Eurovision Song Contest 2019: le pagelle ai brani della prima semifinale

Tutto pronto, manca ormai pochissimo al via dell‘Eurovision Song Contest 2019.  Domani alle 21, ore italiane, si alza il sipario sulla rassegna in diretta da Expo Tel Aviv. Prima semifinale con diretta su Rai 4 (commento Ema Stokholma e Federico Russo), San Marino RTV e Radio San Marino (commento Lia Fiorio e Gigi Restivo). Come sempre ecco le mie personalissime valutazioni,  in ordine di uscita.

01. CIPRO: Tamta- Replay . Degna apertura dello show, sembra una continuazione di quello passato perchè le assonanze con “Fuego” sono tantissime, non a caso il team autoriale è lo stesso. La differenza fra i tanti giovanissimi e una rodata dei palchi come lei si vede. In prova è andata molto bene. Non è niente per cui ci strapperemo i capelli nei prossimi mesi,  ma in questo contesto è destinata a giocare per i piani alti.  REPLAY (APPUNTO). VOTO 7.5

02 MONTENEGRO: D’Mol- Heaven. Il premio di fine anno della scuola di canto di Danijel Alibabić, ex componente dei No Name (Serbia e Montenegro 2005). Alle selezioni era onestamente incomprensibile come potesse aver vinto, il revamp l’ha leggermente migliorata. Ma no, non ci siamo. ARIDATECE CVETKOVIC E KNEZ. Voto: 4

03 FINLANDIA:  Darude ft Sebastian Rejman- Look away. Quando porti un progetto EDM all’Eurovision, o lo canti bene ed è molto forte oppure non vai lontano. Questo sembra una traccia qualunque di Dancemania mix 1995. Possibilità di passaggio, pressochè nulle. Peccato. ANONIMO. VOTO 5.

Le polacche Tulia @Andreas Putting (EBU)

04 POLONIA: Tulia- Fire of love. Fate attenzione a questo gruppo vocale. A livello interpretativo e vocale rasentano la perfezione, hanno una armonia all’unisono che crea una sensazione di straniamento ma coinvolge tantissimo. Abiti appariscenti, piattaforma rotante, un pezzo che colpisce sicuramente per la sua costruzione. Non dico che andremo a Varsavia, difficile dopo essere stati molto a Est. Ma hanno le carte in regola per superare lo scoglio della semifinale e giocare forse anche per un posto nei dieci. DARK HORSE. Voto 7.5

05 SLOVENIA: Zala Kralj e Gasper Santl- Sebi: Il paragone diretto è con l’altro progetto simile, quello della Finlandia, dove di fatto c’è una voce che canta l’altro che per motivi tecnici fa presenza. L’esibizione è intima, coinvolgente e il fatto che cantino in sloveno non toglie nulla alla performance, anzi. Si è vero, è tutto un po’piatto ma lo stratagemma di vestire in modo anonimo per far concentrare lo spettatore sulla canzone è una idea non originale (vedi Francia 2018), ma funzionale.  Anche il mostrare di essere fidanzati è molto più spontaneo rispetto alla Spagna dello scorso anno. E’ il mio brano dell’anno, adoro follemente. Finale. Poi è più dura.  LOVE IS FOREVER. VOTO 9

06. REPUBBLICA CECA: Lake Malawi- Friend of a friend. Come l’anno scorso per Mikolas Josef, convince più la performance del pezzo. Tornano i social network, come con Valentina Monetta nel 2012, ma siamo passati ad Instagram. Continuo a non strapparmi i capelli per questo pezzo, eppure ho la sensazione che tutto funzioni a dovere. I cechi andranno comodamente in finale, poi chiuderanno nelle posizioni di rincalzo. GGGIOVANI. VOTO 7

07 UNGHERIA: Joci Papai. Az en apam: A due anni di distanza lo ritroviamo sulle stesse sonorità e sempre bravissimo. Scenografia minimal, esibizione intensa e precisa. Il pezzo,a metà fra il pop e l’etnico, non è bello come “Origo”, ma funziona. Finale sicura. CONFERMA. VOTO 7.5

08 BIELORUSSIA: Zena- I like it. Non è considerata da quasi nessuno, ma la sedicenne ha un pezzo sbarazzino, sicuramente molto omologato al mood eurovisivo, ma assolutamente coerente con la freschezza che porta sul palco.  Per l’età che ha tiene il palco benissimo. Non sottovalutatela per la qualificazione. IN RIMONTA. VOTO 7

