Il tempo in cui l’Albania ed il Kosovo vanno alla conquista del pop (e non solo) internazionale

Strano destino quello di Albania e Kosovo: due paesi di grande spessore a livello di musica pop che però per un motivo o per l’altro sono costretti a vivere di luce riflessa. Se è vero infatti che sono pochissimi, quasi nessuno diremmo, gli artisti che arrivano al grande pubblico direttamente dalle due realtà, è altrettanto vero che oggi moltissimi artisti pop di successo hanno sangue albanese o kosovaro. Quasi tutte donne, fra l’altro.

 Per esempio Dua Lipa. Britannica a tutti gli effetti è nata a Londra da genitori kosovari, fuggiti nel pieno della guerra del Golfo. “Physical“, l’ultimo singolo,dai beat fortemente anni 80, comanda da tempo le charts. Ma è in classifica con altri due brani, sempre ai vertici: “Don’t start now” e “Break my heart”. Ed è proprio di qualche settimana fa l’uscita nel nuovo singolo estratto da ‘Future nostalgia” (già un disco di platino e tre d’oro) vale a dire “Hallucinate“, con chiari rimandi anni 90 anche nel video che ricorda le mitiche Onyx.

Oppure per esempio, Ava Max, al secolo Amanda Koci, che dopo l’incredibile hit d’esordio Sweet but psycho sta continuando a sfornare successi ed ha tutte le carte in regola per diventare la nuova Lady Gaga. Nata a Milwaukee da genitori albanesi emigrati in Virginia. Si dice fiera delle sue origini albanesi. L’inno femminista “Kings + Queens” che canta di re, regine e un certo tipo di spade è il banger dell’estate e no, non si schioderà facilmente dalle vostre orecchie. Ma pure “Salt” non scherza mica, quanto all’essere banger.

Sangue albanese anche per Bleta “Bebe” Rexha, nata a Brooklyn da genitori della minoranza albanese in Nord Macedonia. Meno popolare in Italia, ha però già una lunga serie di successi e collaborazioni importanti: un album, due  EP, una ventina di singoli e una carriera lanciatissima. Di recente è uscito “Harder“, in collaborazione col rapper inglese Jax Jones. Nel mezzo c’è Rita Ora, pure lei inglese, nata a Pristina, in Kosovo, da famiglia albanese fuggita anch’essa durante la guerra del Golfo: altra macchina da hit, è bastato un solo album per proiettarla nell’olimpo delle regine pop. “Let you love me” è l’ultimo successo, ma l’Europa l’ha conosciuta con “I will never let you down” del 2014. Bebe Rexha sui social ha lanciato l’idea di una collaborazione fra le quattro regine albanesi. Potrebbe davvero essere uno dei più grossi colpi musicali.

Su questo blog poi abbiamo parlato di altri due fenomeni, più ristretti al Mitteleuropa, ma con potenzialità di sviluppo altrettanto forti, vale a dire le svizzero-kosovare  Ilira Gaxhi, lanciata da “Fading“, dove canta sui beat del dj tedesco Alle Farben e poui uscita con due hit da solista altrettanto forti, e Loredana Zefi, che col compagno e connazionale Mozzik aveva spopolato in Germania prima di essere entrambi coinvolti in una vicenda giudiziaria. Non più di un anno fa era arrivata nelle charts europee anche Dhurata Dora, nata e cresciuta in Germania da famiglia kosovara: “Zemer“, cantata insieme col tunisino Sooliking è stata una discreta hit.

Dal paese d’origine, con furore

C’è anche chi è riuscito o sta riuscendo a farsi strada partendo dal paese natale. Di Era Istrefi, kosovara, e della sua ‘Bon Bon‘, avevamo già parlato: pur se in dialetto ghego, il singolo le ha spianato la strada al successo internazionale e più di recente è uscito “Prisoner“, in inglese. Poi c’è Arilena Ara, lanciata da “Nentori“, uscita in due versioni – albanese ed inglese – alla quale la pandemia ha tolto il biglietto per l’Eurovision (che non le sarà restituito nel 2021 a meno di una nuova partecipazione vincente al Festivali I Kenges): “Fall from the sky” aveva ottime potenzialità.

E merita una citazione anche Elvana Gjata, nome consolidatissimo in Albania ma non ancora popolare a livello continentale: scrivemmo qui della sua collaborazione nientemeno che con David Guetta, il quale  ha scritto e prodotto “Forever is over”. Grande rivale di Arilena Ara allo scorso Festivali I Kenges, l’Eurovision potrebbe essere la consacrazione che le manca.

Eleni The Queen

Ultima, ma non certo per importanza, non potevamo chiudere l’excursus con l’albanese più internazionale di tutti, anche se oggi è naturalizzata greca: Entela Foureraj, al secolo Eleni Foureira. Arrivata in Grecia da bambina per sfuggire alla guerra civile in atto nel suo paese, ha dovuto però inzialmente nascondere le sue origini, visto il periodo di forte tensioni fra greci e albanesi, facendosi passare per brasiliana. La “Cheryl Cole di Grecia’, carriera sempre in crescendo, è diventata un fenomeno internazionale dopo aver sfiorato la vittoria all’Eurovision 2018 in rappresentanza di Cipro: “Fuego” è stata la hit più venduta insieme alla vincitrice “Toy” ed oggi è una ambasciatrice dell’Albania (ma anche di Cipro…) nel Mondo.

E gli uomini? C’è Regard

Pochi gli uomini sulla cresta dell’onda. Anzi, uno solo. Si chiama Dardan Aliu, in arte Regard e ne avevamo parlato in questo post.  Il dj e producer kosovaro è passato da TikTok alla vetta delle charts in pochissimo tempo e la sua ‘Ride it” è già un must nelle dancefloor europee. In questi giorni è uscito con “Secret“, che vede in voce la cantante britannica RAYE. Altro pezzo molto forte per l’estate.

Emanuele Lombardini

Giornalista, ternano, cattolico, cittadino d'Europa, sinceramente Liberaldemocratico. Già speaker radiofonico. Ha scritto e scrive di cronaca, sport, religione e sociale per giornali nazionali e locali per vivere; scrive di musica su siti e blog per sopravvivere.

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