Abbiamo ascoltato per voi i 68 brani di Sanremo Giovani 2018: ecco le nostre 24 scelte

Non tantissima originalità, diverse belle voci, pochi che hanno scelto di prendersi un minimo di rischio. Dall’ascolto dei 68 brani candidati alle fasi finali di Sanremo Giovani e che in questi giorni sono sottoposti coi relativi interpreti alle audizioni della commissione artistica del Festival esce un quadro variegato ma che non convince del tutto. La musica giovane è molto altro rispetto a questo e Sanremo dovrebbe essere una opportunità per mostrarlo, senza adagiarsi su melodie rassicuranti.

I brani erano 69 ora sono uno in meno: Giacomo ‘Eva’ Runco, già protagonista ad X Factor ha infatti rinunciato per entrare nel cast di ‘Amici’. Alcune delusioni: Molla, dal quale personalmente mi attendevo di meglio viste le ottime cose che scrive; La Rua, il cui pezzo è lontano dalle belle cose proposte in passato e anche Federico Angelucci: il mio corregionario meriterebbe quel palco per come ha saputo rilanciarsi dopo 10 anni di oblio, ma ha un pezzo oggettivamente debole. Tifo di bandiera, sperando di sbagliami e che invece entri.

In palio 24 posti per le due serate televisive del 20 e 21 dicembre, due prime serate al termine delle quali saranno comunicati quelli che a tutti gli effetti saranno i primi due partecipanti a Sanremo (e quindi anche candidati a rappresentare l’Italia allo Eurovision Song Contest). Come è noto, infatti, quest’anno sul palco dell’Ariston ci sarà una gara ‘open’ come quella del 2004, con 2 giovani che gareggeranno insieme ai Campioni, con identiche possibilità di vincere. Ecco dunque i ‘nostri 24 nomi.

1- Andrea Vigentini-Magari: Il corista di Ermal Meta, visto anche all’Eurovision ha uno dei pezzi più gradevoli: leggero, scacciapensieri, da fischiettare. Pop genuino, radiofonico e contemporaneo.

2- Argento- Mescolare: Elettronica, dubstep e un testo completamente surreale che ricorda certe produzioni sperimentali degli anni 80. Talmente fuori dagli schemi da sparigliare le carte. Psichedelia in salsa pop. Sublime.

3- Cannella- Nei miei ricordi: Il portabandiera della Honiro, l’etichetta di Ultimo, il campione in carica dei Giovani ha uno dei pezzi più interessanti. Poeta rapper, sfumature cantautorale, ballad intensa, un testo velatamente malinconico.

4- Chiara Scalisi- Voglio smettere di fare musica: Leggero jazz in versione cantautorale. Arioso, bel testo, una di quelle canzoni che suonate dal vivo, con un bel supporto orchestrale funzionano meglio che su disco. Personalmente lo trovo straordinario. Ma è più probabile che la commissione artistica lo riconosca maggiormente adatto a Musicultura.

5.. Cobalto- Fuorigioco: Il loro manager è Davide Bosio dei Cattivi Pensieri e hanno uno dei pezzi più veri e centrati. Canzone d’amore non banale, melodia ariosa che si apre meravigliosamente sull’inciso. Radiofonici, sanremesi, attuali.

6- Diego Conti – 3 Gradi: Un altro pezzo convincente, power ballad genuina, dubstep adagiato su una melodia cantabile molto radiofonica. Viene dalla decima edizione di X Factor, è cresciuto parecchio da allora.

7. Einar- Centomila volte: Dopo la hit estiva, il ragazzo di origini cubane si propone in versione ballad midtempo, con un pezzo profondamente d’amore. Convincente tutta l’operazione, la canzone strizza l’occhio alle radio ed è pienamente dentro il mainstream attuale. In più lui può godere di una buona fan base.

8. Fabio De Vincente- Come nelle favole. L’ex partecipante a The Voice si propone con una power ballad cantautorale molto sanremese, che conferma le cose buone che aveva fatto sentire nel talent show. Non originalissima, ma funziona bene anche radiofonicamente.

 

9- Federica Abbate- Finalmente: Non è forse la cosa migliore che ha scritto, ma è un brano che si inserisce appieno nel mainstream attuale. Fresco, moderno, anche ben cantato. A 28 anni è pronta per il grande pubblico dopo aver lavorato e bene per altri. Molto sanremese, moltissimo. Ma del resto sa bene come si scrivono i pezzi per il Festival: è l’autrice di ‘Nessun grado di separazione’ di Francesca Michielin.

10. Filo Vals- Occasionale: Il destino dei figli d’arte, quelli con genitori molto importanti, è di nascondersi: c’è chi parte da X Factor e chi come lui si nasconde dietro un nome d’arte e parte da youtube. Il pezzo è divertente, ironico e ben scritto, molto fresco ed è per questo che merita secondo me un posto. Il fatto che suo padre sia il grande produttore cinematografico Pietro Valsecchi non conta nulla.

11. Flo- Se move:Non penso che la commissione artistica avrà così tanto coraggio da portare questo brano di una recente vincitrice di Musicultura sul palco dell’Ariston. Però se già fosse nei 24 delle serate live di finale sarebbe un successo. World Music in salsa napoletana e un testo che è un cazzotto in bocca allo scenario italiano attuale.

