Festival di Sanremo 2019, vince Mahmood con ‘Soldi’ e vola all’Eurovision

L’Italia del Festival di Sanremo lancia un segnale chiaro: la musica è senza barriere, senza frontiere. Dopo Ermal Meta, un altro cantante di origine straniera vince la rassegna: è Mahmood, che ha trionfato col brano “Soldi” davanti a Ultimo, secondo classificato col brano “I tuoi particolari” ed a Il Volo, con “Musica che resta”. Solo quarta, fra i fischi del pubblico, Loredana Bertè alla quale non è stato assegnato nessuno dei premi accessori. Ultimo vince il premio dello Streaming mentre Daniele Silvestri si porta a casa Premio della Critica, premio della sala Stampa radio tv e premio per il Miglior testo, con Simone Cristicchi che vince il premio per la miglior musica e quello per la migliore interpretazione.

Mahmood ha già detto si alla sua partecipazione eurovisiva e pertanto a Maggio l’Italia porterà in Israele un artista con sangue arabo: il ventisettenne è infatti nato a Milano da madre sarda e padre egiziano. Per lui si tratta della vittoria al primo tentativo nei big dopo essere passato inosservato nel 2016 fra le nuove proposte. L’ultima ad aver vinto Nuove Proposte (o Sanremo Giovani) e Festival nello stesso anno è stata Annalisa Minetti nel 1998: Mahmood era infatti uno dei due artisti (l’altro è Einar) che a dicembre avevano vinto il concorso dei giovani, per le due ‘wildcard’

Più della sua matrice etnica, va però sottolineato come abbia vinto un brano moderno, contemporaneo, uno dei pochi di una rassegna comunque con buone canzoni. Resta il rammarico per un pubblico che continua a televotare artisti lontani da qualunque contemporaneità (vedi Il Volo, comunque secondi al giro finale di televoto), consentendo così al trio di lasciare già dal podio una Loredana Bertè che lo avrebbe meritato come premio per la rinascita, non solo artistica. Ne escono con le ossa rotte Irama, il grande favorito della vigilia e sopratutto Nek, appena diciannovesimo  e che non ha nemmeno un album in uscita a breve.

Cristicchi e Silvestri raccolgono il giusto per due brani lontani dal mainstream grazie a due brani diversamente intensi, mentre Arisa, tradita dalla febbre nell’ultima esibizione, conclusa con un pianto di rabbia, chiude con un ottavo posto comunque di livello, davanti a due sorprese, Achille Lauro e la sua Rolls Royce alimentata a polemiche sul tema del brano (automobile o droga? forse volutamente entrambi…) e ad un Enrico Nigiotti che ha compensato con l’effetto tenerezza per l’argomento nonno un brano decisamente banale e pieno di luoghi comuni.

Baglioni ha vinto la sfida dei giovani, quindi, ma ha vinto anche la sfida dei nomi ‘alternativi’ rispetto al Festival: oltre al nono posto di Achille Lauro, si registrano gli ottimi piazzamenti – viste le premesse – per Ghemon, Ex Otago e Motta e possono senz’altro essere accolti con con favore anche il 17, posto degli Zen Circus, con una canzone senza ritornello e completamente lontana da qualunque canone sanremese e il 19. Federica Carta e Shade, il cui brano per giovanissimi ha evidentemente raccolto anche qualche consenso fuori dalla comfort zone. Chi non l’ha presa bene, insultando i giornalisti, è Ultimo. Ma ne riparleremo. Di seguito la classiifca.

4.  Loredana Bertè- Cosa vuoi da me
5. Simone Cristicchi – Abbi cura di me
6. Daniele Silvestri – Argento vivo
7. Irama- La ragazza col cuore di latta
8. Arisa – Mi sento bene
9. Achille Lauro – Rolls Royce
10. Enrico Nigiotti – Nonno Hollywood
11. Booomdabash – Per un milione
12. Ghemon – Rose viola
13. Ex Otago – Solo una canzone
14. Motta – Dov’è l’Italia
15. Francesco Renga – Aspetto che torni
16. Paola Turci – L’ultimo ostacolo
17. Zen Circus – L’amore è una dittatura
18. Federica Carta e Shade- Senza farlo apposta
19. Nek – Mi farà trovare pronto
20. Negrita – I ragazzi stanno bene
21. Patty Pravo e Briga – Un po’ come la vita
22. Anna Tatangelo – Le nostre anime di notte
23. Einar – Parole nuove
24. Nino D’Angelo e Livio Cori- Un’altra luce

Emanuele Lombardini

Giornalista, ternano, cattolico, cittadino d'Europa, sinceramente Liberaldemocratico. Già speaker radiofonico. Ha scritto e scrive di cronaca, sport, religione e sociale per giornali nazionali e locali per vivere; scrive di musica su siti e blog per sopravvivere.

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