Sanremo 2021, saranno 26 i big in gara: giovedì la lista, ecco le ultime indiscrezioni

I big del Festival di Sanremo saranno 26: l’annuncio è di Amadeus durante la presentazione della finale di Sanremo Giovani. Giovedì sarà il Sanremo-day: conosceremo chi fra i 10 finalisti di AmaSanremo accederà all’Ariston (6 posti) nella sezione Nuove Proposte, ai quali si aggiungeranno due fra gli otto vincitori di Area Sanremo, l’altro concorso di selezione. E conosceremo per intero il cast della rassegna che, ha confermato il conduttore e direttore artistico, andrà sicuramente in onda dal 2 al 6 marzo. Con quanto pubblico in sala, si deciderà a Gennaio, a seconda di come evolverà la situazione sanitaria.

Giovedì i 26 big  sfileranno sul palco del Teatro del Casinò ciascuno portando un cartello col titolo della canzone, inframezzando la gara dei giovani, che si svolgerà come negli altri anni con una giuria televisiva presente in studio insieme a commissione artistica e televoto. Le donne saranno dieci, come per mettere un punto alle polemiche dello scorso anno relativamente a ‘passi indietro’ e rimediare alle poche presenze degli ultimi due anni. Non è chiaro  però se con 10 si intendano le soliste o lo presenze femminili complessive.

ARIA NUOVA PER I BIG

Dal 1988 non c’erano 26 big tutti in finale: il grosso rischio sarà una serata finale chilometrica, sul modello di quelle baudiane degli anni ’90. L’allargamento con 6 posti in più è il chiaro segnale che dopo una annata a secco per la musica, Sanremo diventa l’unico palco possibile per promuoversi o rilanciarsi.

Giovedì ne avremo la conferma ma se la lista che circola è vera  probabilmente storceranno il naso coloro che sono abituati a vedere un cast con l’età media over 40. Se la sfida come probabile sarà quella della contemporaneità, al Festival non può fare che bene. Basta farsi un giro per l’Europa e vedere l’età media dei partecipanti ai concorsi, che raramente supera i 35 anni. Naturalmente poi, Sanremo è – e deve restare – il palco di tutti, anche dei cosiddetti ‘oldies but goldies’ e del resto con 26 caselle sarebbe un delitto non offrirne alcune a loro, ma è giusto, a parere di chi scrive, che si abbassi l’età media visto che per esempio, oggi la tv italiana è la sola a non avere alcun programma musicale per lanciare le nuove produzioni: la speranza che con l’avvio di Magazzini Musicali, il nuovo prodotto di Rai 2, si riaprano le porte chiuse da quando non c’è più Scalo 76.

CHI NON C’E.

Cominciamo a depennare i nomi dalla lista. Diodato, il campione in carica non sarà in gara. Lo ha confermato lui stesso. Non sfrutterà la wild card offertagli dal vicedirettore di Rai 1 Claudio Fasulo. Potrebbe essere, si dice, fra gli ospiti e del resto lo meriterebbe in 2020 che lo ha visto vincere praticamente tutto, dal David di Donatello, al Nastro d’argento al Best Italian Act. Michele Bravi non ci sarà.

Il cantante tifernate era fra i papabili anche per tornare alla musica dopo la vicenda umana ed extrartistica che lo vede tuttora coinvolto, ma proprio nella giornata di martedì ha annunciato che il suo album La geografia del buio uscirà a fine gennaio e non sarà al Festival. Niente da fare per Anna Oxa: lo staff della cantante italo-albanese ha confermato la trattativa con Amadeus ma ha annunciato che la causa tuttora in essere con la Rai per l’incidente occorsole a Ballando con le stelle 2013, ha bloccato tutto.

IL POSSIBILE CAST: LE DONNE

Ragionando su una lista con 9 donne soliste ed un progetto tutto al femminile, senza quindi considerare le band e i duetti con presenze femminili rimangono due dubbi. Il primo è relativo  a Margherita Vicario. La cantautrice romana merita Sanremo visti gli ottimi successi di pubblico e critica e Amadeus la vorrebbe, ma c’è una grossa controindicazione: lo zio Stefano Vicario è il regista di questa edizione. Da quello che emerge, dovrebbe essere prevalsa, anche con il suo consenso, la linea di aspettare un anno. L’altro nome che ballava in queste ore è Loredana Bertè, attualmente giudice a The Voice Senior. Dall’entourage filtra che non sarebbe in gara. Non avrebbe convinto invece Giusy Ferreri.

Dunque: la Universal dovrebbe schierare Elodie, forte dei ripetuti dischi di platino; la Sony dovrebbe essere presente con Noemi, fresca di nuovo  management e nuova silhouette e l’italo-brasiliana Gaia Gozzi, che causa Covid non ha monetizzato la vittoria ad Amici 2020. La Warner punterà sicuramente su Annalisa, che deve rilanciare l’ultimo album andato non benissimo per colpa di singoli poco brillanti, mentre la Sugar dovrebbe schierare Malika Ayane, pronta a fare gara di testa e Madame, la diciottenne vicentina astro nascente dell’urban italiano, già due dischi d’oro e nettamente la migliore fra i giovani in circolazione. Sicura la partecipazione, a 29 anni dall’ultima volta di Orietta Berti, da sola o accompagnata dagli Extraliscio, band “folk da balera”, con la quale ha già duettato. Dovrebbe avercela fatta anche Arisa, al debutto con un album autoprodotto. Come anche il progetto che unisce Rossana Casale, Grazia Di Michele e Mariella Nava, tre cantautrici fra le migliori degli ultimi  35 anni.