11. Mahmood -Gioventù bruciata: Mahmood è sempre lo stesso, rifugge i clichè e si propone in maniera alternativa e allo stesso tempo estremamente contemporanea. Un pezzo del 2018. Di respiro internazionale, nientemeno.

12 Maria- L’amore non si cancella: Con mia enorme sorpresa, la vincitrice del declinante festival di  Castrocaro, l’unica ammessa di diritto alle audizioni di questi giorni, ha un pezzo che più sanremese non si può.  Il testo non è esattamente originale, ma la musica entra nelle orecchie in due secondi. La sua voce scura forse è sin troppo ‘black’ per una canzone genuinamente pop, ma il ritornello cancella ogni perplessità.

13 Giulia Mutti- Almeno tre: Le canzoni di Sanremo devono entrare in testa e possibile far battere il tempo con il piede. Nel caso di questo pezzo della cantautrice di Pietrasanta, ho battuto il tempo per tutta la durata del brano.

14 La Zero- Nina è brava. Un testo struggente che parla di una bambina figlia di una mamma in carcere. La melodia fresca, cantautorale ma allo stesso tempo ariosa ed orecchiabile, stride con la crudezza delle parole, a tratti commoventi. Mi è quasi uscita una lacrima.

15 Le Larve – Semplice. Gira tutta o quasi attorno al ritornello, ma stiamo parlando del Festival di Sanremo e quindi  se appena la senti lo fischietti va assolutamente bene. Ben suonata, ben cantata, un testo leggero quanto basta.

16 Lelio Morra- Giganti: Cantautore in grande ascesa, già finalista l’anno scorso, è uno di quelli che scrive meglio fra quelli in gara. Questo pezzo non fa eccezione. Cantautorato pop con testi interessanti. Da tenere d’occhio.

17 Maryam Tancredi -Con te dovunque al mondo. Il nome della vincitrice di The Voice (squadra  di Al Bano) gira praticamente dal giorno in cui sono usciti i brani addirittura come uno dei due candidati all’Ariston. Il pezzo funziona e lei   e brava. L’ingresso nei 24 finalisti non mi pare in discussione. Poi vediamo che succede.

18 Marte Marasco- Nella mia testa: Milanese, 23 anni, fresca vincitrice di un nuovo concorso musicale nazionale che l’ha subito fatta conoscere alle radio. Lunga e variegata esperienza, dall’apertura di concerti alle canzoni per i jingle pubblicitari. Pezzo pericolosamente ipnotico, voce a tratti stridula, che nonostante tutto non risulta fastidiosa. Testo quasi surreale, e un ‘la la la la”, che fa muovere dalla sedia.

19 Michele Merlo – Non mi manchi più. Da Amici, prima si è fatto chiamare Mike Bird poi Cinemaboy, infine eccolo col suo nome e una bella melodia di respiro internazionale Una delle cose più fresche fa quelle in concorso.

20. Nyvinne- Io ti penso: La cantautrice lussemburghese va alla rivincita dopo l’incredibile ed immeritata eliminazione dell’anno scorso, quando sembrava addirittura la favorita. Il pezzo è nettamente meno forte di quello passato ma è di grande atmosfera e la sua voce esplode in tutta la sua potenza. Cantautorato radiofonico.

21. Rasmo e JSnow- Sotto le suole: Rap crossover, mescolato con il pop ed il reggae, un testo dedicato a chi ha scelto ‘la vita della strada’: quasi vecchia maniera per questo  genere musicale, si canticchia che è un piacere. Allegri, divertenti, il lato bello del rap.

22. Sarah Dietrich – Per venirti a cercare: Prodotta da The Niro, è una delle firme migliori del cantautorato al femminile della scena attuale. Questo pezzo ricorda vagamente alcune cose della Cristina Donà melodica. Intensa, di atmosfera, un testo d’amore forte e appassionato.

23. Seba- Cuore bomba innescata: Parla di violenza domestica, parla di un padre che picchia la madre e dell’odio profondo che provoca nel cantante. Non so se sia autobiografico, ma il testo di questo rap crossover è un cazzotto nei denti.

24 Wepro – Stop replay: Del sano elettropop, eureka. Canta solitamente in inglese e le sue sonorità sono internazionale.  Un pezzo di respiro europeo, internazionale, nel pieno solco di tante cose che si sentono nelle radio del vecchio Continente.

A scegliere i 24 ammessi è  come detto una commissione artistica composta da Claudio Baglioni, direttore artistico del Festival e presidente della stessa; Claudio Fasulo, vice direttore Rai1 ed autore di numerose edizioni del Festival; Massimo Giuliano, ex discografico e conoscitore del panorama musicale italiano ed internazionale; Massimo Martelli, autore tv – già più volte autore del Festival – e regista cinematografico; Duccio Forzano, regista tv con diversi Festival all’attivo, e Geoff Westley, tra i più celebri produttori musicali internazionali, autore di alcuni memorabili lavori discografici italiani.

Emanuele Lombardini

Giornalista, ternano, cattolico, cittadino d'Europa, sinceramente Liberaldemocratico. Già speaker radiofonico. Ha scritto e scrive di cronaca, sport, religione e sociale per giornali nazionali e locali per vivere; scrive di musica su siti e blog per sopravvivere.

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