X Factor 13, bootcamp: ecco chi passa agli home visit per Gruppi ed Under donne

X Factor 13, puntata numero uno dei bootcamp, la celebre sfida delle cinque sedie che conduce agli Home Visit. Tocca questa settimana ad Over e Gruppi.

GRUPPI  (coach: Samuel Umberto Romano)

OPHELYA (No roots di Alice Merton): Erano piaciute sull’inedito, bene anche su questa cover anche se la sensazione è che possono fare e cantare di meglio. Si siedono, poi si alzeranno

KYBER (As you are di Daughtry): Non mi hanno particolarmente entusiasmato. Con parecchi distinguo, Samuel li fa sedere.

METRIAKSAK (inedito Metti che domani): ne viene proposto soltanto un assaggio, quindi non posso giudicare. Vengono mandati a casa.

MONKEY TEMPURA (Take me to the church di Hozier): Questo brano comincia ad essere un po’. troppo inflazionato nei talent. Bene, non benissimo. Si siedono, poi si alzeranno.

AMBO I LATI (Get lucky dei Daft Punk): Non puoi portare un brano EDM in chiave acustica, perchè non funziona, se non lo destrutturi. E non è questo il caso, il brano non si presta nemmeno. A casa.

K- MONO (Wicked game di Chris Isaak): I più convincenti e netti della sera fra i gruppi. Bella energia, bell’arrangiamento, la cantante vocalmente perfetta. Samuel le fa cantare un verso in italiano, lei sceglie ‘Mi sono innamorato di te’ di Luigi Tenco. Si siedono.

TNL (brano inedito): Non mi convincono. Nemmeno Samuel e neppure Sfera. Fuori.

KEEMOSABE (My number dei Foals): Bella energia sul palco, sono convincenti in quello che cantano, l’arena applaude. Si siedono sulla quinta  e ultima sedia, poi si alzeranno, fra i fischi del pubblico per la loro esclusione che francamente sorprende anche me.

ACCASACCIO (Le vent nous portera dei Noir Désir): Bella destrutturazione in chiave folk di una hit complessa. Molto forti, fanno un genere che può funzionare tantissimo. Incredibilmente Samuel li boccia, il pubblico fischia e applaude la band.

LA SIERRA (New rules di Dua Lipa): Rielaborazione in chiave EDM e con testo in italiano. Interessantissimi, anche se non originali. Si siedono al posto delle Ophelya.

BOODA (River di Bishop Briggs): Si scatena tutta l’arena ed onestamente sono molto convincenti. Bel  groove. Interessanti. Prendono il posto dei Monkey Tempura.

SEAWARDS (Blue light di Georgia Smith): Musicista cambiato in corsa. Lei sempre molto brava. Diversi dagli altri, ma anche qui chissà come saranno con un arrangiamento pieno. Entrano al posto dei Keemosabe.

Ammessi agli home visit: Booda, La Sierra, K-Mono, Seawards, Kyber.

DONNE 16-24 anni (coach: Sfera Ebbasta)

CLAUDIA CICCATERI (Nessun dolore di Lucio Battisti): Non mi piace il suo modo di cantare, troppo urlato, la voce deborda sulla musica. A tratti incerta. Si siede, poi lo switch la fa alzare.

MARTINA  MAGGI (Baby can I hold you di Tracy Chapman): Solo tifo per la mia conterranea, nessun giudizio. Sfera la fa sedere, poi si alza. Peccato.

SARA DELIJAH (NMRPM di Gazzelle): Scelta coraggiosissima per un talent, a me personalmente la sua prova non ha entusiasmato, forse anche per il brano scelto. Si siede, poi deve alzarsi. Fischi del pubblico.

ARIANNA DEL GIACCIO (Irene dei Pinguini Tattici Nucleari): Devo dire che quanto a coraggio nelle scelte queste ragazze sono davvero da applausi. Continuo a pensare però che voce e chitarra non sia il modo migliore per affrontare queste prove. Sfera la fa sedere, poi si alza.

MARIA STIJA DE LAS CUEVAS (Morena Mia di Miguel Bosè): Come sopra. A parità di dubbi, ho apprezzato maggiormente. Va a casa. Direi meritatamente, sono d’accordo con Sfera, era meglio qualcosa di più contemporaneo.

SEA (inedito in lingua araba): Qui è oggettivamente questioni di gusti. Per me è no. E pure per il suo giudice.

ECLISSE (Il cielo nella stanza di Salmo): Not my cup of tea, il genere. Lei non va particolarmente bene, va a casa.

SISSI (Love on the brain di Rihanna): Molto brava, non sbaglia nulla. Voce molto tradizionale, si presterà- spero di no, visto il giudice- a pezzi dall’ampiezza vocale. Però merita di entrare. Ed entra.

LAVINIA DI BENEDETTO (L’isola che non c’è di Edoardo Bennato): Acerbissima vocalmente, ma ha 16 anni. Manca totalmente di tecnica ma ripeto, c’è tempo. Per il talent però no, sarebbe troppo indietro rispetto agli altri. Non entra.

MARIA D’AMICO (Eye in the sky degli Alan Parsons Project): Il brano non è di Noa, come lei dice, ma degli Alan Parsons Project, Noa ne ha fatta una cover. Versione molto intima. Troppo, per i miei gusti. Prende il posto di Claudia Ciccateri, ma poi si alza a sua volta.

DOLL KILL (XNX di Sfera Ebbasta): Riscrive il testo del suo giudice. Che apprezza e la fa sedere al posto di Sara Delijah, ma alla fine deve cedere a sua volta il posto a Giordana Petralia.

MATILDE ARDEMAGNI: Sono d’accordo con Sfera Ebbasta. Le manca personalità. Lei contesta e anche il pubblico.

MARIAM ROUASS (Uno squillo di Capo Plaza): Bella voce, bella grinta. Credibile, soprattutto, cosa non facile quando si canta un pezzo rap di altri.  Va al posto di Martina Maggi. Sic.

BEATRICE GILIBERTI (inedito): Resto su quanto detto sopra per le prove voce e chitarra, ma qui c’è un pezzo molto forte, che compensa. Molto brava. Entra al posto di Arianna Del Giaccio.

KIMONO (La leva calcistica del 68 di Francesco De Gregori): Con tanto di maglia numero 10 addosso. Per adesso è la fantasista di questo gruppo. La migliore della serata, per distacco. Gli lascia il posto Maria D’Amico

GIORDANA PETRALIA (Strange world di Kè’): L’arpista siciliana va meglio rispetto alla volta scorsa, meno vocalizzi. Continua ad affascinarmi per lo strumento che suona, meno per il canto, strilla ancora. Rispetto per aver scelto di portare un mitico pezzo degli anni 90. Ma insomma. Entra.

Ammessi agli home visit: Maryam, Beatrice Giliberti, Kimono, Sissi, Giordana Petralia

Emanuele Lombardini

Giornalista, ternano, cattolico, cittadino d'Europa, sinceramente Liberaldemocratico. Già speaker radiofonico. Ha scritto e scrive di cronaca, sport, religione e sociale per giornali nazionali e locali per vivere; scrive di musica su siti e blog per sopravvivere.

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