The Voice of Italy 5, Knock Out fuori Antonello Carozza e Dalise

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  • 20 Aprile 2018
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La puntata numero 1 dedicata ai knock out fa subito due vittime fra gli artisti più famosi: vengono infatti eliminati Antonello Carozza, ex Sanremo, Amici e già autore di due brani per lo Junior Eurovision, che è l’unico dei suoi a non venire scelto nemmeno dallo steal e la vincitrice del Festival di New York 2016 Dalise; nel suo gruppo passa Francesco Bovino, in arte Tekemaya.

TEAM AL BANO

  • Cinzia Carreri- Contessa (Decibel): Non mi piace assolutamente l’incrocio fra questa voce lirica ed un pezzo rock anni 80. Tutto troppo artificioso
  • Dalise – Roar (Katy Perry): Punta moltissimo sulla sensualità con un miniabito che non lascia spazio a dubbi. La voce è forte, ma si conosceva già. Tuttavia la sensazione è che non sia pienamente un pezzo nelle sue corde.
  • Aurelio Fierro JR- Oh darling (Beatles): La domanda è: che futuro può avere, nella discografia moderna un artista con una voce senz’altro bella e potente, ma legata a sonorità più d’antan?
  • Tekemaya – Un anno d’amore (Mina): Fuori dal personaggio, è uno che sa cantare, interpretare ed ha una voce particolarissima, un timbro per nulla maschile. Intonato come una spada, diretto. Gran bella sorpresa.

Passa il turno: Tekemaya, nessuno steal

TEAM J AX

  • Ferdinando Biondi Vega- Una vita in vacanza (Lo stato sociale): Versione non molto convincente, operazione karaoke.
  • Angelica Ibba- Break free (Ariana Grande): Ariana Grande è il suo modello, lei la canta bene, senza però impressionare particolarmente.
  • Riccardo Giacomini- I love you ma (2 pack) mashup con Amor de mi vida (Sottotono): Sempre difficile giudicare questo genere di pezzi senza essere rapper. La sensazione comunque è che l’operazione – che comprendeva anche barre inedite – abbia funzionato
  • Angelica Peroni- Ain’t nobody (Chaka Khan): Confronto con l’originale ovviamente impari, ma ha una grinta sufficientemente black e tiene bene la sfida.

Passa il turno: Riccardo Giacomini, steal di Renga per Angelica Peroni (poi annullato dalla scelta successiva)

  • Rosy Castello: Pillowtalk (Zane): Non particolarmente coinvolgente, ma la canta bene
  • Antonio Licari- L’estate di John Wayne (Raphael Gualazzi): La prende troppo bassa, talmente tanto da far sembrare tenore l’interprete originale. Negativo.
  • Andrea Tramacere- I believe in a thing called love (The Darkness): Standing ovation, soprattutto colpisce per la sua particolarissima vocalità che impreziosisc e la performance.
  • Deborah Xhako- Bambola (Betta Lemme): Non semplice calarsi in un pezzo quasi sussurrato da un’artista non particolarmente dotata vocalmente, lei nel complesso non sbaglia nulla.

Passa il turno: Andrea Tramacere, steal di Renga per Deborah Xhako.

TEAM FRANCESCO RENGA

  • Antonello Carozza- Castle on the hill (Ed Sheeran): Canta alla sua maniera, ma già nelle prove Renga lo aveva bacchettato dicendo di provare a ‘raccontare’ e non ‘raccontarsi’. Non succede.
  • Mirco Pio Coniglio- La descrizione di un attimo (Tiromancino): Molto pop, senza particolari picchi, ma indubbiamente bene.
  • Virginia Mellino- Ex’s & Oh’s  (Elle King): Fresca, allegra, spensierata, sta dentro bene ad una canzone non facile.
  • Giovanni Saccà  – Tutti i colori della mia vita (Zucchero) mixata con la versione orginale, “I won’t let you down” dei PHD: Si toglie l’aura di cantante lirico, mostrando buona versatilità anche su un pezzo pop.

Passa il turno: Marco Pio Coniglio, steal di J AX per Virginia Mellino (poi annullato dalla scelta successiva) e di Cristina Scabbia per  Giovanni Saccà (poi annullato dalla scelta successiva)

  • Laura Ciriaco- La mia città (Emma): La voce black della cantante salentina calza bene anche a lei. Prova lineare, senza particolari picchi, ma positiva.
  • Daniele Gentile- Rude (Magic!): Renga vuoe testare il tasso di ‘gioventù’ nella sua musicalità antica. Missione fallita.
  • Alberto Lionetti- Don’t worry (Madcon): Tutto troppo sopra le righe, a cominciare da lui, eccessivamente sicuro di sè. Non particolarmente brillante, soprattutto sulle note basse.
  • Asia Sagripanti- Sweet child of mine (Guns’n roses): La migliore del gruppo, si appoggia delicatamente su un pezzo difficile.

Passa il turno: Asia Sagripanti, steal di Cristina Scabbia per  Laura Ciriaco

TEAM CRISTINA SCABBIA

  • Elisabetta Eneh- Crazy (Gnarks Barkley): Voce potente, troppe fioriture inutili che rovinano una performance che stava andando bene
  • Claudia Illari- Green light (Lorde): Pezzo non facile, lei parte un pò diesel, poi sale e si riprende. In crescita rispetto alla blind.
  • Antonio Marino- Master of the wind (Manowar): Pezzo di una storica band metal americana, supera la sfida di cantare un genere a lui ignoto ed un brano altrettanto sconosciuto. Ci mette l’esperienza decennale che ha
  • Sabrina Rocco- Say something (Justin Timberlake)- Poco convinta e poco convincente, così così anche con l’inglese.

Passa il turno: Elisabetta Eneh steal di J AX per Antonio Marino e di Al Bano per  Sabrina Rocco

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