09. SERBIA: Nevena Bozovic- Kruna. Lei è bravissima e bella come il sole, ma il pezzo è molto al di sotto delle produzioni presentante in gara dalla Serbia negli ultimi anni e anche della sua personale produzione recente. Le sonorità balcaniche tuttavia hanno sempre un certo fascino, sul sottoscritto e anche sul pubblico eurovisivo. Difficile capire se possa bastare per passare il turno. IN BILICO. VOTO 6.5

Eliot (@ Thomas Hanses EBU)

10. BELGIO: Eliot- Wake up. Il diciottenne uscito da The Voice è partito un po’diesel, nel senso che le prime prove hanno convinto un po’ si e un po’ no, però poi è cresciuto strada facendo e il suo pezzo è fra i tre-quattro migliori dell’edizione, moderno e contemporaneo. Può fare bene, ma anche no.  QUALITA’. VOTO 8.

11. GEORGIA: Oto Nemsdeze- Keep on going: Tutto ben studiato nella coreografia di Oto Nemsadze, che fa il suo compitino con diligenza. Il pezzo, che ha subito un leggero revamp da quello della selezione nazionale, però continua a non spiccare nè per originalità nè per potenza, ed è anche troppo ripetitivo. Molto difficile che passi il guado del fiume. INDISTINTO. VOTO 5.5

12. AUSTRALIA: Kate Miller Heidke- Zero Gravity: Sarà colpa mia ma non riesco proprio a capire cosa ci trovi il pubblico in questo assurdo esercizio di stile operatic pop su una base elettropop di bassa lega. Lei è bravissima, per carità, ma il pezzo consiste in una serie di vocalizzi e poco altro.  Di contro, la messa in scena è spettacolare come poche in questa edizione ed è forse questo che la spingerà, nonostante tutto in finale. Purtroppo. ORTICARIA. VOTO 3

13. ISLANDA: Hatari- Hatrid mun sigra:  L’eccesso fa male anche all’Eurovision, dove è una regola fissa. Loro sono esagerati in tutto, anche in questo rock che musicalmente non sarebbe nemmeno male, se  non urlassero al microfono scimmiottando le peggior band hardcore, vestiti come scambisti ad una riunione sadomaso. Un corto circuito dell’eccesso che però al pubblico sembra piacere. Nel mio personalissimo cartellino sono appena sopra l’Australia. Ma credo che purtroppo li vedremo andare in finale senza troppo soffrire. IL TROPPO STROPPIA.  VOTO 4

14. ESTONIA: Victor Crone- Storm: Dopo due brani fuori dagli schemi, il minimalismo del cantante svedese al soldo di EETV sembra quasi un capolavoro, nonostante il brano probabilmente, all’interno del Melodifestivalen, non passerebbe le semifinali. Lui fa il suo onesto lavoro e le giurie potrebbero apprezzarlo. VERY NORMAL PEOPLE. VOTO 7

15. PORTOGALLO: Conan Osiris- Telemoveis: La differenza fra lui e gli Hatari, a parità di eccessi è che lui ha un brano complesso, non immediato, ma interpretato con grandissima efficacia. La performance è più nitida rispetto a quella vista al concorso di selezione e sicuramente non lascerà indifferente il pubblico. Vocalmente impeccabile, però è uno di quei pezzi che può fare tanto bene o tanto male.  ALIENO. VOTO 7.5

16. GRECIA: Katerine Duska- Better love:  Vocalmente una delle migliori artiste di questa edizione, ha un pezzo fresco e radiofonico interpretato benissimo e sorretto da una scenografia molto forte. Canta per penultima, sembra un biglietto già timbrato per la finale.  E attenzione a sottovalutarla anche dopo. IN ASCESA. VOTO 9.

17 SAN MARINO: Serhat – Say Na Na Na: Se pensate che sia spacciato vi sbagliate di grosso. Il performer turco al soldo del Titano mette in scena un numero allegro, spensierato e divertente, molto meno kitsch del solito. E alla fine batti il tempo col piede. In più canta per ultimo e difficilmente il ritornello non resterà in testa. IMPOSSIBLE IS NOTHING. FORZA AMICI SAMMARINESI

One thought on “Eurovision Song Contest 2019: le pagelle ai brani della prima semifinale”

  1. A me la canzone georgiana non dispiace, mentre quella greca non mi dice granchè; tra Serbia e Polonia, inoltre, preferisco la prima.

    Domani sera tiferò per Slovenia (N°1), Belgio, Ungheria, Portogallo e Serbia; tra le altre, manderei in finale Bielorussia,Repubblica Ceca,Finlandia,Islanda e Georgia/Cipro.

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