Con “Who you are” di Mihail l’Italia (ri)scopre la Moldavia: i precedenti

Per la maggior parte del pubblico mainstream, la Moldavia – musicalmente parlando – è uno di quei paesi dei quali ci si ricorda solo in coincidenza dell’Eurovision Song Contest. Perchè in realtà, nonostante molti artisti di questo paese, così come della Romania, gravitino spesso dalle nostre parti, l’approdo nelle radio non è così facile. Nel caso di Mihail Sandu è arrivato quasi per caso, visto che ‘Who you are” ne segna l’esordio internazionale in inglese dopo una buonissima carriera in patria ed in Romania.

Ecco, Moldavia e Romania. Diciamolo subito: Mihail non è rumeno, come sta passando, ma è moldavo. Nato a Chisinau nel 1990, si è poi trasferito in Romania ed è lì che effettivamente è cresciuto a livello musicale e anche sul fronte degli studi. All’età di 7 anni inizia a suonare il pianoforte e la chitarra e negli anni entra a far parte di diverse band e ben presto la scena musicale rumena si accorge di lui. Il suo singolo migliore è più forte – una vera bomba, diremmo – è “Me eucide ea” del 2015, che spopola in Romania.

Mihail è cittadino del mondo: vive o trascorre periodo lunghi tempo in Moldavia, Romania, Germania, Inghilterra e  anche Polonia, dove – lo ha raccontato in occasione della sua partecipazione alla finale di The Voice of Italy due giovedì fa – “Mi fingevo italiano per rimorchiare le ragazze“. Il brano è entrato in altissima rotazione anche in Spagna, nei ‘Principales’ di Los 40), mentre il videoclip ha già totalizzato più di 15 Milioni di visualizzazioni.

Polistrumentista, autore e produttore, ha dedicato la sua vita alla creazione di varie forme d’arte: dalla musica alla pittura, dalla fotografia al design, in patria è stato premiato come ‘Miglior voce maschile’ e ‘Miglior Nuovo Artista’.

Due gli artisti moldavi arrivati nelle classifiche italiane. I primi sono i mitici O-Zone, ovvero i primi interpreti di quella Dragostea din tei’ che da noi arrivò per prima nella cover che ne fece la rumena Haiducii. Dopo il successo europeo e sull’onda di quello italiano della cover, la band di Dan Balan fece uscire il brano anche in Italia, dove  – al pari della cover – raggiunse il primo posto  assoluto (Fimi) nel 2004. Il pezzo è tuttora uno dei tormentoni più clamorosi del secolo in tutta Europa.

Più lontano, e soltanto su iTunes, l’anno scorso, proprio dopo l’Eurovision, arrivò in classifica ‘Hey mamma’ dei SunStroke Project, fermandosi però al numero 31 e non riuscendo ad entrare poi nella chart della Fimi.  Non riusciì ad arrivare nelle nostra classifiche, nonostante un buon battage live e la buona popolarità dovuta all’uso della sua canzone per uno spot, Catalin Josan, del cui successo improvviso nel 2010 parlammo qui.

Emanuele Lombardini

Giornalista, ternano, cattolico, cittadino d'Europa, sinceramente Liberaldemocratico. Già speaker radiofonico. Ha scritto e scrive di cronaca, sport, religione e sociale per giornali nazionali e locali per vivere; scrive di musica su siti e blog per sopravvivere.