Sanremo 2019: Motta e Nada vincono i duetti, bene anche Bertè e Zen Circus

Quarta serata del Festival di Sanremo, si assegnava il premio per il miglior Duetto fra i 24 in concorso: vincono Motta e Nada, sulle note di Dov’è l’italia, fra i fischi del pubblico che probabilmente tifava per Loredana Bertè e Irene Grandi. Bene anche Zen Circus con Brunori Sas.

Federica Carta Shade con Cristina D’Avena: Per inserirsi in questo brano da adolescenti ci voleva soltanto chi è abituato a cantare canzoni per bambini e ragazzi, che sa calarsi dentro al pezzo con ironia. Molto bene Cristina D’Avena, il pezzo continua a coinvolgere nel ritornello. VOTO 6.5

Motta con Nada:  La cantante livornese, a 65 anni è ancora uno dei nomi prominenti della scena alternativa italiana, dove ha trovato una seconda giovinezza musicale. Un graffiato intonatissimo, una personalità che arricchisce il pezzo. VOTO 8

Irama con Noemi: Urla random e poco. Altro. Chi mi legge sa quanto non sopporto chi urla in modo eccessivo dentro al microfono quando canta. Un peccato, perchè la cantante romana sul palco sanremese non ha mai deluso. VOTO 5 (al duetto, 7 al brano)

Patty Pravo e Briga con Giovanni Caccamo: Non riesco a farmi piacere questo pezzo, che la presenza di Caccamo impreziosisce  leggermente. Entra nelle orecchie alla stessa velocità con quale entra. VOTO 5

Negrita con Enrico Ruggeri e Roy Paci: Tutto molto bene assortito, grande affiatamento fra Ruggeri e Pau dei Negrita, la tromba di Roy Paci è un contrappunto di spessore. Il pezzo però resta molto sotto lo standard della band aretina. VOTO 6.5

Il Volo con Alessandro Quarta: Giubbotti di pelle (come i giovani degli anni 60), un violinista rock scatenato (peraltro di altissimo livello), saltelli sparsi. Ma il pezzo resta vecchio, anzi, vecchissimo. VOTO 3

Arisa con Tony Hadley e Kataklò: L’apprezzamento è per il signor Tony Hadley che oltre a cantare ancora benissimo, ha fatto lo sforzo di imparare l’italiano per alcune strofe. Il brano è sicuramente fuori dagli schemi, ma forse non spingerà così in alto Arisa. VOTO 7.5

Mahmood con Gué Pequeno: Non sono così sicuro che sia stata una buona idea chiamare il rapper milanese.  Cambia completamente volto, secondo me in negativo, ad un brano che stava scalando le classifiche di gradimento. VOTO 6 (al duetto, 8.5 al pezzo)

Ghemon con Diodato e i Calibro 35: L’idea è buona, nel senso che il pezzo vero lo canta Diodato con i Calibro 35 che accompagnano, mentre Ghemon fa l’ospite, inserendo un rap più tradizionale. Il pezzo ne esce valorizzato. VOTO 7.

Francesco Renga con  BungaroEleonora Abbagnato e Friedemann Vogel: Bungaro ha scritto questo pezzo e quindi sta nelle sue corde. Cantato insieme a lui, il brano fa tutto un altro effetto e incredibilmente, cresce, anche se in realtà l’arrangiamento è pressochè lo stesso, a parte un solista ad accompagnarli in più. VOTO 7

Ultimo con Fabrizio Moro: L’originale che canta con la copia un brano che sembra un suo pezzo. Niente di originale, il pezzo continua a funzionare ma secondo me non ha la potenza per vincere il Festival. VOTO 6

Nek con Neri Marcorè: I recitativi sono inutili, in un Festival di canzoni. Anche in duetto. Peccato, perchè l’arrangiamento svuotato e minimale è interessante. VOTO 5

Boomdabash con Rocco Hunt e i Musici Cantori di Milano: L’idea di portare un coro di bambini sul palco l’avevano avuta già quelli de Lo Stato Sociale l’anno scorso. Per il resto, l’operazione casino organizzato fa battere il piede anche col coautore Rocco Hunt. Tre minuti di sano divertimeno. VOTO 7.5

The Zen Circus con Brunori Sas: Grande scelta e arrangiamento imponente: il cambio d’abito e l’aggiunta di Brunori fanno crescere questo pezzo che ad ogni ascolto diventa sempre più interessante. VOTO 8.5

Paola Turci con Beppe Fiorello: Beppe Fiorello non è un cantante, ma si sforza e alla fine porta a casa il compito con diligenza. Paola Turci sembra guarita dalla laringite, o almeno sta meglio. VOTO 8

Anna Tatangelo con Syria: C’è sintonia e amicizia fra la cantante di Sora e quella di Roma. Bella fusione di voci, il pezzo resta scarso. VOTO 7 (al duetto, sempre 4 al pezzo)

Ex-Otago con Jack Savoretti: Il cantautore inglese di origine genovese con la band genovese. Lui prova almeno a cantare il ritornello in italiano e ovviamente va meglio di Tony Hadley. La versione bilingue è così così, ma il pezzo cresce. VOTO 7

Enrico Nigiotti con Paolo Jannacci e Massimo Ottoni: Bella l’idea del sand artist che racconta la storia della canzone. Voce e piano, tutto molto soft. Meglio dell’originale. VOTO 6.5

Loredana Bertè con Irene Grandi: Come era prevedibile, la miglior performance della serata. Irene Grandi in gran forma, è l’ospite perfetta in questo pezzo a tutto rock. Applausi a scena aperta. VOTO 9

Daniele Silvestri con Rancore e Manuel Agnelli: Il testo è molto bello, il pezzo anche, ma in questa versione da 5  minuti, con Agnelli che oltretutto quasi urla, lo fa diventare pesantissimo. VOTO 5 (al duetto, 8 al pezzo)

Einar con Biondo e Sergio Sylvestre: L’ennesimo rapper non aggiunge niente ad un pezzo mediocre. Sergio Sylvestre è un grande talento, ma in italiano è a disagio. VOTO 5

Simone Cristicchi con Ermal Meta: Il duetto è bello, perchè siamo di fronte a due signori artisti. Ma il pezzo, teatrale e in gran parte recitato, resta affascinante ma di difficile digestione. VOTO 7

Nino D’Angelo e Livio Cori con i Sottotono: Avrebbero dovuto portare questa versione, con un arrangiamento a metà fra il rap e l’elettronico. L’atmosfera che ne esce, col contributo del duo hip hop, è interessante, quasi lounge. Secondo me stasera  abbiamo ascoltato Liberato. VOTO 7

Achille Lauro con Morgan: Ottima intesa fra i due, del resto Morgan è uno fuori dagli schemi come il trapper romano. Versione interessante con alcuni inserti al piano del cantautore monzese. All’altra chitarra, come negli altri giorni, c’è il produttore Boss Doms. VOTO 8

Emanuele Lombardini

Giornalista, ternano, cattolico, cittadino d'Europa, sinceramente Liberaldemocratico. Già speaker radiofonico. Ha scritto e scrive di cronaca, sport, religione e sociale per giornali nazionali e locali per vivere; scrive di musica su siti e blog per sopravvivere.

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