“Jerusalema” e “Alane” spopolano in Europa: altre canzoni in lingue dell’Africa da (ri)scoprire

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  • 6 Agosto 2020
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L’Africa è tornata all’improvviso nelle nostre radio. Partita da TikTok sta spopolando ‘Jerusalema‘, la hit di Master KG, dj e producer sudafricano che è un vero e proprio inno alla città di Gerusalemme, città della pace per eccellenza e sacra a tre religioni diverse. Una canzone che al di là della challenge che sta conquistando la rete e che accompagna questa preghiera universale, sta facendo conoscere Kgaogelo Moagi  e la linga Venda in tutto il mondo. La fusione fra i suoni africani e l’electro house funziona ed il remix che ne ha fattoil nigeriano Burna Boy ha contribuito a farla conoscere ancora.

Ma “Jerusalema” è solo l’ultima di una serie di canzoni in lingue africane o parlate in Africa che hanno conquistato le classifiche europee. Curiosamente ce n’è una seconda che sta girando contemporaneamente in queste settimane e la vediamo qui sotto, in apertura di questo viaggio all’interno della musica spesso a sfondo sociale ed impegnato del continente nero che si è fatta largo in Eropa.

ALANE- Wes (Camerun 1997, remix 2020)

Wes Madiko, cantautore del Camerun,  è diventato improvvisamente famoso, ventitre anni fa, quando aveva già 33 anni, con questa hit che ebbe un enorme successo in tutto il Nord Europa ed in Francia (disco di diamante in quest’ultimo paese). Vendette oltre 1,8 milioni di copie conquistando diversi piazzamenti al primo o secondo posto, ma è rimasta di fatto l’unico vero successo di questo artista. Il brano è stato ripescato da un remix a cura del dj tedesco Robin Schulz che sta scalando le classifiche dell’airplay e non solo. La lingua è il dialetto Duala, parlato nella capitale dello stato africano

RAMAYA – Afric Simone (Mozambico, 1975)

“Ramaya” è forse la hit africana più famosa al mondo e Afric Simone, padre brasiliano e mamma del Mozambico, la porta in giro ancora ripetendo a 45 anni di distanza il numero della sedia sollevata con i denti. Il ‘nonno di tutti i tormentoni è in lingua swahili, uno degli idiomi parlati in quella zona. Primo posto da noi, enorme successo in tutto il resto del continente.

BITAQAT HOB – Samira (Ben)Said (1980)

Il nome di Samira Bensaid dice poco all’Europa, eppure trattasi forse della più famosa interprete marocchina e maghrebina donna degli ultimi 50 anni. Una luminosa carriera, costellata di riconoscimenti internazionali (anche un World Music Awards), che ne hanno fatto anche un simbolo della multiculturalità visto che possiede anche la cittadinanza egiziana e che nella variante egiziana dell’arabo è solita cantare. Lo fece anche nell’unica partecipazione del Marocco all’Eurovision, nel 1980, quando lei aveva 22 anni e già un album alle spalle. Per dare una idea, dal 1975 ad oggi ha inciso qualcosa come 40 album.

YEKE YEKE – Mory Kante (Guinea, 1987)

Mory Kante è scomparso lo scorso 22 maggio, a 70 anni. Simbolo musicale della Guinea, nel 1987 connquistò le classifiche di mezza Europa con questa hit eseguita in lingua Dogon, ancora oggi ricordata come uno dei pezzi più iconici degli anni 80. Secondo in Germania, quinto da noi, primo in 7 paesi europei, quinto singolo più venduto in Europa nel 1987, fu anche eseguito sul palco del Festivalbar. La sua storia di ex immigrato clandestino (in Francia) che ha saputo diventare portavoce musicale dell’Africa nel mondo gli è valso anche il titolo di ambasciatore della Fao nel mondo. L’album che conteneva questo pezzo, Akwaba Beach è tuttora l’album africano più venduto al mondo

7 SECONDS – Youssou N’Dour ft Neneh Cherry (1994)

Straordinario duetto fra il più grande artista della storia del Senegal e la grande interprete svedese di radici sierraleonesi, questa hit trilingue (oltre allo wolof, inglese e francese), è stata una delle canzoni più suonate dalle radio europee nel 1994. Oltre 1 milione di copie vendute nel mondo, fu prima anche da noi e ha conquistato la top 3 in 16 paesi, oltre a 6 dischi d’oro e ad un rispettabilissimo ingresso nella top 100 di Billboard, poco comune per un brano africano (benchè produzione svedese).