Resterebbe una casella. Circola il nome di Carmen Consoli (Universal), pronta a lanciare il nuovo album ma anche quello della spagnola Ana Mena (Sony), che vista la popolarità nel paese d’origine ed le tre grosse hit in Italia potrebbe consentire una grossa promozione del Festival in tutto il mondo latino. Attenzione però alle possibili sorprese.

IL POSSIBILE CAST: GLI UOMINI

Amadeus voleva Luca Carboni per i 40 anni di carriera, ma pare che il cantautore bolognese non si sia convinto. L’asso della Sony dovrebbe quindi essere qui Francesco Renga, fra i pochi che riesce a sopperire a brani non sempre all’altezza con interpretazioni di grande livello. Della stessa etichetta, si avvia al Festival anche il calabrese Aiello, nome emergente, disco di platino e candidato al David di Donatello. La Universal risponderà con Max Gazzè mentre la Warner dovrebbe puntare di nuovo su Irama.

Il grande pubblico farà poi sicuramente la conoscenza di Fulminacci, al secolo Tommaso Uttinacci, Targa Tenco 2019 e premio MEI 2019 sempre come miglior esordiente: accompagnerà all’esordio l’etichetta Maciste Dischi. Amadeus è poi intenzionato a restituire a Bugo la festa mancata l’anno scorso; insieme a lui la Mescal schiererà anche Ermal Meta che con Bugo ha duettato nel suo disco. Pare ormai certo poi che sarà in gara Fedez (etichetta Newtopia), da vedere se da solo o in duetto con Francesca Michielin, con la quale ha conquistato 6 dischi di platino col brano “Magnifico“.

Quanti posti avranno i rapper? Almeno due. Uno quasi certamente sarà Ghemon, alla seconda partecipazione dopo il 2019, anche perchè è l’unico nome della Carosello. Poi quattro in lizza, probabilmente per un posto solo: se lo dovrebbero giocare Random (Visory Records), ex Amici 2020 e Willie Peyote (Universal). Più indietro Rkomi (Universal) e Fasma (Sony),  disco di platino col brano in gara l’anno scorso fra i giovani.

Resterebbe un nome, suggestivo, quello di Giovanni Giancaspro, al secolo Gio Evan (Polydor, gruppo Universal). Cantautore, scrittore, poeta, cittadino del mondo che ha già suonato e cantato sui palchi di mezza Europa. L’ultimo singolo è  Glenn Miller.

IL POSSIBILE CAST: GRUPPI, DUETTI E COLLABORAZIONI

Già detto del trio Casale-Di Michele-Nava, rimarrebbero alcune pedine abbastanza sicure. Anzitutto Colapesce & Di Martino, anzi, Colapescedimartino tutto attaccato. Si tratta di un progetto indie (distribuito Sony) che mette insieme il cantautore siciliano Lorenzo Urciullo, in arte Colapesce ed i musicisti che ruotano attorno al romano Antonio Di Martino. Come il trio femminile, avrebbero dovuto essere al Festival l’anno scorso per lanciare l’album comune I mortali, che accompagnato da uno short movie, ha riscosso enorme successo di critica. Passano a raccogliere l’incasso.

La Sony porterà quasi certamente altri due nomi: i Måneskin che hanno esaurito la spinta dopo i quattro dischi di platino seguiti ad X Factor 2017 – ma attenzione perchè verranno a fare probabile gara di testa, forti una giovanissima fanbase – ed i Coma Cose, (ne avevamo parlato qui) duo milanese fra i più freschi della scena attuale. Quindi riecco Lo Stato Sociale (Garrincha Dischi), in rilancio dopo il secondo posto del 2018.

Poi arrivano, corazzati dalla produzione di Dardust, anche La Rappresentante di Lista (Woodworm Label), che il pubblico sanremese ha conosciuto l’anno scorso nella serata cover con Rancore. Noi ne avevamo parlato già 6 anni fa. Rimane un nome, più staccato ma che sicuramente Amadeus ha sondato, quello dei Nomadi. Non hanno ovviamente bisogno di presentazioni, verrebbero, nel caso, a provare a prendersi la vittoria che Povia negò loro nel 2006.

Provando quindi a formulare una lista:

  1. Elodie (Universal)
  2. Max Gazzè (Universal)
  3. Giò Evan (Polydor/Universal)
  4. Noemi (Sony)
  5. Maneskin (Sony)
  6. Francesco Renga (Sony)
  7. Aiello (Sony)
  8. Gaia (Sony)
  9. Colapescedimartino (distribuzione Sony)
  10. Coma Cose (Sony)
  11. Annalisa (Warner)
  12. Irama (Warner)
  13. Fedez (Newtopia)
  14. Ermal Meta (Mescal)
  15. Bugo (Mescal)
  16. Malika Ayane (Sugar)
  17. Madame (Sugar)
  18. Fulminacci (Maciste Dischi)
  19. Orietta Berti
  20. Casale-Di Michele-Nava (autoprodotto)
  21. Arisa (autoprodotto)
  22. La Rappresentante di lista (Woodworm Label)
  23. Lo Stato Sociale (Garrincha Dischi)
  24. Ghemon (Carosello)
  25. Random oppure Willy Peyote
  26. Carmen Consoli oppure Ana Mena oppure Nomadi

Emanuele Lombardini

Giornalista, ternano, cattolico, cittadino d'Europa, sinceramente Liberaldemocratico. Già speaker radiofonico. Ha scritto e scrive di cronaca, sport, religione e sociale per giornali nazionali e locali per vivere; scrive di musica su siti e blog per sopravvivere.

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