Stasera via ad ‘AmaSanremo’: abbiamo ascoltato i 20 brani semifinalisti, il nostro giudizio

Torna la seconda serata per i giovani di Sanremo, che in questi tempi avrebbero una occasione per farsi sentire ed invece le cinque serate di ‘Ama Sanremo’, la semifinale della sezione giovani del Festival, andranno in onda da stasera, con la conduzione di Amadeus alle 22.45 su Rai 1. Niente pubblico, nè televoto. A scegliere i 10 nomi – due per sera – che approderanno al galà finale sarà una giuria composta dai La cantautori Piero Pelù, Morgan e Luca Barbarossa, la direttrice d’orchestra e musicista Beatrice Venezi.

In palio come detto, i posti per la finale del 10 dicembre, che andrà in onda dal Casinò di Sanremo: in quella sede si assegneranno 6 posti per l’Ariston, mentre gli ultimi due come sempre saranno appannaggio di Area Sanremo. Abbiamo ascoltato le 20 canzoni semifinaliste. Qui sotto in nostri giudizi

LE CANZONI POTETE ASCOLTARLE A QUESTO LINK

ALIOTH – “Titani”: Niente di originale, ma il pezzo si canticchia e quindi sicuramente in un contesto come Sanremo funziona. Le radio apprezzeranno sicuramente, lui sembra avere una buona personalità. VOTO 7.5

AVINCOLA – “Goal!”: Manuale dell’indie italiano in tre minuti. Sembra di sentire un solo pezzo Calcutta, Gazzelle, Mameli, Galeffi, i migliori The Giornalisti e tutto quello che c’era prima nell’indie di casa nostra prima che diventasse commerciale.  Per Sanremo un pezzo così sarebbe una novità, of course. Che lui scriva benissimo non è una scoperta, invece, anche se forse ‘Un rider’ dello scorso anno era migliore VOTO 8

THOMAS CHEVAL – “Acqua minerale”: Mescola indie e pop verso sonorità più commerciali. L’ex The Voice of Italy è convincente, ma anche qui non si trova la particolarità che faccia spiccare il pezzo. VOTO 7

CHICO – “Figli di Milano”: Ad un testo molto forte che ribadisce la multietnicità della città capitale economica del Paese, non corrisponde uguale forza a livello musicale. Un crossover gradevole, contemporaneo, ma forse non del tutto efficace. Gran peccato. VOTO 6

DAVIDE SHORTY – “Regina”: Sembra di sentire i Dirotta su Cuba, il pezzo dell’ex X Factor  ci proietta direttamente in quelle stesse atmosfere sospese fra pop e motown di metà anni 90. Non facile per il festival. VOTO 7.

FOLCAST – “Scopriti”: Il pezzo è gradevole, ma resta nel mezzo, non decolla mai.  Se la giuria andrà in cerca di novità, la corsa è in salita. VOTO 5.5

GALEA – “I nostri 20”: Aria fresca dalla giovane barlettana. Un bell’inno generazionale pieno di speranza, power ballad elettronica ben cantata, con bella personalità. Una buona occasione per portare qualcosa di contemporaneo al Festival. VOTO 9.

GAUDIANO – “Polvere da sparo”: Entra ed esce dalle orecchie abbastanza rapidamente, anche se è cantato bene ed ha un buon testo. VOTO 5

GAVIO – “La mia generazione”: “Non ci saranno più lavori ma modi per guadagnare” è una triste cartolina del futuro dei giovani, cantato con enfasi da Gavio. Dentro ci sono forse un po’ di frasi fatte, ma il ritratto che viene dipinto è assolutamente realistico. Urlo di rabbia e al contempo di speranza, come il primo Ramazzotti  (“Siamo ragazzi di oggi, pensiamo sempre all’America”), ma proiettato nei 2000. VOTO 8

GINEVRA – “Vortice”. Attenzione a questa ventisettenne torinese, ne avevamo parlato qui.  Cantautorato indie raffinato, quasi sofisticato, sicuramente complesso per un festival nazionalpopolare. Ma bisogna assolutamente che Sanremo accetti la sfida. VOTO 9.

HU – “Occhi Niagara”: Il difetto grosso dell’indie nostrano è che i pezzi sono mediamente tutti uguali nello schema melodico. Questo, purtroppo, non fa eccezione. Non c’è nulla che lo faccia spiccare, benchè sia comunque gradevole. VOTO 6.

I DESIDERI – “Lo stesso cielo”: Se non altro qui c’è un rappato in napoletano, che è una cosa poco sentita al Festival. Anche qui però siamo in presenza di un pezzo poco originale. Strada in salita per i fratelli visti alle audizioni di X Factor. VOTO 6.5

LE LARVE – “Musicaeroplano”: Il progetto di Jacopo Castagna resta nel mezzo, vorrebbe ma non riesce, si ascolta ma non resta impresso. VOTO 5

M.E.R.L.O.T – “Sette volte”: Si batte il tempo col piede mentre la si ascolta e quindi questo già basta per farne un pezzo degno di Sanremo. Il ritornello si ficca in testa e non esce nemmeno con le cannonate. Come costruire un pezzo forte su una melodia tutto sommato normale. VOTO 8

MURPHY – “Equilibrio”: Pezzo complessissimo per le dinamiche del Festival. Confesso che non è il mio genere, tuttavia credo che un brano come questo farebbe soltanto bene alla rassegna. Certo in una corsa in cui ne passano 10 e poi 6, con una giuria non proprio giovanissima, non sarà facile. VOTO 8.

NOVA – “Giovani noi”: Anche sul fronte rap, molti pezzi si assomigliano o comunque c’è molta concorrenza. Serve qualcosa che emerga, non è questo il caso. In più c’è dentro mezzo quintale di autotune.  Che per carità, ci sta anche, nella musica attuale e soprattutto in questo genere, ma a tutto c’è un limite. VOTO 5

SCRIMA – “Se ridi”: The Giornalisti, are you hearing me? Detto questo, non c’è dubbio che questo genere di sonorità, manifesto dell’indie italiano, è un pezzo di quello che si ascolta nelle radio adesso. Quindi va bene. VOTO 7.

SISSI – “Per farti paura”: Così lontano dal Festival di Sanremo, che è assolutamente necessario ci entri dentro per dare una scossa. Complesso, soprattutto al primo ascolto, forse non originale ma sicuramente differente da molte altre cose. VOTO 8.

WRONGONYOU – “Lezioni di volo”: Wrongonyou è da anni uno dei migliori fra gli emergenti italiani e noi ne avevamo parlato qui. Forgiato dai palchi, con diverse produzioni all’attivo, molte delle quali in inglese, dimostra qui che si può fare un pezzo di respiro internazionale – e valido per il mercato internazionale – anche in italiano. Diretto, immediato, grosse potenzialità radiofoniche. Il migliore per distacco. VOTO 9.5.

GRETA ZUCCOLI – “Ogni cosa sai di te“: A tratti ricorda Valentina Giovagnini, ma complessivamente il pezzo non trova la spinta giusta. VOTO 5

Emanuele Lombardini

Giornalista, ternano, cattolico, cittadino d'Europa, sinceramente Liberaldemocratico. Già speaker radiofonico. Ha scritto e scrive di cronaca, sport, religione e sociale per giornali nazionali e locali per vivere; scrive di musica su siti e blog per sopravvivere.

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