The Voice of Italy 5, knock out: applausi per Maryam Tancredi. Ecco gli ammessi alle battles

Dopo gli esiti a sorpresa del primo giro, stasera seconda puntata di Knock out a The Voice of Italy 5 (ancora puntate registrate, solo la finale sarà in diretta). La migliore della sera è Maryam Tancredi, allo steal passa anche l’ex X Facto Mara Sottocornola, nonostante un arrangiamento che ne ha penalizzato moltissimo la performance. Giovedì le battles, poi il 10 maggio la finale in diretta.

Mara Sottocornola

TEAM ALBANO:

  • Raimondo Cataldo: It’ s a man man man’s world (James Brown)- Regge bene il confronto con l’originale che è molto difficile, anche se inserisce qualche inutile urlo nella parte finale della esibizione. Nel complesso però bene. Molti applausi per lui
  • Angela Semerano: Bird set free (Sia)-  Meno convincente rispetto alla blind, qui prova a mettersi in mostra con eccessive fioriture vocali che non rendono migliore una performance che nel complesso stava andando bene.
  • Stefania Calandra: Monna Lisa (Ivan Graziani): Voce e chitarra su un grande classico del cantautore abruzzese. Graffiante, convinta e convincente, energica senza strafare. Sicuramente la più centrata del quartetto.
  • Simona Marcelli: Power (Little Mix)- Brano non semplice del lato più rnb delle Little Mix, lei comunque se la cava bene, trovando una buona chiave. Non sbaglia praticamente niente, nel complesso convince.

Passa il turno:Raimondo Cataldo, nessuno steal.

  • Selenia Stoppa: Alba Chiara (Vasco Rossi)- Il problema di questo pezzo è che lo sanno anche i muri e dunque se l’interpretazione non è particolarmente nuova, l’effetto è quello della chitarra in spiaggia. L’arrangiamento aiuta, nel complesso una prova media.
  • Virginia Dioletta: No roots (Alice Merton)-Non era molto convinta della decisione di Al Bano ma alla fine la sua prova su una fresca hit internazionale è positiva. Regge il confronto con la voce scura dell’interprete anglo-tedesca.
  • Michele Mirenna: Altrove (Morgan)- Il difficile di interpretare i pezzi di Morgan è che sono pensati per la sua vocalità molto complessa. Lui riesce a non farsi travolgere dalla melodia che inviterebbe a ‘trascinare’ l’interpretazione. Non particolarmente emozionante, ma preciso e attento.
  • Maryam Tancredi: Leave a light on (Tom Walker)- Altra sfida pericolosissima con una delle hit del momento, quella in fortissima ascesa di Tom Walker. Lei convince soprattutto perchè usa benissimo, modulandola perfettamente, tutta la sua potenza vocale. Applausi meritatissimi.

Passa il turno:Maryam Tancredi. Nessuno steal.

In semifinale (in corsivo gli steals): Tekemaya, Raimondo Cataldo, Maryam Tancredi, Mara Sottocornola

TEAM J AX:

  • Kymberly Mandriaga- Maria Antonietta (Priestess): Coraggiosissima scelta di J AX che le assegna il pezzo di una giovane rapper poco nota nell’ambiente mainstream. Lei lo canta bene, anche se non è propriamente una rapper. Difficile sempre giudicare pezzi così.
  • Beatrice Pezzini: Beautiful  (Christina Aguilera)- Molto classica, come il pezzo. Centrata, canta molto bene, senz’altro una voce tradizionale. Che non è detto che sia un male, forse però in questo quartetto non spicca. J AX si commuove e la sceglie.
  • Uramawashi (Gaia Miolla e Nicolò Restaini): The one that I want (Olivia Newton John)- Belli affiatati sul pezzo sbarazzino che rese celebre Olivia Newton John nel musical Grease. Bella intesa, soprattutto il giusto modo di interpretare un pezzo del genere. Teatrali, coinvolgenti
  • Roberto Tornabene: The power of love (Huey Lewis and The News)- Non ha la potenza della band  e si sente. Il confronto con l’originale, che è colonna sonora di Ritorno al futuro è abbastanza impietoso.

Passa il turno: Beatrice Pezzini. Nessuno steal.

