X Factor 14, si completano i bootcamp: la seconda puntata

Seconda puntata di bootcamp con la  Five  chairs Challenge ad X Factor 14. Assegnazione delle categorie per i quattro giudici: per Emma, gli Uomini Under 24; per Mika i gruppi gli Over, per Hell Raton le donne Under 24  mentre per Manuel Agnelli i Gruppi. Giovedì i Last Call con la lineup definitiva

RILEGGI LA PRIMA PUNTATA DI BOOTCAMP

GRUPPI  (coach: Manuel Agnelli)

  • Entrano: Yellow Monday, Wime, Little Pieces of Marmalade, Manitoba,  Melancholia

Yellow Monday (inedito Fade Out): Hanno sicuramente una loro personalità, oltre a tenere bene il palco.
Frida e Kyv (Canzone per un amico di Venerus): scelta davvero troppo indie per un programma pop, anche manuel Agnelli non apprezza troppo ed infatti non li fa sedere
Grate soul (Higher grounded di Stevie Wonder):  Basso e batteria su questo pezzo, alleggerisce di molto la potenza. Non particolarmente esaltanti. Agnelli esita, ma alla fine li fa sedere. Poi si alzano per gli Wime
Gravity sixty (Regina di Cuori dei Litfiba): Molto rock, mettono un po’ di sana energia. Convincenti. Non per Agnelli che li scarta
Little Pieces of Marmalade (inedito Digital Cramps): A me chi urla nel microfono non piace. Si siedono
The Charlestones (America): Ha ragione Mika sulla timbrica per niente originale ed anzi quasi imitata. Non particolarmente brillanti in generale e davvero troppo vintage. Si siedono poi lasciano per i Manitoba.
Vvendi (Sexy Tango di Fabio Concato): Bella questa versione quasi elettronica del pezzo del cantautore milanese. Freschi e convincenti. Dentro, poi lasciano per i Melancholia.
Fratelli Taddei (Faccio un casino di Coez):  Sono sicuramente una proposta fuori dagli schemi, non originale ma che si stacca dalle altre. Ma Agnelli non li reputa validi per il suo progetto
Trillici (inedito Grondaie):  In effetti i loro testi sono eccessivamente ironici e di difficile assimilazione. Troppo fuori dagli schemi. Non entrano.
Wime (Blun7 a swishland di Tha Supreme): Io purtroppo non riesco ad apprezzare l’originale di questo pezzo e di conseguenza fatico ad apprezzare anche la cover, ma loro sono bravi. Entrano.
Manitoba (inedito La domenica): Sono l’unica vera pop band del lotto e portano una ventata di freschezza.  Si siedono, nonostante ad Agnelli la voce della frontwoman pare forzata.
Melancholia (inedito Alone): il gruppo di Foligno una spanna sopra tutti per qualità ed interpretazione. Molto forti, voce potentissima, sono già prontissimi a livello discografico. Dentro.

 

UOMINI UNDER 25 (coach Emma)

  • Entrano: Roccuzzo, Enrico Errani, Blind, Leo Meconi, Santi

Will (Portami): Questa riscrittura fa parte del suo primo EP uscito un anno fa ma lui dimentica le parole. Però il pezzo è fresco e radiofonico, mette allegria. Emma lo fa sedere. Poi lascia il posto a Roccuzzo
Enrico Errani (Woman dei Mumford and Sons): Errani gioca pesante con una perla di un gruppo lontano dal mainstream ma di grandissimo livello. La sua voce calda avvolge una interpretazione leggera e coinvolgente. Si siede poi lascia il posto a Blue Phelix
J-One (Terra mia di Pino Daniele): Ci mette sopra una barra e distrugge Pino Daniele. Sacrilegio. Si siede.Evita il primo switch, non quello con Blind.
Mario Cirincione (You are the reason di Calum Scott): Sinceramente mi era piaciuto di più a voce spiegata sul pezzo di Conchita Wurst. Siamo comunque su uno bravo, ma che può cantare poco più dei pezzi de Il Volo. Wannabe Alberto Urso. Si siede poi lascia il posto a Leo Meconi.
Micheal Blade (Back to black di Amy Winehouse): Non decolla mai, è molto nervoso e si sente. Non ci siamo. Si siede.
Santi (Gaetano di Calcutta): Dritto, preciso, intonato, su un pezzo per nulla facile come tutti quelli di Calcutta.  Dentro.
Etnico (inedito Musica Mia): Non è un pezzo da strapparsi i capelli, ma almeno è una sua produzione.  Non entra e resta dentro J-One, incredibile.
Cri (inedito Freud): A me sembra tremendamente costruito e finto, completamente innaturale. Il pezzo funziona, ma insomma. Fuori.
Leo Meconi (Hold me while you wait di Lewis Capaldi): Il cantautore inglese è uno che fa cose complesse ed è complesso vocalmente. Lui è molto centrato, non cerca di imitarlo e perfettamente a suo agio in questo stile. Entra
Huma (inedito Fatnick): Ironico ed autoironico. Rende gradevole persino la trap. Fuori. Incredibile.
Roccuzzo (Say Something di A Great Big World ft Christina Aguilera): Sembra una macchietta ma in realtà è uno dei più convincenti, per di più su una hit di enorme successo ma difficilissima. Va tenuto presente che la voce principale qui era di Christina Aguilera. Dentro.
Dylan (When we were young di Adele): Il confronto con Adele è perso nettamente.  Fuori
Blind (Inedito Cicatrici): Il giovane perugino nettamente il migliore della sessione, convincente e moderno. Si siede al posto di J One.
Blue Phelix (Videogames di Lana del Rey): Non proprio bellissimo l’arrangiamento ma lui è molto forte. Entra

Emanuele Lombardini

Giornalista, ternano, cattolico, cittadino d'Europa, sinceramente Liberaldemocratico. Già speaker radiofonico. Ha scritto e scrive di cronaca, sport, religione e sociale per giornali nazionali e locali per vivere; scrive di musica su siti e blog per sopravvivere.

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