AICHA – Khaled (Algeria, 1996)

Scritto e prodotto dal grande Jean Jacques Goldman, ‘Aicha’ è forse l’unico vero successo internazionale del cantautore algerino Khaled, che ha comunque una vasta e solida carriera in Francia e nel mondo francofono, oltrechè in Africa. L’arabo si mescola al francese in questo brano che racconta la voglia di ribellioone alla condizione di sottomissione femminile nei paesi arabi anche in amore. Disco di diamante in Francia (750.000 copie), ottimo successo in giro per l’Europa, da noi è stata più una hit radiofonica, ma popolarissima.

 

ADOUMA – Angelique Kidjo (Benin, 1997)

“Africa premier’s diva’. Con questa definizione il Time presenta Angelique Kidjo, oggi 60 anni, originaria del Benin, indiscutibilmente uno dei nomi maggiori della world music africana degli ultimi 30 anni. Vincitrice di un Grammy Award  nel 2008 con un album di duetti, l’Europa l’ha conosciuta con questo pezzo in lingua Fon.

HABA HABA – Stella Mwangi (Norvegia/Kenya, 2011)

Prima artista di sangue keniota in gara all’Eurovision Song Contest, Stella Mwangi è cresciuta in Norvegia, dove poi si è stabilita. Nel 2011 portò in concorso all’Eurovision Song Contest questo brano con alcuni inserti in swahili. Suo unico vero successo, fu triplo disco di platino in patria, ma non superò le semifinali.

ZARRAF – Saba Anglana (Italia/Etiopia, 2015)

Di lei avevamo parlato qui. Attrice e cantante, nata a Mogadiscio da una famiglia etiope scappata dall’Ogaden Etiope (a maggioranza somala), è stata costretta ad emigrare con la famiglia in Italia  nel 1975 perchè l’allora dittatore somalo Siad Barre accusava la sua famiglia di essere spie degli etiopi. Da tempo si dedica alla diffusione della lingua somala nella musica ed ha inciso diverse produzioni note nel circuito della world music.

 

NTERINI – Fatoumata Diawara (Mali, 2018)

La nuova voce dell’Africa vive fra Como, Parigi e Bamako. Di recente ospite anche a Propaganda Live, Fatoumata Diawara è forse il nome migliore che la musica africana produce. Canta principalmente in lingua bambara, nei suoi pezzi c’è dentro tutta la difficoltà della condizione femminile nella sua terra ed in generale in Africa. Mescola con sapienza le sonorità africane al pop internazionale. Nominata al Grammy 2019 per il miglior album di World Music per “Fenfo”, da cui abbiamo estratto  ‘Nterini’ e per il miglior album dance per la sua collaborazione con Disclosure.

 

SHEKERE – Yemi Alade (Nigeria) ft Angelique Kidjo (2020)

Vincitrice di un talent show in Africa nel 2009,  a livello internazionale si è fatta conoscere  con  “Johnny” una hit del 2014 cantata per metà in inglese e per metà in Yoruba, oggi la nigeriana  Yemi Alade è una regina della world music. In questo duetto con Angelique Kidjo c’è tutta la forza della sua musica. Due volte vincitrice degli MTV Africa Awards, è popolarissima anche in Francia.

 

FEKER LIBI – Eden Alene (Israele/Etiopia, 2020)

Da ultimo, non potevamo non citare la canzone con cui Eden Alene, nata e cresciuta a Gerusalemme da una famiglia etiope che ha effettuato la Aaliyah verso la terra d’Israele e che è forse il simbolo migliore dell’integrazione e del multiculturalismo. Da Jerusalema a Gerusalemme, con questo brano in inglese, amarico, arabo ed ebraico, che avrebbe dovuto rappresentare Israele all’Eurovision 2020 cancellato dalla pandemia.

 

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