Sanremo 2019 domani al via fra polemiche e nuove sfide. Tutti gli album degli artisti

Pronti, via. Domani alle 20.30 parte l’edizione numero 69 del Festival di Sanremo. Un’edizione che è già stata accompagnata da polemiche sin dalla prima conferenza stampa, per le dichiarazioni del direttore artistico Claudio Baglioni, praticamente ‘silurato’ in diretta dalla neo direttrice di Rai Uno in quota Lega Teresa De Santis. Ma Sanremo ormai da tempo non è più un solo un festival di canzoni, bensì un palcoscenico per parlare ad una platea che mai più sarà così vasta. E così volenti o nolenti, degli argomenti scomodi si parlerà.

POLEMICHE STERILI. Di migranti non parleranno soltanto le canzoni di Motta, Negrita e Zen Circus: ha promesso di parlarne anche uno dei conduttori Claudio Bisio e più in generale, sicuramente sarà l’occasione per dipingere una immagine dell’Italia diversa da quella che stanno cercando di far passare. Le polemiche sono da sempre il sale che anticipa il Festival e lo alimentano, quando però si intrecciano il discorso diventa diverso e così succede che Baglioni diventi suo malgrado una sorta di tirassegno: da un lato i New Trolls, che gli contestano l’esclusione del loro brano sovranista, dall’altro Pierdavide Carone e i Dear Jack, che  cavalcano l’onda dell’esclusione del loro brano ‘Caramelle’, che parla di pedofilia.

LEGGI DI COSA PARLERANNO I TESTI DELLE CANZONI DEL FESTIVAL

Posto che la commissione artistica sceglie i brani in piena libertà, fa riflettere il fatto che i Dear Jack siano parte dell’etichetta di Suraci, la Baraonda, che quest’anno non è in gara al Festival di Sanremo: l’editore di RTL 102.5 era socio di Ferdinando Salzano, vero e proprio deus ex machina di Sanremo nelle ultime due edizioni ma oggi i due hanno ‘rotto’ e alcun artisti sono passati sotto l’egida di Radio Mediaset, cambiando etichetta. “Sia maledetto chi pensa male“, dicevano all’ordine della Giarrettiera.

Quanto alla polemica sull’eccessivo numero di artisti – fra quelli in gara e gli ospiti – ascrivibili alla Friends & Partner, la società di produzione di Salzano – la stessa di Baglioni – farei sommessamente notare che l’anno scorso 11 artisti su 22 erano di Salzano contro i 10 su 24 di quest’anno, in entrambi i casi con buona parte degli ospiti. E nessuno disse niente. Risveglio tardivo? Peraltro, succedeva così anche in passato, con Bixio-Ravera, con Aragozzini e con Mazzi. Ad ovest niente di nuovo, insomma. Il discorso sui compensi è francamente imbarazzante, soprattutto considerando che il Festival, come è noto, si paga solo, con gli sponsor.

SPAZIO ALLA MUSICA. La vera sfida, come sempre, saranno le canzoni. Baglioni l’anno scorso superò le accuse per aver allestito un cast agée con un parterre di brani oggettivamente di grande livello e quest’anno, con la trap e una quota rap importante, la sfida è ancora più interessante. A Baglioni va il merito – comunque vada – di aver portato sul palco artisti che non avremmo forse mai sentito, come Lo Stato Sociale, Roy Paci,  Ex Otago, Zen Circus, Motta, Achille Lauro.

Di aver dimostrato che in un mercato imbalsamato sui soliti noti più esserci spazio per una signora della canzone come Ornella Vanoni o per gente come Livio Cori. Soprattutto, di aver rivoluzionato il concetto di ‘Big’, andando al di là del concetto che è tale solo chi vende, quando ci sono artisti che nei live fanno molti più sold out di alcuni presunti leader delle classifiche. Spazio alla musica, dunque, come sempre, perchè poi una bella canzone, sarà in grado di far dimenticare ogni polemica.

TUTTI GLI ALBUM. Intanto, sono stati resi noti tutti gli album degli artisti in gara: un solo ‘repackaging’ previsto anche se qualcuno fra gli artisti meno noti al grande pubblico ne approfitterà per pubblicare una raccolta dei maggiori successi. Eccoli di seguito:

  • ACHILLE LAURO: esce in Primavera, insieme ad un Docufilm. Uscito il libro “Io sono Amleto”
  • ANNA TATANGELO: “La fortuna sia con me” (8 febbraio)
  • ARISA: “Una nuova Rosalba in città” (8 febbraio)
  • LOREDANA BERTE’: LiBertè (8 febbraio)
  • BOOMDABASH: “Barracuda Predator edition” (8 febbraio)
  • BRIGA: Il rumore dei sogni (doppio, 3 inediti, 6 collaborazioni e 9 live, 25 pezzi totali, 8 febbraio)
  • FEDERICA CARTA: EP Mondovisione (8 febbraio)
  • SIMONE CRISTICCHI: Abbi cura di me (raccolta con 2 inediti, 8 febbraio) e un documentario dal titolo “Happy next”
  • LIVIO CORI: Montecalvario-Core senza paura (8 febbraio)
  • NINO D’ANGELO: non è previsto un nuovo album
  • EINAR: Parole nuove (8 febbraio)
  • GHEMON: Mezzanotte (8 febbraio)
  • IL VOLO: Musica (22 Febbraio)
  • IRAMA: Giovani Sanremo Edition (con tre duetti, 8 Febbraio)
  • EX OTAGO: Corochinato (8 febbraio)
  • MAHMOOD: Gioventù bruciata (1. Marzo)
  • MOTTA: Non è previsto un nuovo album, possibile l’uscita in vinile
  • NEK: album in lavorazione
  • NEGRITA:  I ragazzi stanno bene 1994-2009 (raccolta, 8 febbraio)
  • ENRICO NIGIOTTI: Cerenentola (8 febbraio)
  • PATTY PRAVO: disco in lavorazione
  • FRANCESCO RENGA: esce in primavera
  • SHADE: repackaging Truman (con 4 inediti, 8 febbraio)
  • DANIELE SILVESTRI: disco in lavorazione
  • PAOLA TURCI: in uscita a Marzo
  • ULTIMO: Colpa delle favole (in lavorazione)
  • ZEN CIRCUS: Vivi si muore 1999-2019 (raccolta, 8 febbraio), esce anche un libro con la biografia romanzata della band

 

Emanuele Lombardini

Giornalista, ternano, cattolico, cittadino d'Europa, sinceramente Liberaldemocratico. Già speaker radiofonico. Ha scritto e scrive di cronaca, sport, religione e sociale per giornali nazionali e locali per vivere; scrive di musica su siti e blog per sopravvivere.

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