La musica e le lingue minoritarie europee: dieci e più canzoni (quasi) nuove da scoprire

Come ben sapete se ci leggete, uno degli scopi di questo blog è da sempre mostrare come si possa fare musica di ottimo livello in qualunque lingua. Ebbene, in questo post vi proponiamo un giro d’Europa linguistico, alla scoperta di lingue poco conosciute o poco parlate e delle produzioni musicali che le rappresentano. Non resterete delusi, allacciate le cinture e alzate il volume delle casse.

CATALANO  Blaumut – Vint i un botons

I catalani Blaumut sono fra i massimi esponenti del genere pop in questa lingua. Vint I un botons fa parte del loro ultimo album, uscito nel 2017, dal titolo “Equilibri”. Per loro una lunga serie di premi nazionali e non soltanto. All’Eurovision Song Contest il catalano l’ha portato il principato di Andorra. Consiglio l’ascolto di “Salvem el mon”, degli Anonymous capitanati da Niki Francesca.

ROMANCIO  Bibi Vaplan – Cler Cler

Bibi Vaplan, al secolo Bianca Mayer, è una cantautrice e pianista che si esibisce nella lingua romancia, parlata da appena 40.000 abitanti in alcuni cantoni della Svizzera. La straordinaria canzone qui sotto da il titolo al suo ultimo lavoro. Il romancio è già stato rappresentato anche all’Eurovision Song Contest: nel 1989, nell’edizione casalinga di Losanna, furono gli svizzeri Furbaz a portarlo sul palco.

 

GALLESE Gwenno – Fratolish Hiang Perpenski

Gwenno Saunders, cantautrice gallese, mescola l’elettropop alla riscoperta dei linguaggi  nazionali meno conosciuti, come appunto quello della sua terra – questo singolo accompagna il primo album da solista dopo una lunga militanza in diverse band – o anche quello della Cornovaglia, nel quale ha appena inciso un intero lavoro. Di recente, il gallese ha debuttato nel pianeta eurovisivo, con la prima storica partecipazione di una home nation britannica come tale, allo Junior Eurovision Song Contest: l’onore è toccato a Manw e la sua “Perta”.

FAROESE  Byrta – Minnist tu

Di questo duo che arriva dall’arcipelago delle Far Oer, avevamo parlato un po’ di tempo fa. Fanno dell’elettropop di grandissimo livello. Ma la scena musicale, in lingua nazionale ma anche in inglese,  da quelle parti è molto vasta. Per esempio, avevamo parlato di Eivor Palsdottir

GAELICO IRLANDESE  Seo Linn – Soilsiu an Lae

I Seo Linn hanno cominciato traducendo in gaelico irlandese le canzoni popolari e poi sono gradualmente passati al pop rock in lingua nazionale. In Irlanda sono un piccolo fenomeno e questo singolo appena uscito fa parte del loro ultimo lavoro. L’Irlandese è stato rappresentato una sola volta all’Eurovision, da Sandie Jones nel 1972, ma ormai da qualche anno TG4, la tv in lingua irlandese, partecipa per l’isola del Trifoglio alla versione Junior. Qui “Brice ar bhrice” di Zena Donnelly.

LUSSEMBURGHESE  Serge Tonnar, Alex Heyar & Creamisu – Mär sinn aarme Sai

Serge Tonnar è uno dei maggiori cantautori lussemburghesi, uno dei non molti che preferisce esibirsi nella sua lingua nazionale. In questo brano inciso a scopo benefico, è in un collettivo con altri due popolari artisti del Granducato. Anche il lussemburghese è comparso all’Eurovision. L’ultimo brano interamente in quella lingua è stato “Sou fräi” di Marion Welter & Kontinent, ad essere onesti non esattamente un capolavoro.

LAPPONE – Elin & The Woods – First step in faith (Oadjebasvuhtii)

A dispetto del titolo, quella è l’unica riga in inglese di questo pezzo per il resto completamente in lingua lappone (o sami) eseguito da Elin and The Woods, uno dei massimi esempi di contaminazione fra elettronica, pop, folk e joik, il canto tipico delle popolazioni lapponi. Diffuso fra Norvegia e finlandia, il popolo sami ha una lunghissima tradizione musicale. All’Eurovision è andato poco e quasi sempre mescolato all’inglese, vi consiglio l’ascolto di “Samild aednan” di Sverre Kjesberg & Mattis Haetta, 1980. Ma se volete addentrarvi ancora nello joik mainstream, l’esperienza che vi consiglio è di ascoltare Jon Henrik Fjaellgren.

CORSO  Vitalba -Mi ne vogu

Vitalba sono una band corsa esplosa clamorosamente in Francia una decina di anni fa e che ha conquistato il mainstream nel 2011 con questo singolo che accompagnava il secondo album. La musica corsa costeggia inevitabilmente il folk, ma loro sono l’esempio di come si possa fare anche altro molto bene. Due le canzoni in corso all’Eurovision, una sola per intero, vale a dire “Sognu” del tenore francese Amaury Vassili.

BIELORUSSO  Shuma – Rano Rano 

Se non avete mai sentito mescolare la musica folk con i beat EDM e una lingua lontanissima dalle nostre sonorità, è il momento di ascoltare “Rano Rano”, della bielorussa Shuma, che sa essere contemporaneamente un pezzo folk ma anche un potente brano da club. Deep house e musica etnica, una meraviglia per le orecchie. C’è da dire che la scena bielorussa è ricchissima, noi vi avevamo presentato la regina delle EDM made in post -Urss, vale a dire Mustelide. Uno solo il brano in lingua bielorussa all’Eurovision, “Story of my life” dei NAVIband, che di inglese ha solamente il titolo.

BASCO Huntza- Lasai, Lasai

In pochi anni (sono nati solo nel 2014) i baschi Huntza sono diventati un piccolo fenomeno della musica in lingua basca. “Lasai Lasai” accompagna il loro secondo album “Xilema“. Mescolano pop e fol. Deliziosi. Sono pochissimi gli artisti baschi che cantano nella loro lingua e arrivano nel mainstream. Alcune canzoni eurovisive sono state tradotte però in basco. I Mocedades, baschi e secondi nel 1973, lo fecero con “Eres tu”.

Emanuele Lombardini

Giornalista, ternano, cattolico, cittadino d'Europa, sinceramente Liberaldemocratico. Già speaker radiofonico. Ha scritto e scrive di cronaca, sport, religione e sociale per giornali nazionali e locali per vivere; scrive di musica su siti e blog per sopravvivere.

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