Sanremo 2024: le pagelle dei restanti 15 artisti e la Top 5 di serata

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Anche oggi è il momento delle pagelle al secondo (o terzo, in questo caso, visto che siamo a Sanremo e abbiamo assistito alle prove all’Ariston) ascolto. Andremo ad assegnare un voto da 0 a 10 per gli artisti in gara questa sera. La valutazione è frutto dei tre ascolti effettuati alle prove per la stampa (al teatro Ariston), nella prima serata e dulcis in fundo nella serata odierna.

La Top 5 di serata

A definire la Top 5 di questa serata è la combinazione del voto della giuria delle radio e dal televoto

  1. Angelina Mango – La noia
  2. Ghali – Casa mia
  3. Alessandra Amoroso – Fino a qui
  4. Il Tre – Fragili
  5. Mr. Rain – Due altalene

Le pagelle della terza serata

Il Tre Fragili: come accaduto per buona parte dei brani in gara, man mano che lo si ascolta questo pezzo cresce, si fa apprezzare sempre di più. Il Tre è un artista, e questo brano che ha anche la sua firma, sia per testo che per musica, ne è la prova. Certo, non è il miglior brano tra quelli in gara, ma una sufficienza non gliela toglie nessuno. VOTO: 6

Maninni – Spettacolare: al di là del fatto che con Maninni condivido le origini (siamo entrambi baresi, in più Alessio Mininni, è questo il vero nome di Maninni, ha lo stesso cognome di un mio docente universitario), questo brano è oggettivamente bello. È una ballad vecchio stile che però non guasta e non stanca mai. È un brano travolgente, scritto molto bene, è un bell’esempio di quel cantautorato che fa bene alla musica. VOTO: 8

BNKR44 – Governo punk: questo brano è veramente fortissimo, loro sono sei adorabili casinisti e sul palco portano la loro energia travolgente. Forze della natura, con un brano che ha un ritmo trascinante e una melodia che rimane ben impressa, un sound e un modo di divorare il palcoscenico che ha qualcosa di internazionale (e non a caso i loro brani sono in rotazione sulle radio di mezza Europa). VOTO: 8

Santi Francesi – L’amore in bocca: un pezzo di gran classe, mix perfetto tra cantautorato ed elettronica. Noi i Santi Francesi li conosciamo da tanto, da quando erano i The Jab e con “Giovani favolosi” vinsero Musicultura 2021, poi li abbiamo incontrati a X Factor 2022 (da cui sono usciti vincitori) e rivisti a Musicultura 2023 lo scorso anno, dove da superospiti hanno regalato un grande spettacolo. Da quando abbiamo conosciuto questi due ragazzi abbiamo visto il loro talento e siamo sicuri che continueranno a fare strada. Il brano in gara ne è la prova. VOTO: 9

Mr. Rain – Due altalene: questo brano è una “Supereroi” 2.0, ma depotenziata. Peccato, perché Mr. Rain ha tirato fuori produzioni di gran lunga migliori in passato. Non è una canzone cattiva, attenzione, ma ci aspettavamo molto di più da parte sua, è come se, visto il risultato positivo, si sia deciso di portare una copia carbone. Peccato, occasione sprecata. VOTO: 4

Rose Villain – Click boom!: questo brano è un po’ la quota Noa Kirel di questo Sanremo, praticamente due canzoni in una ma comunque una produzione ben fatta, orecchiabile e godibile. Sfido chiunque a non canticchiare insieme a Rose Villain quel “ti ho fatto entrare nel mio disordine”. È la dimostrazione che questa cantautrice non è lì soltanto perché è Rosa Luini, figlia di Franco Luini (fondatore del brand Tucano), ma perché ha talento. VOTO: 9

Alessandra Amoroso – Fino a qui: mi meraviglio di Federica Abbate, tra i 6 (sei) autori di questo brano, perché di solito scrive canzoni meravigliose (e la sua “Canzoni per gli altri” cantata dalla stessa Abbate insieme a Elisa ne è la prova), ma questo pezzo è a dir poco sottotono. Probabilmente è anche Alessandra Amoroso a non rendere giustizia al brano (un po’ come successo per “Comunque andare”, che nel duetto con Elisa che ne è autrice brilla di nuova luce). VOTO: 3

Ricchi e Poveri – Ma non tutta la vita: come dicono quelli bravi, un boppone. In sala stampa tutti cantano, ballano e battono le mani a tempo. Incredibile come i Ricchi e Poveri abbiano portato sul palco dell’Ariston una hit assoluta anche dopo tanti anni dal loro ultimo Sanremo in gara. Semplicemente straordinari. VOTO: 8

Angelina Mango – La noia: tutta la sala stampa batte le mani a tempo. Angelina Mango è un’artista totale: canta, balla, è autrice di questo brano insieme a Madame (e la firma di Madame si sente). Sembra che il palcoscenico sia il suo habitat naturale. Anche questo pezzo cresce ascolto dopo ascolto. VOTO: 7

Diodato – Ti muovi: che meraviglia. Non è “Fai rumore”, ma non importa. È un pezzo che arriva dritto al cuore, di grande classe, ben scritto e ben arrangiato. La performance sul palco è di grande impatto, anche per quanto riguarda lo staging, ma Antonio Diodato è una solida certezza della musica italiana. VOTO 10

Ghali – Casa mia: un pezzo che definire forte è riduttivo, dal significato estremamente profondo e con un arrangiamento che lo rende orecchiabile, accattivante e internazionale. Sarebbe perfetto per l’Eurovision Song Contest, d’altronde Ghali vuole sfruttare qualsiasi palco per veicolare il suo messaggio. VOTO: 9

Negramaro – Ricominciamo tutto: i Negramaro sono i Negramaro e, neanche a dirlo, fanno i Negramaro. Un brano che ha colpito sin dal primo ascolto, che magari non è il migliore di questo Festival ma è un brano che funziona e che resterà impresso come tutti gli altri della band salentina. VOTO: 8

Fiorella Mannoia – Mariposa: possiamo definire questo brano con una sola parola, ovvero meraviglia. Questa artista straordinaria non delude mai, è un gioiello che merita di entrare nella storia del Festival di Sanremo, una poesia in musica che merita di essere studiata nei libri di letteratura. Un autentico capolavoro. VOTO: 10

Sangiovanni – Finiscimi: sarà l’orario, sarà che siamo alla penultima canzone in gara, però un Sangiovanni (sicuramente più maturo) non convince per nulla. Il collegamento in sala stampa è saltato ben due volte, sarà un segnale o una sorta di ribellione della distribuzione contro Sangiovanni. VOTO: 2

La Sad – Autodistruttivo: probabilmente qualcosa di mai visto sul palco dell’Ariston. Un emo-punk che, a essere onesto, apprezzo particolarmente. Non è un capolavoro, intendiamoci, è un brano orecchiabile che si lascia ascoltare senza troppi problemi. VOTO: 7

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