Battiti Live 2018, in diretta da Lecce il racconto della seconda serata

Seconda tappa del Battiti Live 2018: siamo ancora in Salento, a piazza Libertini, Lecce. Al timone come sempre Alan Palmieri, leccese doc ed Elisabetta Gregoraci. Si comincia con Ghali e ‘Habibi‘:  come dico sempre, su questo genere di canzoni, è questione di gusti però c’è da dire che l’artista italo-tunisino tiene bene il palco. Fra tante cose un pò così della trap questo pezzo è comunque interessante. Una stagione trionfale per lui che ha fatto incetta di premi ai Wind Music Awards fra primati e dischi di platino. Ad ottobre parte il tour, 13 tappe e a giudicare dai successi raccolti, si preannuncia un mese e mezzo caldissimo.

Segue ‘Cara Italia‘, con dedica ad un bimbo scomparso. Il tema però è quello caldo dell’essere italiani pur nati fuori dal nostro paese o come nel suo caso, nati in Italia da genitori stranieri e devo dire che personalmente questo ha contribuito a farmi amare questo pezzo. Al di là di tutto, c’è da dire che lui ha una grande empatia col pubblico, un aspetto lontano da quello degli altri trapper  (sempre di una eleganza notevole nel vestire) ed ha una faccia simpatica.

Rileggi la diretta della prima serata in diretta da Ostuni

Si passa a Luca Carboni, un altro che ad ottobre parte col tour. Propone subito due suoi grandi successi, “Mare Mare” e “Luca lo stesso“. Poco da dire sulla professionalità di un artista che fa ancora il pieno di consensi nonostante più di 30 anni di carriera. L’appeal col pubblico giovanissimo non è immediato e lui canta molto libero, in versione concerto. Poi invece è il momento – in playback – dell’ultimo singolo Una grande festa tratto dall’album Sputnik: il pezzo funziona.

Si torna con Palmieri in console: No roots di Alice Merton, Bambola  di Betta Lemme e Dangerous night dei Thirty seconds to Mars. Poi arrivano i Boomdabash e finalmente possiamo assistere – sia pur in playback – ad un featuring con l’artista ospite sul palco: c’è infatti anche Loredana Bertè per la hit Non ti dico no. Dopo diversi anni di lavoro sottotraccia, il gruppo salentino arriva con merito al grande pubblico con un pezzo bello e radiofonico, che rilancia anche la cantante calabrese. Segue solo la crew con Portami con te, la piazza che li conosce bene canta tutta ma c’è da dire che il pezzo, bilingue,  è veramente forte.

A seguire, Takagi e Ketra  e come la scorsa settimana chiedono aiuto al pubblico visto che i cantanti che mettono la voce sui loro beat non ci sono: “Da sola/ In the night” (con Tommaso Paradiso ed Elisa) e L’esercito del selfie (con Arisa e Lorenza Fragola), mixati uno dopo l’altro in versione ridotta. Poi al solito arriva Giusy Ferreri per Amore e capoeira, pezzo attualmente in testa alle charts: canta live, come settimana scorsa.  La cantante siciliana è ormai specializzata in featuring di successo…

Dopo la pausa, subito dj set dell’ospite fisso Gabry Ponte. A seguire torna Giusy Ferreri con Partiti adesso e la hit d’esordio che proprio quest’anno fa 10 anni ovvero Non ti scordar mai di me.

Mihail

Il momento internazionale vede sul palco il moldavo Mihail, del quale avevamo parlato qui, con la sua Who you are: di lui mi piace più la voce ed il modo di cantare che il pezzo, che pure  sta avendo molto successo. Canta live e il pezzo ha un arrangiamento comunque interessante, che lo migliora.

Dolcenera con Capo Plaza: la cantante di Galatina ha realizzato un album di cover di brani trap. La domanda è: perchè? Meglio ascoltare Un altro giorno sulla terra, che lei esegue all’inizio voce e piano e poi a seguire sulla base. Molto suggestiva: ho avuto modo di sentirla live in un concerto interno ed è veramente un animale da palcoscenico. Si conferma tale. Torna al piano con Ci vediamo a casa  Com’ è straordinaria la vita.

Tocca a Mario Biondi, per la prima volta sul palco di Battiti Live. Esegue Smooth operator (cover del celebre brano portato al successo da Sade nel 1984) tratto dall’album Brasil. Poco da dire su di lui, è sicuramente un alieno per i palchi pop ed è straordinario, ma questa versione al maschile e bossanova dello smooth jazz della cantante anglo-nigeriana insomma. Soprattutto nelle strofe… A seguire This is what you are.

Capo Plaza e il solito ritornello dei trapper ‘salvati dalla musica’: “Non cambierò mai è inascoltabile come anche Giovane Fuoriclasse e lui ha un accento veramente fortissimo. Urla belluine, chiedono un terzo pezzo che però non è previsto: onestamente faccio fatica a capire perchè piacciano tanto cose di questo genere. Perdonatemi, cari lettori. La conclusione è affidata ai Dear Jack nella nuova versione a 4 con Lorenzo Cantarini da Orvieto in voce: Non è un caso se l’amore è complicato, un pezzo normale, sta in un disco dove ricantano in questa formazione i loro successi, compreso Domani è un altro film, che chiude l’appuntamento. Resta un punto interrogativo sul progetto, ma tant’è.

Emanuele Lombardini

Giornalista, ternano, cattolico, cittadino d'Europa, sinceramente Liberaldemocratico. Già speaker radiofonico. Ha scritto e scrive di cronaca, sport, religione e sociale per giornali nazionali e locali per vivere; scrive di musica su siti e blog per sopravvivere.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *