Eurovision 2019: le pagelle ai brani della seconda semifinale

Dopo la prima semifinale, ecco i voti anche alle canzoni che giovedì 16 maggio parteciperanno alla seconda semifinale dell’Eurovision Song Contest 2019. Seconda semifinale con diretta su Rai 4 (commento Ema Stokholma e Federico Russo), San Marino RTV e Radio San Marino (commento Lia Fiorio e Gigi Restivo) e nelle zone coperte dal segnale, RSI La 2 (commento Clarissa Tami)

01. ARMENIA: Srbuk – Walking out. L’Armenia ha capito le regole del gioco e le usa bene, le mancano le armi. Lei canta bene, il pezzo è buono, ma non ha quella spinta che lo fa spiccare rispetto ad altri. Canta subito, in una semifinale difficile. C’è di peggio in giro, ma non è così scontato il passaggio. META’ DELL’OPERA. VOTO 6.5

02. IRLANDA: Sarah Mc Ternan- 22. La mia guilty pleasure, in testa alle mie preferenze da quando è uscita, il ritornello si è inchiodato nel mio cervello. Ma bisogna essere oggettivi: lei non canta particolarmente bene (nei pre eurovision parties è andata due volte giù di fiato, in tv a Dublino a momenti si strozza, in prova è appena migliorata) e in più si esibirà lontana dalle votazioni. Se non funziona l’effetto fischietto, è spacciata. Purtroppo.  OCCASIONE PERSA. VOTO 9 (al pezzo), 4 (alla performance)

03. MOLDAVIA: Anna Odobescu- Stay. Benvenuti a Sanremo 92, sezione giovani. State ascoltando il pezzo settimo classificato. RONF.  VOTO 5

04. SVIZZERA: Luca Hänni- She got me. Luca Hänni fa impazzire gli ormoni, non solo quelli femminili e il suo pezzo è l’ennesima versione di “Fuego”, stavolta al maschile. Tutto quindi sentito e risentito, eppure l’operazione funziona e la sensazione è che questo pezzo andrà in finale in carrozza. Sta salendo vertiginosamente per i bookmakers, attenzione. OUTSIDER. VOTO 7

Carousel (@EBU Andreas Putting)

05. LETTONIA: Carousel- That night. Adoro assolutamente l’atmosfera rarefatta di questo pezzo, se si chiudono gli occhi sembra di stare in un night club, fra il fumo delle sigarette e un bicchiere di scotch. ll vero grande punto di domanda è: il pubblico eurovisivo apprezzerà una entry così particolare e lontana da qualunque cosa eurovisiva sentita sinora?  Perchè loro la finale la meriterebbero. RAFFINATI. VOTO 9.

06.ROMANIA: Ester Peony- On a sunday. “Lovin’ you is an hard price to pay”. E’uno di quei pezzi che sta nel mezzo, fra il passare il turno e poi magari sparigliare le carte e uscire di scena mestamente. Il ritornello regge tutta la canzone, anche se va detto che lei è brava. Gli amici rumeni sono nella semifinale dove vota l’Italia e hanno pure la Moldavia a fianco. Forse potrebbe bastare. ALTALENA. VOTO 6.5

07 DANIMARCA: Leonora- Love is forever. Un altro pezzo che adoro follemente e canto dal primo giorno. Possibilità di passaggio molto maggiori rispetto all’Irlanda, perchè lei canta meglio e perchè questo tipo di melodia, già sentita con Anna Rossinelli (Svizzera 2011) e anche con Zoe (Austria 2016) solitamente ha gioco facile in questa rassegna. In più lei ha una faccia pulita da quella figlia che le mamme vorrebbero. OPERAZIONE FISCHIETTO. VOTO 9.

08. SVEZIA: John Lundvik- Too late for love. La Svezia, che fa la Svezia. Con un pezzo come li fa la Svezia. Plastica spinta, ma come sempre confezionata meravigliosamente. La cosa che si nota di più ed ovviamente non è casuale, è  che tutti quelli sul palco hanno la pelle scura. Un chiaro segnale, di questi tempi. Della qualificazione non stiamo nemmeno a discutere e nemmeno del fatto che atterrerà serenamente in top 10 anche stavolta. USA E GETTA. VOTO 7

09. AUSTRIA: Paenda-Limits. Canta bene un pezzo non particolarmente brillante, anzi piuttosto anonimo e in più non brilla per simpatia, dato che il suo team ha fatto ritirare la sua  caricatura fra quelle eurovisive che ogni anno vengono fatte a tutti i cantanti. CORDIALI SALUTI. VOTO 5

10. CROAZIA. Roko- The dream: Canta un pezzo di 40 anni fa, come lo canterebbe un cantante col triplo dei suoi anni, vestito in maniera inquietante. Per assurdo, ad un pubblico che l’anno scorso ha spinto all’ottavo posto ‘La forza’, potrebbe persino piacere. Io provo prurito. Tanto. FUORI TEMPO MASSIMO. VOTO 3

11. MALTA. Michela- Chameleon: Si sente il marchio di fabbrica del team autoriale Symphonics: pezzi fatti con lo stampino ma tutti molto efficaci, questo non fa eccezione. Dubito possa avere un qualche futuro fuori dal concorso (anche se l’anno scorso a Cesar Sampson andò discretamente), ma dentro funziona. Se conferma di cantare bene, la finale non è un miraggio. SICUREZZA. VOTO 7

Keiino @Andrea Putting EBU

12. LITUANIA. Jurijus Veklenko- Run with the lions. L’ennesimo pezzo pensato solo per l’Eurovision, ma molto molto meno forte. Se sei la Lituania e vuoi qualificarti, devi fare altro. ARIDATECE IEVA. VOTO 5

13. RUSSIA. Sergey Lazarev- Scream. I russi l’hanno chiuso in una stanza a provare la coreografia, tanto che non è andato nemmeno all’evento di Mosca. Musicalmente è un pezzo che non ha alcun tratto che spicchi, ma le attese prove (tuoni, fulmini, luci, specchi) hanno confermato che Lazarev è fortemente deciso ad andarsi a prendere la vittoria che gli è sfuggita nel 2016. Sono d’accordo. E la cosa non mi piace affatto. MOLTO RUSSO. VOTO 6

14 ALBANIA. Jonida Maliqi- Khteju tokes. Molto sottovalutato, il pezzo invece è una delle cose migliori di questa edizione. Lei molto brava, l’effetto è assai maestoso. I voti dall’Italia arriveranno senza dubbio, ma non solo quelli. MERITOCRAZIA. VOTO 7.5

15. NORVEGIA: KEiiNO- Spirit in the Sky: Tutto molto majestic nelle prove: fuoco fiamme, un tripudio di luci che ricordano l’aurora boreale della loro terra. Loro cantano benissimo ed hanno una armonia vocale notevole. Il pezzo è molto forte. La qualificazione non è in discussione, ma  hanno le carte in regola per lottare per un posto nei 10. RIDONDANTI QUANTO BASTA. VOTO 8.

16. PAESI BASSI: Duncan Laurence- Arcade. Lui è solo al pianoforte, che ovviamente finge solo di suonare, per questo è tutto concentrato sulla sua interpretazione. Diretta, precisa. Canta live come su disco un pezzo magari non originale ma lo fa in maniera coinvolgente. Una esibizione pulita, per un brano che piò avere potenzialità anche fuori dal concorso. WINNER FEELING. VOTO 7.5

17. MACEDONIA DEL NORD: Tamara Todevska-Proud. Brava è brava e in prova l’ha confermato. Ma il pezzo, ancorchè cantanto molto bene e supportato da una scenografia che rafforza il testo, suona vecchio. Non credo possa bastare una prova vocale intensa per passare il turno, soprattutto in questa semifinale. CONFERMA. VOTO 6.5

18. AZERBAIGIAN: Chingiz- Truth. La sala stampa impazzisce per lui, non solo per questioni fisiche. Lui in effetti è bravo, canta molto bene un pezzo potente. A me questo pezzo non sembra nulla più di tante altre produzioni eurovisive, anche dello stesso Azerbaiagian, ma certamente a livello di performance è notevole. Passerà il turno, per tutta una serie di ragioni. Poi probabilmente atterrerà nel mucchio. NIENTE DI NUOVO. VOTO 6.5

One thought on “Eurovision 2019: le pagelle ai brani della seconda semifinale”

  1. In questa semifinale tiferò per Lettonia e Norvegia (che occupano il 2° ed il 3° posto nella mia graduatoria), ed in misura minore per Armenia, Romania,Paesi Bassi ed Austria.
    Trovo carine anche le canzoni di Azerbaijan e Svezia, e non mi dispiacerebbe un passaggio del turno di Albania e Danimarca.

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