All toghether now: ecco chi raggiunge in finale Martina Maggi e Alessandra Piacenti

Semifinale di All Together Now all’insegna delle banalità nella scelta dei pezzi. Tante canzoni trite e ritrite non solo nei talent show ma anche nei concorsi vari, armi facili in un programma che poteva essere buono anche per rischiare un po’ sulle scelte. Due artiste avevano già conquistato la finale la settimana scorsa grazie al fatto che tutti e 100 i giudici del muro si sono alzati a cantare. Si tratta di  di Martina Maggi, ventitreene di Orvieto, già finalista ad Area Sanremo e seconda al Cantagiro Umbria e Alessandra Piacenti, ex Amici 11. Oggi scontri diretti per assegnare le altre poltrone da finalista.

Veronica Liberati (Caruso di Lucio Dalla) vs Matteo  Bigazzi (Crazy little thing called love dei Queen): Originalità portami via da parte di entrambi… Lui pochissimo emozionale, bravo ma sembra un karaoke, minimamente paragonabile nè con Freddy Mercury, nè con altre versione. Lei brava pure, ma davvero basta con Caruso che viene portato in quasi tutti i concorsi, compresi quelli per emergenti. IN FINALE Veronica Liberati

Tania Frison (Sei nell’anima di Gianna Nannini) vs Rosy Messina (No more tears di Donna Summer e Barbra Streisand): Tania Frison grintosa, ma cerca un po’ troppo di sporcare la voce per avvicinare l’interprete originale. Rosy Messina vince per distacco, sugli acuti imbattibile senza strafare. IN FINALE Rosy Messina

Samuele Di Nicolò (The final countdown degli Europe) vs Gregorio Rega (Ancora di Eduardo De Crescenzo):  Gregorio Rega non particolarmente emozionante, molto attento all’impostazione e alla performance ma freddino.  Samuele Di Nicolò vs Joey Tempest: inglese scolastico, effervescenza di una gassosa stappata. Non ci siamo. IN FINALE Gregorio Rega

Carlo Paradisone (Hello di Lionel Richie) vs Desiriè Baird (Ain’t no mountain high enough di Marvin Gaye & Tammi Terrell): Troppi urli per i miei gusti sul finale, ma per il resto si muove assolutamente bene nel suo mondo, che è quello del soul e dello r’n’b americano. Resta da capire come può funzionare in un mercato discografico lontano da queste sonorità come quello di italiano, anche considerato che ha 47 anni e quindi difficilmente avrà una seconda chance. Lui non sbaglia nulla, ma nel confronto con una madrelingua, perde. E invece IN FINALE Carlo Paradisone

Antonio Gerardi (Il Mondo di Jimmy Fontana) vs Samantha Discolpa (Shallow di Lady Gaga & Bradley Cooper): Antonio Gerardi parte malissimo e non convince mai. Piatto, a tratti stonato all’inizio, su un brano peraltro  parecchio abusato oltrechè molto vintage. Va bene che si esibisce in Germania, dove come nel mondo, la nostra musica italiana è ferma a quegli anni, ma insomma, via, è ora di cambiare. Samantha Discolpa è forgiata da anni di live e dal passaggio ad Amici, pur lontano, si sente. IN FINALE Samantha Discolpa, ma con molti meno voti (60 su 100) di quello che si pensava.

 Erica Loi (Rolling in the deep di Adele) vs Daria Biancardi (Mac Arthur Party di Richard Harris): Non amo moltissimo il modo di cantare urlato, come è noto. Daria Biancardi ha una voce molto potente, è intonata ma il virtuosismo sugli acuti, personalmente mi disturba. Tecnicamente però nulla da eccepire. Ma Erica Loi stecca, in un paio di passaggi, in modo evidente e sbaglia l’acuto. Risultato abbastanza evidente. IN FINALE Daria Biancardi

Antonio Toni (Perfect di Ed Sheeran) vs Federica Bensi (Come saprei di Giorgia): Lei sceglie un classico e una interpretazione classica. Niente di nuovo, nè di particolarmente emozionante. Anzi. Lui affronta  Ed Sheeran facendo sostanzialmente il suo compito. Lineare, senza strafare. IN FINALE Federica Bensi

Anna Faragò (Ti sento dei Matia Bazar) vs Manuel Colecchia (Stay di Rihanna & Miky Ekko): Esame Antonella Ruggiero sostanzialmente superato per lei, pur leggermente crescente in alcuni punti, non era per niente facile, considerata la vocalità originale. Lui bravo, molto convincente. IN FINALE Manuel Colecchia

Augusta Procesi (Vorrei che fosse amore di Mina) vs Luca Di Stefano (You’re the first, the last, my everything): Sfida generazionale 62 anni vs 19. Purtroppo lui si esibisce sulle stesse cose della prima sfida. Ci si attendeva altro. Personalmente preferisco lei su Mina, con un pezzo eterno ma anche più centrato sulla sua etá. Livello amateur (dimentica le parole sul finale), ma genuino.IN FINALE Luca Di Stefano per un solo punto.

Letizia Chimenti (I’m oughta love di Anastacia) vs Dennis Fantina (I don’t wanna miss a thing degli Aerosmith): Lei un po’in difficoltá all’inizio, chiude meglio. Dennis Fantina fa valere il peso dell’esperienza. IN FINALE Dennis Fantina.

Emanuele Lombardini

Giornalista, ternano, cattolico, cittadino d'Europa, sinceramente Liberaldemocratico. Già speaker radiofonico. Ha scritto e scrive di cronaca, sport, religione e sociale per giornali nazionali e locali per vivere; scrive di musica su siti e blog per sopravvivere.

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