Musicultura 2020, la prima serata: in finale Miele, Blindur, Fabio Curto e I Miei Migliori Complimenti

  • Beppe Dammacco
  • 29 Agosto 2020
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LIVE DALL’ARENA SFERISTERIO

La prima serata di Musicultura 2020, il festival musicale della canzone popolare e d’autore che si svolge annualmente all’Arena Sferisterio di Macerata, si apre con il ricordo di Piero Cesanelli, direttore artistico morto lo scorso anno. In sottofondo “La valigia dell’attore”, sigla di questa edizione cantata da Francesco De Gregori.

Enrico Ruggeri, conduttore di questa edizione del concorso, apre la serata con “Caffè corretto“, brano scritto proprio da Cesanelli. Ancora omaggio a Piero Cesanelli, con un elogio all’arena Sferisterio, e omaggio a Sergio Endrigo sempre a cura di Enrico Ruggeri, sulle note di “Io che amo solo te”. Applausi da tutto il teatro.

Recap di alcuni artisti usciti da Musicultura, collegamento con il palco di Rai Radio 1, e primo concorrente: I miei migliori complimenti con “Inter-Cagliari”. Curioso il batterista con la maglietta del Brescia. Questo ragazzo spiega come fa la musica sul MacBook Pro e del fatto che “Inter-Cagliari” nasca da una citazione di Aldo, Giovanni e Giacomo, nello specifico dal film “Tre uomini e una gamba”.

Il secondo finalista a esibirsi è Fabio Curto con “Domenica”. L’artista prima di cantare si esibisce in un breve monologo su quanto sia bello ricominciare a suonare qui a Macerata. Qualche applauso dalla platea durante l’esibizione, esplosione della platea invece al termine. Enrico Ruggeri ricorda la vittoria di Curto a The Voice nel 2015

Terza artista a esibirsi è HER con “Il mondo non cambia mai”. Abbiamo avuto modo di scambiare due chiacchiere con lei durante il lockdown. Anche HER si concede a un breve monologo introduttivo con la frase “Io con quelli come me, tu con quelli come te”, che apre il ritornello del brano. Presentazione della band, e poi dialogo con un racconto degli esordi. e della lunga carriera della violinista pugliese trapiantata a Roma.

Quarta artista (che chiude il primo blocco di esibizioni): Hanami con “Contro volontà”. Anche lei presenta la band. Donatella Fiore in arte Hanami, napoletana, è conciata da giapponese perché ama la cultura e in particolare ama il contemplare i fiori di Sakura (ciliegio), tradizione chiamata per l’appunto Hanami

Pausa dalla gara, è il momento di Tosca, accompagnata al clarinetto da Gabriele Mirabassi con la canzone “Giuramento“, e poi applausi per Piero Cantarelli, autore di “Ho amato tutto”, anche stasera al pianoforte. È proprio il singolo sanremese il secondo brano eseguito da Tosca. Lungo applauso per la straordinaria artista, che scherza con Ruggeri dicendo che aspetta una sua canzone da 24 anni. La palla passa di nuovo a Radio 1.

Riparte la gara. Senna, band di Ostia con “Italifornia” sono i quinti artisti a esibirsi. La prima band della serata invita il pubblico a battere le mani a tempo. I loro brani sono registrati in analogico, su nastro a otto piste.

Sesta finalista: La Zero con “Mea Culpa”. Un breve monologo precede la canzone. La cantautrice, partecipante a Sanremo Giovani nel 2018, entra vestita di nero con un velo a coprirle il volto, poi toglie il velo nero e mostra il suo corpo. Anche con La Zero avevamo parlato tempo fa, dopo la sua apparizione a Sanremo Giovani.

Settima finalista: Miele con “Il senso di colpa”. Enrico Ruggeri ricorda il suo Sanremo 2016. Ottavo e ultimo finalista: Blindur con “Invisibile agli occhi”. L’artista, non vedente canta un titolo che inevitabilmente a riflettere. Solita chiacchierata con Enrico Ruggeri, che questa volta raggiunge lui l’artista e approfitta per far raccontare a Blindur l’esperienza nelle carceri, in cui ha cantato davanti ai detenuti.

Un breve recap degli 8 finalisti dà inizio alla fase di voto.  Dopo alcuni minuti torna sul palco Enrico Ruggeri che presenta il premio AFI (Associazione Fonografici Italiani), assegnato a Blindur.

Sale sul palco Massimo Ranieri, secondo ospite di giornata, che si esibisce nei brani “Mia ragione” e “Pigliate ‘na pastiglia” con un cappello alla Michael Jackson (omaggio a Renato Carosone), per poi annunciare il suo programma televisivo in onda prossimamente su Rai 3.

Secondo premio della serata: il premio per il miglior testo decretato dagli studenti dell’Università di Macerata e Camerino, assegnato a Miele.

Terzo premio: il premio Nuovo Imaie assegnato da John Vignola, con un totale di 15mila€ da investire in un tour, a I miei migliori complimenti (inevitabile qualche battuta sul nome). Terzo ospite di serata Antonio Rezza, con uno strano progetto musicale che aveva presentato in anteprima poche ore prima nella Gran Sala Cesanelli.

Quarto e ultimo ospite lo straordinario Salvador Sobral, vincitore dell’Eurovision Song Contest nel 2017, (nel pomeriggio è stato ospite della Controra al cortile del Comune) che ancora prima di iniziare saluta tutto il pubblico con un buonasera e poi ci delizia con un brano del suo ultimo album, per poi sedersi al piano. “Faccio una canzone per voi, se non vi piace non importa”. E via con Amar Pelos Dois, in un mashup con “L’anno che verrà” di Lucio Dalla.

Torna sul palco John Vignola che presenta la Controra, evento collaterale in cui artisti e pubblico si incontrano, per poi lasciare spazio agli ultimi ospiti: i Bandakadabra. Breve sketch del timpanista, e poi via con un medley molto ironico sulle note di “Come prima più di prima”, “Only you”, “Lontano lontano”, “Il mio mondo” e “Riderà”.

I vincitori tornano sul palco, è il momento di annunciare i quattro finalisti che prenderanno parte alla finale di domani. quattro finalisti sono, in ordine casuale: Miele, Blindur, I miei migliori complimenti, Fabio Curto. La serata finisce proprio com’era iniziata: con “La valigia dell’attore” in sottofondo.

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