“Husavik”, “Double trouble” e la common song con le eurostars: le poche cose belle del brutto film Netflix sull’Eurovision

E’ uscito da qualche giorno “Eurovision Song Contest: la storia dei Fire Saga“, il film parodia dell’Eurovision con Will Ferrell e Rachel Mc Adams. Lo trovate su Netflix ma sappiate che rischiate di rimanere molto delusi. Non che da una parodia ci si aspettasse chissà cosa. Il fatto è che il film è brutto: eccesso di caricatura american ‘style’, dileggio della manifestazione – che del resto il regista del film David Dockin ha detto essere già di per sè una parodia e quindi non si partiva certo da buoni presupposti – ed alcuni espedienti narrativi imbarazzanti.

Dovrebbe far ridere: si ride poco o niente, se non in alcuni passaggi e ci sono dentro tutti i peggiori stereotipi negativi sulla manifestazione. Così che qualcuno che voglia avvicinarsi al concorso vedendo il film, se ne farà una idea pessima. Tutto questo tralasciando alcune incongruenze rispetto alla rassegna vera e la scelta di Ferrell di puntare sul racconto della selezione islandese, vinta  (si fa per dire…) dall’improbabile duo Fire Saga, nel quale il Paese ne esce malissimo.

E dire che il cast è  di prim’ordine (oltre ai due protagonisti, c’è gente come Demi Lovato, Dan Stevens e Pierce Brosnan, non proprio gli ultimi insomma). Tutto da buttare? Quasi. Si salva la colonna sonora del film, disponibile su Amazon, che comprende canzoni che realmente potrebbero ben figurare nella rassegna e che sono scritte da gente che sa come si scrive un pezzo per l’Eurovision.  Su tutte, una.

Husavik

Dal nome della città islandese dalla quale i Fire Saga provengono, è cantata – come tutte quelle che vedono in video Rachel Mc Adams – da Molly Sanden, popolare cantante svedese, più volte al Melodifestivalen, che  viene accreditata in tutto il film come My Marianne, dal suo completo Molly My Marianne Sanden. La canzone sta già scalando le classifiche di iTunes

 

Double Trouble

E’la canzone che i Fire Saga presentano alle selezioni e che poi rappresenterà l’Islanda. Anche qui, le sonorità sono quelle tipiche di un pezzo svedese, che all’interno della manifestazione avrebbe senz’altro ben figurato. La cantano Molly Sanden e Will Ferrell. I due cantano anche “Volcano man”, un altro brano che vorrebbero portare alle selezioni.

 

Song – along con le eurostars

Nel film partecipano con un cameo diverse eurostars. A parte Salvador Sobral, che appare nella parte di un busker e canta la sua ‘Amar pelos dois’, con cui ha vinto nel 2017 e che è inclusa nella compilation, gli altri figurano come ospiti del party eurovisivo indetto dalla delegazione russa e si esibiscono su un medley che vede alcune canzoni eurovisive (“Waterloo” e “Ne partez pas sans moi”) e diverse altre hit internazionali. A cantare sono Bilal Hassani, Anna Odobescu, Netta, Jamala, Loreen, Alexander Rybak, Conchita Wurst, John Lundivik e Jessy Matador.

 

Emanuele Lombardini

Giornalista, ternano, cattolico, cittadino d'Europa, sinceramente Liberaldemocratico. Già speaker radiofonico. Ha scritto e scrive di cronaca, sport, religione e sociale per giornali nazionali e locali per vivere; scrive di musica su siti e blog per sopravvivere.

One thought on ““Husavik”, “Double trouble” e la common song con le eurostars: le poche cose belle del brutto film Netflix sull’Eurovision”

  1. Ma per carità…se qualcuno, almeno in Italia, si avvicinerà a questa manifestazione sarà proprio merito di questo bel filmetto; leggero, simpatico al limite del comico e con delle sonorità e recitazione di tutto rispetto! Sempre contestualizzando quello che si voleva realizzare con tale prodotto cinematografico.
    Essere “critici” di professione non significa essere forzatamente distruttori del lavoro altrui, anche se forse è questo che viene richiesto dagli editori

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