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Salvatore Lampitelli vince la seconda edizione di The Winner Is…

Salvatore Lampitelli, napoletano, è il vincitore delle seconda edizione di The Winner Is, il talent show musicale di Canale 5 condotto da Gerry Scotti. In finale ha superato i Blondie Brothers e non c’è stato neanche bisogno di vedere il verdetto della giuria capitanata da Mara Maionchi perchè i ragazzi di Asiago hanno ceduto al premio in denaro di 50.000 euro. Quello del vincitore, invece, è stato di 150.000 euro.

Salvatore Lampitelli, in arte Sabba, laureato in Lingue e Letterature Straniere, due dischi all’attivo, ha cominciato a suonare in un gruppo chiamato Sud express, messo in piedi da Franco Del Prete, ex batterista dei mitici Showmen, band beat degli anni 60 e 70 che lanciò anche James Senese. E proprio degli Showmen, ha cantato durante il suo percorso alcune canzoni, permettendo così di farle scoprire al grande pubblico.

Per lui fra l’altro l’accesso alla finale è arrivato anche superando il big dell’edizione, Alessandro Canino. Il cantante fiorentino reso celebre dalla celebre “Brutta” al Festival di Sanremo, ha preferito accettare la tentazione di 35.000 euro per provare a rilanciarsi come artista e fare un nuovo disco. La stessa scelta, che in occasione della vittoria di Canino nella sua semifinale fecero al primo turno le Lollipop (rimaste in tre:  Marta Falcone, Veronica Rubino e Marcella Ovani) che accettarono 15.000 euro al termine di una esibizione non proprio perfetta di “Down down down”.

Per The Blonde Brothers, Francesco e Luca Baù, la finale era arrivata a sorpresa, eliminato l’altro grande nome, Valentina Borchi, già vincitrice di Castrocaro e seconda al festival della canzone Italiana di New York. La cantante pisana era apparsa la più convincente  ma a sorpresa la giuria ha optato per i fratelli veneti.

I quali hanno all’attivo un disco promosso anche all’estero, una borsa di studio al Cet di Mogol, una partecipazione ad Area Sanremo e tre singoli prodotti da Kikko Palmosi, lo stesso produttore e coautore dei Modà. Giunti in finale però, anche loro hanno accettato i 50.000 euro previsti per l’ultimo atto, lasciando la vittoria all’artista campano, che peraltro si sarebbe imposto comunque per 79 voti a 22.

Lo show, che tornava dopo 5 anni di assenza, funziona: in termini di ascolto e in termini di format. Ed ha anche permesso di ritrovare artisti che il mainstream aveva un pò perso e altri non valorizzati, come gli Opera Pop, usciti anche loro in semifinale, ma già celebri in Europa.

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Domenica via a Battiti Live 2017: il cast della prima serata e come seguirlo. Ad agosto repliche su Italia 1

Domenica parte l’appuntamento con il Festival musicale dell’estate, il Battiti Live 2017. Il grande palco di Radionorba, l’emittente radiofonica maggiore del sud Italia  sarà montato in piazza Diaz, sul lungomare di Bari. Ovvimente ci saranno anche come sempre le telecamere di Radionorba Tv e l’evento sarà visibile via satellite (canale 730 di Sky), Telenorba e in streaming su radionorba.it e su norbaonline.it. Appuntamento Domenica alle ore 21.

Come anticipato, sarà Elisabetta Gregoraci ad accompagnare sul palco il direttore di Radionorba Alan Palmieri, insieme con Celeste Savino, voce di Radionorba, che sarà come l’anno scorso fra il pubblico.

UPDATE: Radionorba ha confermato le anticipazioni delle scorse settimane: ad agosto il programma sarà trasmesso in prima serata, in replica quindi, su Italia 1: “Siamo molto soddisfatti”, commenta Marco Montrone, presidente di Radionorba, “l’approdo su Italia 1 per noi rappresenta anzitutto un motivo di grande orgoglio ed un riconoscimento importante, l’ennesimo, dello standard qualitativo del nostro lavoro ma d’altra parte rappresenta anche una grande opportunità per consacrare il brand Radionorba a livello nazionale e tra le eccellenze della radiofonia Italiana. Ringrazio il direttore di Italia 1, Laura Casarotto, per aver creduto in Battiti e sono certo che anche con il contributo dei delegati di produzione Mediaset riusciremo a migliorare ancora la struttura del nostro show e sopratutto a regalare 5 magiche serate d’estate a chi potrà raggiungerci nelle piazze o a chi potrà seguirci in Tv, in tutta Italia”.

