X Factor 12, il racconto del secondo live: eliminati i Red Bricks Foundation

Puntata numero due dei live di X Factor interamente dedicata alle canzoni uscite nell’ultimo anno solare – ad eccezione dei brani dell’ultimo scontro – che conferma le cose viste nella prima puntata  con qualche crescita importante e qualche scelta che non valorizza l’artista. Emanuele Bertelli elimina all’ultimo scontro, grazie al tilt i Red Bricks Foundations, salvatisi la scorsa settimana. Perde dunque una band Lodo Guenzi.

PRIMA MANCHE

Uomini Under 24 (coach: Mara Maionchi)

Leo Gassmann (Next to me degli Imagine Dragons):  Ha una voce ed un timbro riconoscibili, il brano gli calza a pennello. Deve sciogliersi, essere forse più libero e spontaneo nella interpretazione, ma ha enorme talento.

Donne Under 24 (coach: Manuel Agnelli):

Martina Attili (Sober di Demi Lovato): Quando canta si trasforma e la ragazza dalla voce flebile diventa una artista dalle sonorità profonde e dalla vocalità cristallina. Sentiva molto la canzone, lo ha detto nel video e nell’interpretazione si sente molto. Dritta, pulita, la migliore della serie.
Luna Melis (God is a woman di Ariana Grande mash up con I do di Cardi B): Poco da dire sul fatto che lei sia fresca ed internazionale e rappi in inglese come forse pochissimi in Italia, nessuno alla sua età. Però vorremmo sentirla una volta in italiano, per fare il raffronto e capire quanto può essere utile anche al mercato musicale nostrano.

Over 24 (coach: Fedez)

Naomi Rivieccio (Never Enough’ di Loren Allred): Colonna sonora del film ‘The Greatest Showman’, sta perfettamente a suo agio in questo pezzo dalle grandi armonie. Molto ariosa, perfettamente intonata: la sua voce forgiata dal canto lirico è senz’altro più adatta a queste produzioni. A tratti sembra quasi una ballad di Christina Aguilera.

Gruppi (coach Lodo Guenzi):

Seveso Casino Palace (Amore e capoeira di Takagi & Ketra ft Giusy Ferreri mashup con Kids degli MGMT): Testo in parte riscritto sulla melodia originale e riarrangiato in chiave rock. L’idea è molto carina, sono molto bravi a stravolgere i brani lontani dalle loro corde. Una delle sorprese di questa edizione, senz’altro
Red Bricks Foundations (Thoiry di Quentin40 e Puritano, remix Achille Lauro e Boss Doms dt Gemitaiz): Tremendo l’originale, decisamente inascoltabile anche la cover, nonostante il buon arrangiamento. Il problema ovviamente non è la loro esibizione, è tutto l’insieme a cominciare dal pezzo. Le urla belluine, anche no. ALL’ULTIMO SCONTRO

SECONDA MANCHE

Uomini Under 24 (coach: Mara Maionchi)

Emanuele Bertelli (Lo zingarello di Ghali): A parte l’arrangiamento, leggermente più pop, è abbastanza fedele all’originale. Sòlo che lui è un crooner e non un trapper. L’effetto è carino, lui canta bene e merita, ma è senz’altro meglio su altre proposte. ALL’ULTIMO SCONTRO.
Anastasio (Se piovesse il tuo nome di Elisa): Non sempre i rapper che rifanno i testi – o parte di essi come in questo caso – riescono a farli calzare perfettamente nel brano. Lui da questo punto di vista è fenomenale. Buono anche sul canto.

Donne Under 24 (coach: Manuel Agnelli):

Sherol Dos Santos (Rank & File di Moses Sumney): Difficile fare una valutazione su un pezzo che personalmente non mi piace, cantato però in maniera superba dalla voce migliore di questa edizione. Continuo a pensarla più da brani classici, nonostante il timbro black. Chiaramente, però, imprescindibile per ora.

Over 24 (coach: Fedez)

Renza Castelli (Thunderclouds di LSD): Il pezzo è strafamoso, anche se non lo si collega immediatamente al titolo e tantomeno al collettivo che lo canta e lei ci sta dentro alla perfezione: è una delle più esperte dello show e si sente. Sicura, diretta, si muove bene. Molto sensuale, anche.

Gruppi (coach Lodo Guenzi):

Bowland (No roots di Alice Merton): Completamente destrutturato e riportato sulle sonorità elettro-sperimentali che lo caratterizzano, perde l’immediatezza che ha la versione originale e diventa quasi lounge ma rimane comunque una interpretazione piena di fascino,  ammaliante.  Il fatto che suonino strumenti assolutamente non convenzionali è un valore aggiunto.

ULTIMO SCONTRO

Red Bricks Foundation (Have love will travel dei Sonics) vs. Emanuele Bertelli (Human di Rag’n Bone Man): Continuo a trovare troppi stereotipi nel modo di cantare dei Red Bricks Foundation, Emanuele Bertelli continuo a trovarlo più diretto e genuino.

Emanuele Lombardini

Giornalista, ternano, cattolico, cittadino d'Europa, sinceramente Liberaldemocratico. Già speaker radiofonico. Ha scritto e scrive di cronaca, sport, religione e sociale per giornali nazionali e locali per vivere; scrive di musica su siti e blog per sopravvivere.

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