7. Baby K (Sony)
  8. The Kolors (Baraonda)
  9. Ermal Meta (Mescal)
  10. Simona Molinari (Warner)
  11. Ornella Vanoni (Sony)
  12. Niccolò Agliardi-Vanessa Incontrada (Carosello)
  13. Federica Carta-La Rua (Universal)
  14. Suor Cristina (Universal)
  15. Decibel (Sony)
  16. Le Vibrazioni (Sony)
  17. Renzo Rubino (Warner)
  18. Giovanni Caccamo (Sugar) oppure Arisa (Sugar)
  19. Thomas (Warner)
  20. Dolcenera (Universal)

 

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