Il cast della prima serata. Subito grandi nomi della musica italiana e non solo. Dal Festival di Sanremo arrivano Fiorella Mannoia, seconda classificata (all’esordio sul palco dell’evento) e Michele Bravi, rivelazione dell’anno e quarto classificato, oltre a Chiara Galiazzo e Sergio Sylvestre. Lo spazio dedicato ai grandi della musica italiana vedrà protagonisti anche Nina Zilli, tornata alla ribalta col nuovo singolo “Mi hai fatto fare tardi” firmato da Tommaso Paradiso, Nek, Mario Venuti e Alex Britti.

Grande attesa poi per Riki,il vincitore della sezione canto dell’ultima edizione di Amici, mentre lo spazio rap sarà coperto da due nomi ben diversi: Jake La Furia dei Club Dogo e l’emergente Ghali, astro nascente del genere, esploso quest’anno su YouTube

Infine gli ospiti internazionali: il dj brasiliano Alok, al numero 25 della classifica dei 100 dj più famosi del mondo con la sua “Hear me now”, e la talentuosa Jasmine Thompson, cantante e polistrumentista inglese dai tratti orientali, giovanissima star del pop internazionale.

Le altre tappe. Dopo Bari trasferimento in Salento, in piazza Diaz a Nardò per la serata del 23 Luglio, il 30 luglio tappa ad Andria, nella centralissima piazza Vittorio Emanuele II, poi appunto ecco la Basilicata e Melfi, in piazza Craxi il 6 agosto e grande chiusura a ridosso di ferragosto sul lungomare di Taranto, dove il tour si concluderà il 13 agosto.  Tre piazze (Nardò, Andria e Melfi) rappresentano una assoluta novità per il Radionorba Battiti Live.

Nelle città che ospiteranno l’evento sarà distribuito gratuitamente il Battiti Magazine, diretto da Maurizio Angelillo, direttore di Radionorba Notizie, che conterrà articoli e interviste esclusive agli ospiti del tour e ad altri grandi personaggi della musica, curiosità, rubriche e tanto altro.

Per chi si troverà a Bari. Le attività in piazza cominceranno sin dal primo pomeriggio con la diretta radiotelevisiva di Radionorba, il sound check e gli intrattenimenti offerti dagli sponsor partner di Battiti Live.

 

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Download e airplays (9/7/2017): David Guetta e Charlie Puth in vetta

Qualche cambio al vertice delle classifiche. Sul fronte dell’airplay “Attention” di Charlie Puth e i Chainsmokers ft Coldplay scalvalcano Luis Fonsi e Daddy Yankee che restano in testa soltanto sul fronte dei download europei. Sale in testa invece sul fronte dei download dei brani europei David Guetta nel singolo con Justin Bieber, Ed Sheeran comanda gli airplay di produzione europea.

I 10 BRANI PIU’ SUONATI IN EUROPA

1.Attention- Charlie Puth
2.Something Just like this- The Chainsmokers ft Coldplay
3.Despacito – Luis Fonsi ft Daddy Yankee
4.Galway girl – Ed Sheeran (GBR)
5.Symphony- Clean Bandit ft Zara Larsson (GBR/SWE)
6.There’s hothing holdin’ me back- Shawn Mendes
7.Shape of you- Ed Sheeran (GBR)
8.Subeme la radio- Enrique Iglesias ft Descemer Bueno, Zion & Lennox (SPA)
9.Skin – Rag ‘n bone man (GBR)
10.Sign of the times – Harry Styles (GBR)

I 10 BRANI EUROPEI PIU’ SUONATI

1.Galway girl – Ed Sheeran (GBR)
2.Symphony- Clean Bandit ft Zara Larsson (GBR/SWE)
3.Shape of you- Ed Sheeran (GBR)
4.Subeme la radio- Enrique Iglesias ft Descemer Bueno, Zion & Lennox (SPA)
5.Skin – Rag ‘n bone man (GBR)
6.Sign of the times – Harry Styles (GBR)
7.2U- David Guetta ft Justin Bieber (FRA)
8.Hot2Touch- Felix Jaehn, Hight & Alex Aiono (GER)
9.Ok- Robin Schulz & James Blunt (GER/GBR)
10.Little Hollywood- Alle Farben ft Janicek Devy (GER/BEL)

I 10 BRANI PIU’ SCARICATI IN EUROPA

1.Despacito – Luis Fonsi ft Daddy Yankee
2.Attention- Charlie Puth
3.Wild thoughts – DJ Khaled ft Rihanna & Bryson Tiller
4.2U- David Guetta ft Justin Bieber (FRA)
5.Shape of you- Ed Sheeran (GBR)
6.Something like this – The Chainsmokers & Coldplay
7.There’s hothing holdin’ me back- Shawn Mendes
8.Subeme la radio- Enrique Iglesias ft Descemer Bueno, Zion & Lennox (SPA)
9.Thunder -Imagine dragons
10.Swalla- Jason Derulo ft Nicki Minaj & TY Dolla Sign

