“Cinema Samuele”, la musica di Bersani emoziona come in un film

Samuele Bersani

Abbiamo assistito alla tappa barese del Cinema Samuele tour, con cui il cantautore riminese Samuele Bersani ha promosso il suo omonimo album (pubblicato nel 2020). Il concerto, che ha avuto luogo al TeatroTeam, è stato un misto tra canzoni estratte dall’ultimo album, classici e momenti parlati, di riflessione. Un mix sorprendente di emozioni, che di fatto ha reso speciale l’esperienza di ascolto di questo concerto.

Ad aprire il concerto è stato “Pixel“, brano che apre l’album, per poi cantare “Tiranno” seguita a sua volta da “Mezza bugia” (terzo singolo estratto da “Cinema Samuele”).

“Sono molto emozionato perché non suonavo in questo posto da 21 anni, ma soprattutto per la felicità. Questa estate i concerti più belli, oltre quello a Cesenatico in cui sono cresciuto, sono stati in Puglia”, ha detto il cantautore prima di cantare “Il tuo ricordo“(secondo singolo estratto dall’album). “Il prossimo brano è una lotta tra presente e passato“, per l’appunto.

Arriva dunque un momento che, per chi vi scrive, è stato particolarmente toccante. Un po’ perché questo brano mi ha accompagnato in un periodo particolarmente difficile della mia vita, un po’ perché ogni volta che ho bisogno di conforto (e lo cerco nella musica) è proprio questo il primo brano che cerco e ascolto. Stiamo parlando di “Harakiri, primo singolo estratto dall’album. Capirete bene che, per chi vi scrive, è stato difficile trattenere le lacrime.

Il concerto è dunque andato avanti con “Psycho“, brano con cui Samuele Bersani ha festeggiato 20 anni di carriera. Via dunque a un altro momento parlato.

Quest’estate all’aperto è nata una cosa spontanea che vi chiedo di fare spontaneamente: sul ritornello di questa canzone partiva un effetto di lucciole e stelle cadenti, vi chiedo di seguirci nel ritornello.

E inizia a cantare “Replay“, una delle sue canzoni più dolci, scritta nel 2000 insieme al compianto Lucio Dalla.

Successivamente il cantautore ha eseguito “Lo scrutatore non votante“, primo singolo estratto dall’album L’aldiquà (pubblicato nel 2006).

La prossima canzone è sempre del disco nuovo. A me piace come Vasco Rossi racconta le canzoni, ma devo mettervi delle frecce. Si chiama L’intervista ed è dalla parte del giornalista che si trova con artisti che hanno sempre meno umiltà. La mancanza di umiltà affligge tutto il mondo e parte soprattutto dai più giovani. In molti dicono io faccio il cantautore, ma non è sempre un vantaggio. Quando mi danno un premio sono felice, ma mi sento sempre più isolato e lontano. L’ho scritta su una storia reale.

Per l’appunto è “L’intervista” il brano cantato, con un testo che chiunque faccia questo mestiere ha sentito almeno un po’ suo.

Quando vi capitasse di riconoscere la canzone non fatevi lo scrupolo di disturbare chi vi sta davanti, quando avete voglia di cantare cantate”. Con questa frase Bersani introduce due brani che sarebbe riduttivo definire iconici: “Spaccacuore” ed “En e Xanax“.

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Il pubblico barese ha cantato a gran voce, facendo letteralmente esplodere il teatro per gli applausi. Chi vi scrive, ancora una volta, ha trattenuto le lacrime. D’altronde chiunque abbia provato almeno una delusione d’amore avrà ascoltato “Spaccacuore” e chi, come il sottoscritto, soffre di attacchi di panico senza dubbio potrà rivedersi tra le righe del testo di “En e Xanax”.

“Dicevo prima che mi fa ridere che, quelli che si definiscono cantautori, poi vanno a Sanremo e sono in 9 a scrivere una canzone“, è la critica sacrosanta che muove il cantautore verso chi si definisce tale senza avere la capacità di scrivere testi che possano lasciare il segno.

Arriva dunque il momento di “Desirée“, capolavoro pubblicato nel 2009 estratto dall’album “Manifesto abusivo“, per poi fare un salto indietro nel 2003 con “Cattiva”. Ancora più indietro, fino al 1992, con “Il mostro” (brano su cui Samuele Bersani ha anche duettato con Lucio Dalla).

Tengo moltissimo alle prossime due canzoni che sono del disco nuovo. Ho sempre dei punti delle canzoni perché, anche se le scrivo io, se non guardo le sbaglio. Pur essendo eterosessuale da sempre ho scritto due canzoni sull’amore libero. Nessuno deve giudicare l’amore, né gli amici né le famiglie. Leggo della ragazza mandata dall’esorcista perché lesbica, ma in che mondo viviamo? L’ultimo messaggio che mi ha mandato Dalla prima di morire è stato “viviamo in un mondo di merda”, e l’aveva capito allora.

In questo modo presenta “Le Abbagnale” e “Distopici (ti sto vicino).

Con il brano che chiude “Cinema Samuele” si torna indietro nel tempo. “Le tue parole sono sassi“, brano del 2002, precede altri due pezzi iconici come “Coccodrilli” e “Chicco e Spillo“. Ancora una volta il pubblico canta e applaude a ritmo, ma è arrivato il momento dei bis.

Tornando sul palco, Samuele cita “Ciao Ciao” (il brano presentato quest’anno al Festival di Sanremo da La Rappresentante di Lista) per annunciare “Freak“, brano del 1994 estratto dall’omonimo album. “Tra poco cantiamo con le gambe, con il culo, coi miei occhi ciao ciao belle tettine. Il mix però lo devo fare!”. Chiama dunque sul palco Paola, la sua storica assistente che per ben 27 anni è stata la segretaria di Lucio Dalla, che ha ballato sulle note dello stesso “Freak“.

Ci avviciniamo dunque alla conclusione del concerto con “Il pescatore di asterischi” e, dulcis in fundo, una precisazione di dovere:

Questa canzone, lo dico ogni volta, sbagliano tutti a cantarla. Anche ieri, mentre ero in un bar, mi hanno detto che la mia canzone più bella è vorrei ma non posso. Ve lo dico ora: Giudizi universali dice “potrei ma non voglio”! Se cantate “vorrei ma non posso” vengo lì.

E ovviamente non poteva esserci chiusura migliore di “Giudizi Universali”, commovente e iconico brano che tutto il teatro ha cantato a gran voce alzandosi in una standing ovation al termine dell’esecuzione.

Si chiude così il concerto di Samuele Bersani, che ha portato con sé una valanga di emozioni come d’altronde fa la musica di questo straordinario cantautore. Un concerto in cui, come suggerisce il titolo dell’album, il cantautore riminese ha raccontato le storie di tutti emozionando come in un grande film e, per questo, ci auguriamo che il Cinema Samuele possa restare aperto ancora a lungo proiettando emozioni sul grande schermo della musica.

 

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