X Factor 14, ecco le categorie ed i primi bootcamp: eliminata Cécile (ex Sanremo Giovani)

Prima puntata di bootcamp con la  Five  chairs Challenge ad X Factor 14. Assegnazione delle categorie per i quattro giudici: per Emma (annunciati su una maglietta con un testo degli Oasis indossata da Alessandro Cattelan) gli Uomini Under 24; per Mika i gruppi (annunciati con un cartello), per Hell Raton le donne Under 24 (su un demo con la voce di Cattelan) mentre per Agnelli i Gruppi, scritto col fuoco.

DONNE 16-24 ANNI (coach: Hell Raton)

  • Entrano: Casadilego, Ale, CMQMartina, Mydrama, Daria Huber

Casadilego (Fragile di Sting): Brava, ma non particolarmente incisiva, niente di nuovo rispetto alla prima esibizione.
Cecilia Barra Caracciolo (I want you back dei Jackson 5): Il pezzo non le si addice, questo è un brano per il quale servirebbe uno sprint e lei purtroppo non ce l’ha. Fredda come un ghiacciolo. Subito fuori.
Adelaide Cavallaro (America di Gianna Nannini): Strilla troppo, il brano va cantato con grinta, ma senza urlare. Fuori subito
Ale (inedito Cielo Aperto): Bel testo, non banale. La musica come sempre è da risentire con un arrangiamento, perchè la canta voce e chitarra, però ci sono le potenzialità.
Mara Creola (Stay di Rihanna): Il pezzo è molto difficile e lei ne esce bene, senza farsi travolgere dall’originale. Delicata, leggera, convincente. Ha anche un bel timbro. Si siede ma deve alzarsi per far posto a CMQMartina
Rossella Renzulli (Whatever it takes degli Imagine Dragons): Non particolarmente brillante, sembra un karaoke. Fuori subito anche per lui.
Bea Lambe (I do wanna be anymore): Nella prima occasione aveva colpito con un brano sulla sua particolare condizione, ora mostra le sue qualità vocali. Brava senz’altro, è da vedere quanto sarà versatile. Si siede, poi lascia il posto a Mydrama.
Sara Sgarabottolo (Brioschi di Franco 126): Allegra e fresca, molto convincente, fa suo un pezzo complesso. Si siede poi si alza per Daria Hubner.
CMQMartina (Dio, come ti amo di Domenico Modugno): Rendere elettronico un pezzo di Modugno è una sfida non da poco, perchè si rischia di distruggere un capolavoro. Lei lo affronta con delicatezza, rispetto ed è anche molto intonata. Spettacolare.
Daria Huber (Where is my love di SYML): Canta molto bene, ma quando arriva c’è già folla e altre che cantano nella stessa maniera. La fa sedere.
Meezy (I love you di Billie Eilish): Non emerge, non spicca. Fuori anche per Hell Raton.
Mydrama (I hate U I love U di Gnarsh): Riscrive il testo, in parte in italiano. Non mi piace il genere, ma lei funziona senza dubbio.

 

OVER (coach: Mika)

  • Entrano: Kaima, Disarmo, N.A.I.P, Eda Marì, Vergo

Kaima (inedito Estranei): Non sono particolarmente amante di questo genere così puro, ma lui scrive bene
Lykan (Tarari Tararà di Carl Brave): Non c’è dubbio che il brano gli calzi a pennello, anche per il modo particolare di cantare del rapper romano. Bravo, convincente. A Mika non piace, va a casa
Cécile (Freedom di Beyonce): Cécile Ngo Noug, ex cestista, l’avevamo già sentita fra i Giovnai di Sanremo 2016 col brano “Negra”. Potente, presenza scenica impressionante. Mika la manda a casa, incredibile. Non sono d’accordo. Per niente.
Disarmo (La voce della luna di Alex Baroni): Quando canti Alex Baroni, se non sei nemmeno vicino a Baroni, affondi. Non ci siamo. Lo fa sedere.
Tha Genio (inedito Malasuerte): Il rap crossover in napoletano è fresco e divertente. Si siede, poi lascia il posto a N.A.I.P.
V3N3R3 (inedito V3N3R3’s house): Il nonsense, di nuovo, come la prima volta. Non fa ridere. Anche no, grazie. Fuori anche per lui.
Eda Marì (inedito Non sai mai): La trap al femminile è un sentiero sempre pieno di rovi, lei ha un qualcosa che me la fa apprezzare, anche se il genere is not my cup of tea. Sono sempre poi perplesso su cosa faranno alle prese con il pop.
Johsua Ojomon (Memories del Maroon 5): Voce calda e intonata, anche convincnete. Lo manda a casa
Vergo (Senza fare sul serio di Malika Ayane): Come se non bastasse l’invasione della trap, adesso trasformiamo in trap anche il pop. A me personalmente pare molto artefatto anche vocalmente
Merio (Ti Ti Ti Ti di Rino Gaetano): Una bella rivisitazione, ha reso moderno il pezzo senza snaturarlo. A Mika non piace.
Angel Marmolejos (C’è un tempo di Aiello): Leggero e delicato su un brano complesso, ha anche un timbro vocale particolarissimo. Incredibilmente Mika manda anche lui a casa.
N.A.I.P (inedito Un rapporto senza alcun senso): La proposta è divertente,  ma qui stiamo cercando cantanti versatili. Come saprebbe calarsi in un programma del genere, con canzoni serie? Mah. Si siede.

 

Emanuele Lombardini

Giornalista, ternano, cattolico, cittadino d'Europa, sinceramente Liberaldemocratico. Già speaker radiofonico. Ha scritto e scrive di cronaca, sport, religione e sociale per giornali nazionali e locali per vivere; scrive di musica su siti e blog per sopravvivere.

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