I 10 BRANI EUROPEI PIU’ SCARICATI

1.2U- David Guetta ft Justin Bieber (FRA)
2.Shape of you- Ed Sheeran (GBR)
3.Subeme la radio- Enrique Iglesias ft Descemer Bueno, Zion & Lennox (SPA)
4.Mama- Jonas Blue ft William Singe (GBR)
5.Simphony – Clean Bandit ft Zara Larsson (GBR/SWE)
6.Feels- Calvin Harris fy Katy perry & Big Sean (GBR)
7.Sign of the times – Harry Styles (GBR)
8.Ok- Robin Schulz & James Blunt (GER/GBR)
9.Strip that down- Liam Payn ft Quavo (GBR)
10.Galway girl- Ed Sheeran (GBR)

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Cambogia, Spotify e i ‘falsi d’autore’: i troll al tempo della musica digitale

Un tempo erano i Den Harrow, i Milli Vanilli, le Valerie Dore: artisti ‘costruiti’ in laboratorio, con modelli di bella presenza che prestavano il corpo a voci dietro le quinte. Prodotti da juke box al servizio di motivi di facile consumo e rapido successo. Ne parlammo tempo fa, in un nostro approfondimento: era un modello che negli anni 80 e buona parte dei ’90 funzionò niente male (Den Harrow vinse anche ‘Vota la voce’, ironia della sorte…).

Leggi anche: Dieci cantanti europei che invece non cantavano

Col passaggio dalla musica in vinile a quella liquida, il trolling musicale ha assunto dimensioni abnormi e forme svariate ma allo stesso tempo è servito per mettere a nudo alcune questioni sulle quali tutti noi che scriviamo di musica dovremmo riflettere. La prima è che l’indie è una moda. Talmente grande che oggi è diventata solo un’etichetta, ben lontana dal concetto iniziale di musica slegata dalle grandi major, magari anche lontana dal sound commerciale. E’una moda perchè oggi molte produzioni indie si somigliano, per provare a cavalcare quel minimo di successo che può derivare da un pezzo azzeccato che passa nelle radio. La terza è che noi che scriviamo di musica – ma in fondo un po’ tutti noi giornalisti, in generale – dovremmo smettere di fare copia incolla e ricominciare a farci domande, pretendere risposte e fare ricerche.

Cambogia, il cantante falso. Il troll del secolo, quello che scoperchiato il pentolone è quello di Cambogia. Così simile a Calcutta (nelle canzoni, nel nome, ma anche nella comunicazione social), a The Giornalisti e tante altre cose. Oggi bastano un pezzo caricato su yotube, una pagina facebook gestita mediamente bene e il gioco è fatto. Cambogia non è mai esistito, è solo una produzione nè più e nè meno come quelle di cui si parlava all’inizio, con l’unica differenza che non è mai andato ospite in tv. Un volto che fa finta di cantare, una band che fa finta di suonare, una società di videomaker che fa finta di essere l’ufficio stampa e l’etichetta, un finto live che invece era una messinsena in playback e uno che canta per davvero, dietro le quinte. Canta roba bella, attenzione. Canzoni credibili, in un contesto di totale presa in giro, che però tutti hanno preso per vera. Tutto uguale a 30 anni fa, tranne che allora l’etichetta era vera e le canzoni veramente in commercio.

Cambogia è salito alla ribalta così in fretta da essere sfuggito di mano a chi l’ha pensato, la Ground’s Oranges e così nel video dell’ultimo singolo ‘Le luci rosa’ è stato svelato tutto.

Cambogia non esiste. Cambogia è un personaggio di fantasia creato da Ground’s Oranges. Il progetto nasce ad agosto 2016 come estremizzazione della figura del cantante indie e come esperimento sociale volto a sottolineare la maggiore importanza attribuita all’hype rispetto alla reale proposta musicale. Andrea, che voi identificate come Cambogia, non sa cantare e non sa suonare, non è nemmeno un attore, è solo un amico che ha prestato il volto giusto a questa causa. […] Abbiamo ricevuto nel corso di quasi un anno più di 40 proposte per live in tutta Italia, proposte di band emergenti per la produzione dei loro dischi da parte della nostra finta etichetta, proposte sessuali da fan “prima di diventare troppo famosi”. […] Abbiamo raccolto complimenti e insulti, rilasciato interviste su radio e webzine che ci hanno contattato di loro iniziativa

Come spiega Zavvo Nicolosi, mentore del progetto ed estensore del comunicato inviato alle testate e ripubblicato nel video: “Cambogia è nato sulla scia dell’esasperante continua proposta di nuovi artisti indie di ogni sorta”. Da qui l’idea della parodia, talmente parodia che no, non avrebbero potuto prenderla per vera, ha pensato la società creatrice “Il personaggio fin da subito doveva stabilirsi su una precisa linea di confine: un limbo tra troll e artista vero. La gente doveva chiedersi se stesse facendo sul serio o se fosse solo una presa in giro, e alla fine non doveva capirci più niente“. E invece no. Cambogia è la prova che nessuno si domanda niente e che il pubblico medio ascolta spesso per moda. Come i prodotti in serie usciti da Amici o i rapper sconosciuti che arrivano al primo posto spuntando dal nulla.

