Bielorussia, gli artisti che cantano per la libertà sono “Nemici dello stato”

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  • 10 Agosto 2021
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E’ di questi giorni la diffusione di una lista nera di quelli che il governo bielorusso considera “Nemici dello stato”. Si tratta di artisti, cantanti, attori, conduttori che esattamente da un anno si sono schierati a sostegno dei manifestanti pacifici contro la rielezione di Lukashenko a presidente. Una elezione contestata, che ha dato origine ad un movimento non violento represso con la forza, gli arresti e la violenza da Minsk.

Il nostro supporto a questi artisti ed a chi sta manifestando per la libertà è farvi ascoltare o riascoltare questi artisti – la cui lista è stata diffusa dal sito nostro partner Eurofestival News – nella speranza che questo Paese torni ad avere la pace e la libertà e soprattutto la democrazia. Qui sotto, anche alcuni esempi di canzoni di protesta o comunque di brani banditi dalla tv di stato.

Angelica Agurbash

La cantante, che ha rappresentato la Bielorussia nel 2005 all’Eurovision, è da sempre in prima fila nel movimento. Benchè residente a Mosca è spesso con i manifestanti e più volte si è espressa a sostegno dei manifestanti. Lo ha fatto esponendosi in prima persona, dicendo che “Lukashenko tiene in ostaggio un popolo”. Per questo è attualmente destinataria di un mandato di estradizione internazionale e rischia 12 anni di carcere. Qui sotto la sua canzone per i manifestanti.

NAVIband

Il duo, rappresentante bielorusso all’Eurovision nel 2017, è stato fra i primi a sfilare e cantare con i manifestanti, fra l’altro componendo anche l’inno della rivoluzione gentile che trovate qui sotto. Recentemente CTV, una delle tv nazionali, li ha messi all’indice, invocando per loro la forca, in una macabra immagine che li vorrebbe con un cappio al collo.

 

VAL

Il duo, designato per l’Eurovision 2020 poi cancellato per la pandemia, è stato fra i primi a schierarsi in prima linea con i manifestanti, rilanciando una durissima intervista e componendo una canzone sull’argomento. La tv ha risposto mettendoli al bando e poi nella lista nera. Qui sotto “Chastitsy schast’ya”, ovvero “Particelle di felicità”

 

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