Sanremo 2014, seconda serata ancora più lunga. Ma i brani migliorano

Sanremo 2014 logoSeconda serata di Sanremo 2014 col trucco: sembra che si vada più veloce. Ma è solo perchè in realtà ci sono quattro canzoni in più da ascoltare. E i Giovani, quelli del festival dei giovani, salgono sul palco dalle 0.12 in poi. Li avranno sentiti quattro gatti si e no. Per fortuna i brani erano già noti, altrimenti gli esclusi sarebbero rimasti nel buio.

Poche sorprese fra i Campioni, a parte forse il fatto che Renzo Rubino, accolto con un’ovazione dopo l’esecuzione di “Per sempre e poi basta”, resta invece in concorso con  “Ora”, destinata a finire nel mucchio. Renga cala l’asso e vola a grandi passi verso il podio, Sarcina l’asso ce l’aveva pure, ma è rimasto col brano sbagliato e allora chissà. Ma la vera sorpresa (o forse no), è il ritorno in grande stile di Riccardo Sinigallia. Che non vincerà,  ma con entrambe canzoni lascerà sicuramente un ottimo ricordo. Fra i Giovani, passano il turno Diodato e Zibba.

FRANCESCO RENGA

  • A un isolato da te: Straordinariamente sanremese, è una di quelle canzoni che dentro o fuori del Festival può  avere una vita propria. Molto radiofonica, ma la forza di Renga, che è quella di rendere apprezzabili anche brani meno godibili, qui esce poco, perchè la canzone potrebbe cantarla chiunque. Originalità sottozero, ma funziona. VOTO 7
  • Vivendo adesso: La mano di Elisa si sente e confrontando i due brani non c’è paragone. Powerballad  pop d’impatto,  carta forte con cui il cantautore friulano può giocarsi sicuramente le sue carte anche per la vittoria. La sensazione è che su disco sia veramente  forte e che con l’orchestra, nonostante tutto, renda meno. VOTO 8

GIULIANO PALMA

  • Così lontano: Un pezzo di Nina Zilli che potrebbe benissimo cantare Nina Zilli. C’è tutta la mano e tutto lo stile della cantautrice piacentina. Bello, radiofonico. Per chi è abituato a sentire Palma su sonorità parzialmente diverse, fa uno strano effetto. Bravo, ma niente di che. VOTO 7
  • Un bacio crudele: Canzoncina retrò style senza grosse pretese, anche se più consona alle sue corde. Potrebbe essere una traccia qualunque dell’album presa a caso. VOTO 6.5

NOEMI

  • Un uomo è un albero: British, ma assai sofisticata. Il confronto con le altre tracce dell’album, presentate in anteprima a Radio Deejay è impietoso. Delle undici, questa è forse la peggiore. VOTO 5
  • Bagnati dal sole: Viene da chiedersi perchè abbia presentato in concorso tracce minori di un album bellissimo. Questa per lo meno ha un senso, è un brit pop radiofonico, che sul palco dell’Ariston si sente raramente, se non addirittura mai. Però bastava portare una qualunque delle altre tracce e sarebbe stato un trionfo. VOTO 7

RENZO RUBINO

  • Ora: Renzo Rubino in versione allegro divertissement in salsa pop. Si diverte e diverte, mostrando l’altra faccia del suo personalissimo stile cantautorale. Riflessioni sulla vita, ma con ritmo VOTO 7.5
  • Per sempre e poi basta: Orchestrazione epica, esecuzione impeccabile che infiamma il pubblico dell’Ariston, notoriamente avvezzo a sonorità più d’antan. Bravo, d’effetto, d’impatto, capace di passare da un pezzo uptempo a una cosa del genere e tutto quanto il resto. Ma il pezzo è  un esercizio di stile. Punto. VOTO 6

RON

  • Un abbraccio unico: Ron con un pezzo nel suo stile. Avvolgente, romantico. Interpretato con classe e mestiere. Ma di non grandissima presa. VOTO 6
  • Sing in the rain: Esperto cesellatore della nostra canzone, sfodera un pezzo furbo, con un ritornello fischiettato che si infila nelle orecchie, pronto a farsi memorizzare in fretta dall’ascoltatore. Perchè Sanremo è Sanremo e se sei Ron mica puoi andare lì e arrivare quattordicesimo. VOTO 8

RICCARDO SINIGALLIA

  • Prima di andare via: Lo stile è quello riconoscibile di sempre, sospeso fra il pop sofisticato e le canzoni da canticchiare. Un motivo di quelli che accompagnerebbero bene un lungo viaggio, con la melodia che se chiudi gli occhi sembra quasi di sentire una macchina in movimento. Un bel rientro. VOTO 8.5
  • Una rigenerazione: Meno immediata dell’altra, ma ugualmente bella e avvolgente, molto ben costruito. Sinigallia è la vera sorpresa di questo Festival. VOTO 8

FRANCESCO SARCINA

  • Nel tuo sorriso:  Secchiate di retorica nel testo, come un Kekko dei Modà qualsiasi. La musica è migliore, ovviamente. Passa il turno, perchè cose cosi funzionano sempre sul palco di Sanremo. VOTO 6
  • In questa città: Questo invece è quello che ti aspetteresti da uno bravo come lui. Un pezzo pop rock in cui l’artista può lasciare uscire fuori al meglio tutta la sua capacità vocale ed interpretativa. Grinta e la giusta potenza  radiofonica. Va fuori, incredibile. VOTO 8

CATEGORIA NUOVE PROPOSTE

DIODATO – Babilonia: Cresce con gli ascolti, a noi che già la conoscevamo. Ma chi l’ha sentita per la prima volta, ne sarà rimasto colpito. Perchè il pezzo è bello e lui ci mette dentro anche tutto il mestiere e l’esperienza live. VOTO 7.5

FILIPPO GRAZIANI – Le cose belle: Lui migliora nell’arrangiamento con l’orchestra rispetto alla versione studio presentata in preascolto. Nel complesso però resta deludente, rispetto alle attese. VOTO 6

BIANCA – Saprai: Benvenuti a Sanremo 1993. Carino, ben cantato, ma di maniera. roppo, davvero troppo. VOTO 6

ZIBBA – Senza di te: Fresco, radiofonico, orecchiabile, entra in testa in due secondi. L’esperienza di chi ha già anni di carriera alle spalle. VOTO 8.5

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