Aspettando l’Eurovision 2021: le lingue non europee ‘cantate’ in concorso

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  • 10 Maggio 2021
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Si avvicina l’Eurovision Song Contest 2021, con le prime prove già iniziate a Rotterdam. Noi ovviamente seguiremo l’evento con una grande copertura ed una serie di speciali. Il primo nell’attesa, è quello che state leggendo. Perchè l’edizione 2021 ci porterà in dote nuovamente una nuova lingua, mai cantata all’Eurovision: è lo sranan tongo, lingua franca del Suriname, presente in alcuni inserti nel brano di Jeangu Macrooy, il rappresentante dei Paesi Bassi, originario proprio del Suriname.

Una lingua di un Paese non europeo approda di nuovo all’Eurovision, a testimonianza di come il concorso sia la fotografia di una Europa che va molto al di là dei confini geografici. Ecco i precedenti in questo senso, precisando che – per estensione –  abbiamo considerato come europee lingue in realtà a cavallo fra continenti come ebraico, turco, georgiano e derivati, armeno.

Creolo- Montè la riviè – Kali (Francia 1992)

La Francia e la sua babele di popoli e dialetti. La gente d’oltremare era già stata rappresentata da Jean Gabilou nel 1981, che però si esibì in francese. Kali, originario di Martinica, scelse invece il creolo, lingua della sua terra, mai più riproposta in concorso.

Arabo – Bitaqat Hob – Samira Bensaid (Marocco 1980)

L’onore di aprire la serie delle lingue non europee toccò però all’arabo, portato in gara per la prima volta dal Marocco, nella sua prima e unica partecipazione. Samira Said è oggi uno dei nomi mondiali della musica in lingua araba ed allora non fu compreso: fu proprio l’Italia ad assegnarle, curiosamente gli unici 7 punti.  Per ritrovare l’arabo bisognerà attendere il 2009: lo porterà in concorso Israele, quando schiererà l’accoppiata Noa-Mira Awad. Se ne ritrovano tracce anche in “Soldi” di Mahmood (2019).

 

Swahili – Haba Haba – Stella Mwangi (Norvegia 2011)

La selezione norvegese 2011 fu vinta, invero piuttosto inopinatamente, da questo pezzo parzialmente in lingua swahili interpretato da Stella Mwangi, keniota di nascita cresciuta in Norvegia con la famiglia. Non passò la semifinale e finì, suo malgrado, nei diari di Anders Breibik, il suprematista bianco arrestato per la strage di Utoya…

 

Tahitiano – La Coco dance (Monaco 2006)

La entry monegasca del 2006, ultima ad oggi del Principato, fu a tratti surreale. Séverine Ferrer è una starlette francese originaria dell’isola di Riunione, molto popolare sia nella tv francese che in quella delle terre appunto d’Oltremare. Monaco imbastì, non è chiaro per quale motivo, una sorta di celebrazione di quelle terre, con un brano che oltre a riportare frasi in tahitiano, ne aveva anche le sonorità e lo staging. Rotolò fuori dal concorso in semifinale: il pezzo in sè non era nemmeno male, purtroppo però l’interprete aveva leggeri problemi di intonazione…

 

 

Amarico- Feker Libi (Eden Alene, Israele 2020)

L’abbiamo messo in coda perchè in realtà sul palco eurovisivo non c’è mai arrivata, essendo stata cancellata l’edizione, ma “Feker libi” dell’israeliana Eden Alene è a tutti gli effetti un brano dell’Eurovision, avendo vinto la selezione e dunque essendo stato designato. La canzone contiene dei versi in amarico, la lingua dell’Etiopia, il Paese di origine di questa giovanissima interprete.

 

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