Eurovision Song Contest 2019: le pagelle ai brani finalisti di diritto

Dopo aver passato in esame prima semifinale e seconda semifnale  ecco i voti anche alle canzoni ammesse di diritto alla finaledell’Eurovision Song Contest 2019 sabato 18 maggio alle 21. Finale con diretta su Rai 1 (commento Federico Russo e Flavio Insinna), San Marino RTV e Radio San Marino (commento Lia Fiorio e Gigi Restivo), Radio 2 (commento Ema Stokholma e Gino Castaldo) e nelle zone coperte dal segnale, RSI La 1 (commento Clarissa Tami e Sebalter). Ricordiamo che la lineup sarà completata nelle notte fra giovedì e venerdì, dopo la conclusione della seconda semifinale.

14. ISRAELE: Kobi Marimi – Home. Cantare canta bene, lo ha confermato in prova e del resto la sua formazione lirica e da cantante di musical non potrebbe non emergere. Tutto però è lento, cupo, tetro, fondamentalmente noioso. I padroni di casa meritavano una scelta migliore, credo verosimilmente sgomiterà per evitare l’ultimo posto. ARIDATECE NETTA. VOTO 4

FRANCIA: Bilal Hassani- Roi: Il pezzo è fondamentalmente debole e lui benchè migliorato nel canto rispetto alla finale nazionale resta non fortissimo, ma lo staging è molto ben costruito per mandare un messaggio sulla autodeterminazione di sè stessi, la lotta all’omofobia e alla discriminazione in generale: parole sullo sfondo (“Tutti mi giudicano da una foto, nessuno conosce la mia storia“), lui che indossa una lunghissima parrucca bionda e un completo di foggia femminile, due ballerine una oversize e l’altra sorda.  Dovrebbe bastare per consentire alla Francia di veleggiare a ridosso della top 10, forse anche dentro. I bookmakers lo danno in netta ascesa. VIVA LA DIVA. VOTO 7.5

GERMANIA: S!Sters- Sister: Due cantanti che si fanno chiamare S!sters, che cantano “Sister” ed uno sfondo in cui scorrono immagini di vari tipi di sorelle. Il problema in tutto questo è un brano che entra ed esce dalle orecchie a velocità supersonica.  Spacciatissime.  COMPITINO, ANCHE MODESTO. VOTO 5

REGNO UNITO: Michael Rice- Bigger than us. Micheal Rice non lo considera quasi nessuno ma in prova ha fatto un figurone. E’ fra quelli che canta meglio e il suo pezzo, benchè piuttosto generico è perfettamente inserito in un certo mood eurovisivo (forse anche perchè di produzione svedese, firmato dal suo rivale in gara John Lundvik). Siamo sempre molto sotto gli standard minimamente sufficienti che si richiedono al Regno Unito, ma dovrebbe bastare per un tranquillo approdo a centro classifica. PUNTO E A CAPO. VOTO 7

SPAGNA: Miki- La venda. L’avevamo detto: la salvezza di questo pezzo fondamentalmente appena sufficiente – soprattutto rispetto al blasone spagnolo – sarebbe stato uno staging adeguato. E la Spagna lo ha fatto, creando un clima da ‘villaggio turistico’ e ambientando tutto in una festa a casa del cantante. Tre minuti di casino molto bene organizzati e se il pubblico da casa si lascerà coinvolgere come quello in arena, potrebbe andare anche meglio del previsto. COMPITINO, FATTO MEGLIO. VOTO 6.5.

ITALIA: Mahmood-Soldi: Come sapete, non c’è giudizio. Solo sostegno. Le odds ci mettono fra i favoriti, ma abbiamo già imparato con la Michielin, Gabbani e Il Volo a prendere tutto questo con le molle. Il pubblico in sala che batte le mani a tempo è già più indicativo. FORZA ALESSANDRO!

Foto: Bilal Hassani @EBU Thomas Hanses

 

Emanuele Lombardini

Giornalista, ternano, cattolico, cittadino d'Europa, sinceramente Liberaldemocratico. Già speaker radiofonico. Ha scritto e scrive di cronaca, sport, religione e sociale per giornali nazionali e locali per vivere; scrive di musica su siti e blog per sopravvivere.

One thought on “Eurovision Song Contest 2019: le pagelle ai brani finalisti di diritto”

  1. Concordo in pieno.
    Tra le Big, quest’anno l’Italia fa la voce grossa: ho già espresso il mio disappunto per la scelta di Roi, ma anche i brani di Spagna e UK mi attirano poco. Bocciatissime, invece, Sister e Home.

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