Battiti Live 2020: il racconto della quinta ed ultima serata

Ultima puntata di questa edizione versione Covid di Battiti Live 2020, registrato un mese fa al Castello Aragonese di Otranto. Al timone della manifestazione organizzata da Radio Norba il direttore Alan Palmieri con una Elisabetta Gregoraci da urlo. Domani su Italia Uno andrà in replica la quarta serata, mentre questa andrà in onda lunedì prossimo.

Baby K in grandissimo spolvero: top attilatissimo, trasparente e glitterato in tono con i leggins. Si comincia con “Non mi basta più” e a a seguire “Da zero a cento”. Purtroppo il playback in questa edizione impera. A seguire Irama con la hit “Mediterranea” e “Bella e rovinata”. Nessuna delle due è entusiasmante, soprattutto la seconda. Alan Palmieri ci ricorda che è uscita la compilation che rende ufficialmente Battiti Live il nuovo Festivalbar. Irama – che nel montaggio esegue ‘Bella e rovinata’ dopo circa 10 minuti dalla fine della prima, fra spot e video musicali, chiude cantando “Nera“.

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“La Isla” di Elettra Lamborghini e Giusy Ferreri: non è l’autotune, è proprio che cantano pure loro in playback. Meglio, in questo caso, visto che il pezzo firmato Takagi e Ketra è bello ma loro due non è che brillino solitamente per intonazione. Giusy Ferreri invece vince nettamente a livello di sensualità sulla sua collega bolognese. Domande e risposte per il duo da Porto Cesareo (Lecce) dove si trova Maria Sole Pollio.

Elodie è bellissima, ma ‘Guaranà” non è del tutto all’altezza delle sue ultime produzioni, sebbene si faccia ascoltare.  Collegamento con la piazza di Lecce dove c’è Fedez che esegue la sua versione di “Children” di Robert Miles. Un grosso punto interrogativo. Ma grosso grosso. C’è uno strano intervallo con circa 10 minuti di nulla. Poi torna Elodie, col brano di Sanremo “Andromeda“. Molto meglio.

Segue Francesco Gabbani con “Il sudore ci appiccica“. Assolutamente mai banale, va detto, il cantante carrarese. A seguire il bellissimo pezzo sanremese ‘Viceversa‘, una delle cose migliori della rassegna, sicuramente. Poi “Tra le granite e le granate”, molto estiva.  Alberto Urso con un braccio rotto, canta un inascoltabile remix di “Quando quando quando” di Tony Renis in un mashup con “Mambo n.5” di Lou Bega (già cover di suo) e la partecipazione di J Ax su disco.  Ho finito aggettivi che non offendano.

A dare ristoro alle orecchie ci pensano Le Vibrazioni in collegamento da Taranto con la mitica “Vieni da me“. Dopo la pausa, Gabry Ponte col suo dj set che fa ballare anche i muri. Fra i pezzi si riconoscono “Karaoke” di Boomdabash e Alessandra Amoroso e il campionamento di “Blue” del rapper Shiva che diventa “Autoblu”. Poi torna Elettra Lamborghini con “Musica e il resto scompare” e “Fanfare”.

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Rileggi il racconto della quarta serata 

Poi collegamento con Nek che da Brindisi esegue voce e chitarra “Perdonare“. Torna  Giusy Ferreri con un medley che comprende “L’amore mi perseguita”, “Momenti perfetti” e il suo brano d’esordio, ormai ultradecennale “Non ti scordar mai di me”. Bello ascoltare ogni tanto qualche brano meno mainstream o risentire vecchi successi. Cambio d’abito per Elisabetta Gregoraci che introduce Fabrizio Moro che esegue finalmente dal vivo (voce e piano) il nuovo singolo “Il senso di ogni cosa” e poi “L’eternità“. Come è noto, non sono un suo fan, ma va detto che tiene il palco benissimo e che soprattutto il primo pezzo è molto bello.

La nuova Anna Tatangelo è bionda e purtroppo si è convertita alla musica latina che non le si addice: “Guapo” la vede duettare con il nuovo fenomeno del rap, il napoletano Geolier, che almeno – va detto – è con lei sul palco in una esibizione dal vivo.

 

Ultimo blocco aperto da Shade con un medley che comprende “Autostop“, “La hit dell’estate” e “Bene ma non benissimo”. Segue il nuovo nome del rap italiano (ne avevamo parlato qui), vale a dire Random, col tormentone “Sono un bravo ragazzo un po’ fuori di testa“. Tocca poi a Chadia Rodriguez e Federica Carta. “Bella così” ha un messaggio importante, ma é un pezzo brutto.

E mi dispiace, perchè cantano live, come dopo fa da sola la stessa carta col singolo “Bullshit“. Non so per quale motivo esatto, ma per Federica Carta ho un debole. Il pezzo non funziona però. Peccato. Finale a tutta EDM con Gabry Ponte.

Emanuele Lombardini

Giornalista, ternano, cattolico, cittadino d'Europa, sinceramente Liberaldemocratico. Già speaker radiofonico. Ha scritto e scrive di cronaca, sport, religione e sociale per giornali nazionali e locali per vivere; scrive di musica su siti e blog per sopravvivere.

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