Aspettando Sanremo 2014: niente prove per la Ferreri. E la Cinquetti…
La grande festa italiana di Sanremo sta per cominciare. Anzi, è già cominciata. Prove dei Campioni all’Ariston e scoppia già il primo caso. Giusy Ferreri. In gara con due canzoni di Roberto Casalino, detentore del titolo (è l’autore de “L’essenziale” di Marco Mengoni) non si è presentata , ufficialmente per mal di gola ed influenza. Niente di strano, se non fosse che la cantante palermitana era stata la sola a non svelare le canzoni ai cronisti durante la sessione di preascolto qualche settimana fa. In quel caso, la motivazione fu un lutto. Coincidenze sfortunate o strategia studiata, l’attesa per le canzoni della Ferreri è già montata e certamente sarà lei la più attesa domani sera.
Era attesa anche Gigliola Cinquetti. La cantante veronese, che proprio quest’anno celebra i 50 anni dalla sua vittoria prima a Sanremo e poi all’Eurofestival con “Non ho l’età”, era invitata al galà del Festival (e anche al Festival stesso), presso l’hotel Royal, dove avrebbe anche dovuto presentare il suo libro, ma è caduta e si è fratturata un polso. Non ci sarà dunque la cantante veneta, non mancheranno invece gli omaggi. Quello di Ligabue, che sarà ospite non solo sabato sera ma anche per il debutto e canterà De Andrè padre, che poi sarà omaggiato anche da De Andrè figlio nella serata Club e quello dell’orchestra del Festival che suonerà “Mi piaccion le sbarbine”, in omaggio a Roberto Freak Antoni, ex leader degli Skiantos scomparso giorni fa.
CONTI IN ROSSO, ANZI NO – La polemica sui compensi dei conduttori è arcinota. Piuttosto, si tratterebbe di riflettere sul fatto che come reso noto dalla Corte dei Conti, a fronte dei 18 milioni spesi per organizzare la rassegna, la Rai non ci guadagni mai, ma anzi perda costantemente. I dati dell’organismo certificano per le 15 serate dal 2010 al 2012 una perdita di 20, 1 milioni di euro, ovvero 1,34 al giorno (poco meno di quello che brucia ogni giorno Alitalia (1,6 milioni): 7,8 milioni nel 2010, 7,5 milioni nel 2011, 4,8 nel 2012.
L’abbassamento del costo della convenzione (da 9 a 7 milioni e saranno 5 dall’anno prossimo) non ha portato ad un risparmio: le spese di produzione sono infatti cresciute di 200mila euro e nonostante una crescita della raccolta pubblicitaria, il 2013 sanremese si è chiuso con 2,3 milioni di rosso. Ieri durante la conferenza stampa di presentazione, il direttore di Rai Uno Giancarlo Leone ha annunciato che la raccolta pubblicitaria supererà i 20 milioni e dunque che il conto sarà in attivo. Staremo a vedere, come si suol dire. Ma una cosa è certa. Organizzare l’Eurovision Song Contest tanto bistrattato per anni costerebbe una cifra assai minore o comunque non superiore (se togliete i 7 milioni della convenzione, ne restano 11, tanti quanti quelli stanziati dai danesi quest’anno). Ma invece delle perdite, poterebbe, come certificato dalle esperienze di altri paesi, solo guadagni. Chissà, magari qualcuno adesso ci pensa su.
