Conchita Wurst e gli altri: l’Austria nella chart italiana
Conchita Wurst arriva nelle classifiche italiane. Inevitabile, visto il riscontro mediatico che ha avuto la sua performance all’Eurovision Song Contest. E soprattutto, l’Eurovision è tornato ad invadere le classifiche italiane. Come ha riferito il nostro blog partner Eurofestival News, 48 anni dopo l’ultima volta, una canzone eurovisiva non italiana e cantata in una lingua diversa dall’italiano è tornata nella nostra top 10, sia pure digitale: l’ultima volta toccò a “Poupée de cire, poupée de son” di France Gall nel 1965. Oggi tocca a “Rise like a Phoenix”, che sale al numero 4 su Itunes (prima volta in assoluto per un brano eurovisivo) e così fa riscoprire all’Italia anche un paese vicino come l’Austria, che musicalmente ha sempre offerto buone cose ma che raramente è arrivato nelle nostre classifiche.
Curiosamente, il brano vincitore dell’ESC 2014, arriva nelle nostre charts nel momento in cui dalla classifica FIMI (quella complessiva) è da poco uscito il brano di un’altra austriaca, Anna Wappel, in arte Anna F.: “DNA”, che in Italia è arrivato un anno dopo la sua uscita all’estero, ha scalalto posizioni sino alla top 20 dopo essere entrata in top 10 su Itunes. E se due anni fa “Euphoria” della svedese Loreen vinse il disco d’oro soltanto con la posizione 15 su Itunes, è facile pensare che Conchita Wurst si avvia a battere questo traguardo e con ogni probabilità ad entrare anche nella chart FIMI.
L’artista austriaco più celebre arrivato nelle nostre classifiche è proprio colui che prima di Conchita Wurst vinse l’Eurovision in quota Austria, ovvero Udo Jurgens: “Peccato che sia finita così”, versione italiana di “Warum nur warum” (ESC 1964) toccò la quinta posizione. L’anno dopo, invece “Abbracciami forte”, che presentò in doppia esecuzione con Ornella Vanoni a Sanremo non andò oltre la posizione 32. “Sang ihr ich lasse grussen” (ESC 1965) non arriva in Italia. “Merci cherie” (ESC 1966) esce da noi come “Merci”, senza particolari riscontri, così come altre sue canzoni italiane.
Fra il 1982 ed il 1983 “Der Kommissar” di Falco raggiunge la numero 1 in Italia mentre “Rock me Amadeus”, dello stesso artista raggiunge il numero 2 fra il 1985 e il 1986. “Live is life” fu la grande hit del 1985 degli Opus, band new wave di enorme successo fra gli anni 70 e 80: da noi arrivò sino al numero 6 e in Europa superò il milione di copie, arrivando sino in Canada e negli Usa (due dischi di platino).


E’ vero che Cliff Richard, con Congratulations, e Waterloo degli Abba, ma anche Puppet on a string di Sandy Shaw (che ho sentito suonare da diverse bande musicali italiane) e Boom-bang-a-bang di Lulu (che ho sentito in Rai come colonna sonora di una pubblicità) e anche Divine di Sebastien Tellier non sono mai state in top ten in Italia?
Io pensavo di sì.
A me sembra strano soprattutto per Waterloo degli Abba.
Secondo te scrivo senza verificare?