In semifinale (in corsivo gli steals): Riccardo Giacomini, Antonio Marino, Andrea Tramacere, Beatrice Pezzini

TEAM FRANCESCO RENGA

  • Marica Fortugno: Senza fare sul serio (Malika Ayane)- Non è il suo genere e purtroppo si sente. Poco emozionale, molto effetto karaoke su un pezzo che fa della leggerezza la sua cifra caratteristica. Sin troppo attenta all’interpretazione.
  • Michelangelo Falcone: She’ s on my mind (JP Cooper)- Non particolarmente coinvolgente, anche se il pezzo originale è piuttosto difficile. Non sbaglia niente, ma all’ascolto risulta freddo e poco emozionale. Qualche errore anche di intonazione.
  • Annalisa Perlini: Tutta colpa mia (Elodie)- Bella voce, interpretazione diretta, elegante, molto intonata su uno dei pezzi sanremesi migliori degli ultimi anni. La melodia italiana è senz’altro il suo campo d’azione futuro.
  • Mirko Carnevali: How you remind me (Nickelback) – L’effetto è molto buono e l’energia è la stessa che ci mette Chad Kroeger. Molto rock, molto vicino all’originale, come piace al suo coach Renga. Qualche problema – più di qualcuno – con l’inglese.

Passa il turno: Marica Fortugno. Nessuno steal.

In semifinale (in corsivo gli steals): Marco Pio Coniglio, Deborah Xhako, Asia Sagripanti, Marica Fortugno

TEAM CRISTINA SCABBIA

  •  Graziana Campanella: Living after midnight (Judas Priest)- Poco da dire qui, Cristina Scabbia ha giocato facile dandole un pezzo del suo mondo e nelle sue corde. Lei ci sta dentro bene, poi è chiaro che qui siamo in un genere che piace o non piace. Voce potente, ma se pensata per il mercato di riferimento funziona molto.
  • Mara Sottocornola: Cornflake girl (Tori Amos)- Forse la maggiore delusione, perchè è la più dotata del gruppo, ma complice probabilmente anche un arrangiamento che non rende giustizia a questo pezzo d’autore, ne esce una performance a tratti eccessiva se confrontata con l’originale. Non sbaglia nulla, ma insomma.
  • Asja Cresci: Starship (Nicki Minaj)- Molto difficile il confronto con la cantante australiano-americana, su questo pezzo di enorme successo, ma lei affronta bene anche la velocissima parte rap. Convincente.
  • Andrea Butturini: Amore che vieni, amore che vai (Fabrizio De Andrè)- Preciso diretto, chiaramente meno intenso dell’originale, ma riesce ad appoggiarsi molto bene sulle melodie del grande Faber. Più pop dell’originale, senz’altro, un pò questa cosa penalizza il tutto.

Passa il turno: Andrea Butturini. Steal di Al Bano  e di Renga per Mara Sottocornola, che sceglie Al Bano.

  •  Ylenia Aquilone: Un amore così grande (Claudio Villa)- Arrangiamento quasi rock per un pezzo della nostra storia musicale. Voce scura che entra bene in un brano prettamente maschile e già coverizzato da tantissimi artisti. La vittoria è averlo trasformato in un brano contemporaneo. Bella prova.
  • Marco Priotti: Girl, you’ll  be woman soon (Urge Overkill)- Pezzo di nicchia, molto di genere, che poteva assegnare solo Cristina Scabbia, lui ovviamente lo canta bene perchè è molto nelle sue corde.
  • Alessandra Machella: Quali alibi (Daniele Silvestri) – All’inizio sembrava non gradire la scelta di un pezzo di Daniele Silvestri, ma invece è quella che sembra più a fuoco dal punto di vista dell’interpretazione.
  • Alessio Parisi: Walk on water (Thirty seconds to Mars)-In difficoltà – parecchio –  con l’inglese, in generale non molto convincente anche se di per sè il brano non è facile.

Passa il turno:Alessandra Machella. Nessuno steal.

In semifinale (in corsivo gli steals):  Elisabetta Eneh, Alessandra Machella, Andrea Butturini, Laura Ciriaco

Emanuele Lombardini

Giornalista, ternano, cattolico, cittadino d'Europa, sinceramente Liberaldemocratico. Già speaker radiofonico. Ha scritto e scrive di cronaca, sport, religione e sociale per giornali nazionali e locali per vivere; scrive di musica su siti e blog per sopravvivere.

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