Altri dieci artisti italiani emergenti (e molte più canzoni) da tenere d’occhio nel 2019

Ancora uno spazio del nostro blog dedicato ai nomi emergenti della scena italiana, alcuni giovanissimi, altri già con esperienza ma in rampa di lancio, molti di questi rappresentanti del nuovo sound- non solo la trap ma anche il mondo urban –  e della nuova Italia. Un tour che mostra quanto è vivace la scena italiana al di là di quello che passa il mainstream. Allacciate le cinture, alzate il volume delle casse.

Margherita Vicario ft Speranza – Romeo

Attenzione a questo duetto perchè promette di essere una delle cose più belle di quest’anno. Lei è una attrice e cantante figlia e nipote d’arte dei noti registi, che si è già fatta notare con diverse belle cose, su tutte il singolo “Mandela”, lui è uno rapper della nuova scena italiana: all’anagrafe Ugo Scicolone, nato a Caserta e cresciuto nella banlieue parigina, rappa in italiano, napoletano, albanese e francese. Lei – che è prontissima per il Festival – lo fa  anche in francese e greco antico. L’Italia multietnica che torna, ancora, come già in Mandela. Ottima anche Abauè, morte di un trap boy.

 

Luna ft Chadia Rodriguez – Donna Domani

Accoppiata esplosiva. La sarda Luna Melis, 16 anni, rivelazione dell’ultima edizione di X Factor, si era fatta conoscere con l’ottimo inedito Los Angeles, scritto e prodotto da Jake La Furia e Big Fish. L’ex Sottotono, qui la mette insieme all’altra sua protetta, Chadia Rodriguez, nata ad Ameria in Spagna da padre marocchino e madre spagnola, cresciuta a Torino. Della ventenne ribadisco quel che avevo detto: il suo singolo di lancio, ‘Cola Cola‘, è una delle robe peggiori degli ultimi 30 anni, ma lei è fortissima (ascoltate Sarebbe comodo) e in questo pezzo entrambe funzionano tantissimo. Tenetele d’occhio.

La Hasna- Silvio

Hasna Doubiani, nata a Verona, origini marocchine, formatasi a Londra, è il nome nuovo della scena trap e underground italiana. Formatasi musicalmente a Londra, è appena uscita con il primo album in italiano. Silvio è quel Silvio lì, si proprio lui. Non sono un amante del genere, ma c’è da dire che lei è parecchio forte. Consiglio anche l’ascolto di ‘Borghesi’. e anche di ‘Zattera“.

Laila Al Habash – Come quella volta

Nata a Monterotondo da famiglia palestinese, studentessa universitaria, classe 1998, è l’ultima scommessa della Bomba Dischi, l’etichetta che produce Calcutta e Carl Brave. Cantautorato non semplice, sonorità urban, faccia che buca lo schermo e tanta voglia di raccontare i giovani della sua età. Bluetooth, appena uscito, è altrettanto interessante.

Miragal- Sin

Afef Jmili ha 23 anni, è nata in Marocco ma vive in Italia da quando ne ha tre. Perfettamente italiana nella cultura, senza però dimenticare le sue radici. Tanto che – nonostante qui la sentiamo nel singolo ufficiale d’esordio ‘Sin’, in inglese – la prima canzone, quella con cui si è fatta conoscere in giro, è in arabo, la straordinaria Lialy. Solo Bouchra, attualmente, canta in arabo, ma qui siamo su sonorità più elettroniche. In arrivo un EP in arabo e inglese.

Majuri- Festivalbar

Paola Majuri, umbra di Foligno, lancia il suo singolo d’esordio. Beat anni 80, per ricordare gli anni e le atmosfere di quella storica manifestazione sospesa all’improvviso nel 1998, dopo aver allietato per quasi 40 anni le estati italiane. Il brano sta girando in alta rotazione su M2o, la radio di cui è da poco direttore artistico Albertino, la location è un noto locale di Tuoro sul Trasimeno, in provincia di Perugia. Per Majuri esperienza come vocalist e con alcune band, prima di questo lancio

 

I’m not a blonde- Too old

Una delle proposte più internazionali del nostro panorama indipendente, I’m Not A Blonde (But I’d Love To Be Blondie) sono Chiara “Oakland” Castello e Camilla Matley. Autrici e polistrumentiste, fortemente influenzate dalle sonorità anni 80. Too old, che stanno presentando con una serie di concerti in Germania e Austria,  è un ottimo manifesto della loro produzione, elettronica e molto europea. Diverse loro cose stanno girando anche all’estero.

 

Pinguini tattici nucleari – Verdura

Non sono esattamente degli esordienti, visto che sono attivi dal 2012, ma sono usciti prepotentemente allo scoperto negli ultimi due anni, con delle produzioni inedite pop con testi ironici e anticonformisti e melodie orecchiabilissimi. Dalle cover dei canti di chiesa e ai brani sui cartoni animati, al palco del Concertone di Roma ad un tour che li sta portando in giro per l’Italia. Gioventù brucata è l’album appena uscito, che comprende questa bellissima Verdura e altre tracce interessanti, per esempio Tetris. 

I Giocattoli- Sulla neve

Progetto nuovissimo che mette insieme alcuni giovani musicisti della scena palermitana. Elettronica, freschezza e un immediato successo di visualizzazioni su youtube anche grazie ad un video realizzato da un videomaker piuttosto conosciuto nella scena indie. In breve è arrivato anche l’album di debutto ““Machepretendi”, prodotto da Enrico Roberto de Lo Stato Sociale. Suggerisco l’ascolto anche di Non è Caracas, ft Cimini. Interessantissimi

Giorgio Poi – Vinavil

I più attenti lo avranno visto in queste ultime settimane insieme a Luca Carboni, sui palcoscenici nazionali nel singolo Prima di partire, ma il novarese Giorgio Poi, 33 anni, ha già una discreta esperienza sia come componente di band, sia come solista. Vinavil, che accompagna l’album Stella, è veramente un manifesto del sound indie, però il testo ed il video – ispirato al programma Art Attack- sono molto interessanti, come molte sue cose. Consiglio l’ascolto di La musica italiana, scritta con Calcutta, dedicata ad una ragazza emigrata negli Usa, nella quale fra l’altro i due si autocitano… Notevole il verso: “La musica italiana non è più musica alla moda, i dischi li hai rubati a tuo zio del Minnesota”

Emanuele Lombardini

Giornalista, ternano, cattolico, cittadino d'Europa, sinceramente Liberaldemocratico. Già speaker radiofonico. Ha scritto e scrive di cronaca, sport, religione e sociale per giornali nazionali e locali per vivere; scrive di musica su siti e blog per sopravvivere.

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