Musica vera, comunque, si diceva.   I brani dell’album nascono dalla collaborazione tra Davide Iannitti (quattro brani e voce principale del progetto) e Riccardo Nicolosi (sette brani), che nell’arco di tre mesi hanno ultimato il disco curando tutte le fasi della realizzazione in un piccolo studio di registrazione catanese.

Alcune delle cose dette da Zavvo Nicolosi lasciano aperti scenari inquietanti sulla cosiddetta “nuova scena musicale italiana”. Si chiede per esempio se la musica conti ancora qualcosa o basta una buona strategia di marketing.: “Scoprire certi meccanismi (a quanto pare consolidati), che si avvicinano di più al mondo della politica e delle porte aperte a suon di amicizie e scambio di favori, ci ha fatto un po’ paura“.   Qualcosa su cui riflettere anche per noi giornalisti. L’intervista è lunga, di solito non facciamo rimandi ad altri siti, ma il fenomeno è così interessante, che merita assolutamente di essere letta.

Leggi. Cambogia, come trollare la scena indie italiana

Il progetto Cambogia è finito, ma non la sua musica, perchè sulla pagina in questione è stato annunciato che  proprio per il gradimento generale della musica prodotta, presto chi ha realizzato la musica di Cambogia uscirà allo scoperto con un progetto vero. La data clou dovrebbe essere il 15 luglio, come si legge nel post.

Spotify, le licenze dubbie e i problemi con gli ascolti. L’altra notizia inquietante riguarda spotify, che se da un lato è un ottimo mezzo per fruire della musica oggi, dall’altro necessita assolutamente di essere regolamentato, soprattutto ora che gli streaming contano nella classifica delle vendite quando i download o gli acquisti fisici.

Il gigante dello streaming è accusato di aver messo artisti falsi nelle sue playlist. A svelare quello che pare un grande bluff internazionale è il sito Vulture.com. che in un articolo afferma che alcuni artisti in posizioni di spicco sulle playlist di Spotify non sarebbero reali. Music Business Worldwide ha pubblicato un elenco di 50 artisti ritenuti falsi. Spotify, tramite un portavoce, ha replicato:

Non abbiamo mai creato artisti ‘falsi’ da mettere nelle playlist di Spotify. E’ assolutamente falso, punto. Paghiamo royalty  per tutti i brani di Spotify e per tutto quello che pubblichiamo. Non possediamo diritti, non siamo un’etichetta: tutta la nostra musica è concessa in licenza dai detentori dei diritti, che noi paghiamo – non ci paghiamo da soli. Non possiediamo questi contenuti – li prendiamo in licenza e paghiamo royalties proprio come facciamo in ogni altra traccia.

In sostanza si tratta di artisti sotto pseudonimo, dietro cui si nasconondo veri cantautori e produttori, per la maggior parte svedesi, fra i quali gente anche famosa come Quiz & Larossi (che hanno prodotto fra gli altri Westlife, Kelly Clarkson e Il Divo) e Fredrik Boström autore fra gli altri anche di “Stay” di Tooji , Eurovision 2012 per la Norvegia.

La vicenda fa il paio con quella svelata qualche tempo fa da Allmusicitalia e Reality House sui conteggi degli streaming “taroccati”, vicenda che coinvolse -evidentemente a loro insaputa- Marco Carta, Deborah Iurato e  Annalisa: furono alcuni lettori a segnalare che a loro dire dietro i dischi d’oro digitali degli ultimi tre singoli certificati in ordine cronologico, ci fossero presunte anomalie legate al meccanismo di conteggio streaming. La vicenda è riassunta bene qui, e fece talmente eco da costringere spotify a rivedere le regole.

Tutto questo senza dimenticare che per andare al primo posto su Itunes Italia, obiettivo raggiungibile tranquillamente con 3000-4000 copie, è sufficiente un piccolo investimento da parte dell’etichetta discografica o dell’artista, che oltretutto tornerà in gran parte in tasca (praticamente quasi tutto, tolta la percentuale che va alla piattaforma). Per dirla con Caparezza, “Chi se ne frega della musica“. Business is the main thing.