Eurovision 2016, la Scandinavia si autoelimina e Frans ora prende la rincorsa

C’era una volta il mito dell’Eurovision Song Contest regno dei paesi scandinavi. Sarà la sola Svezia a tenere alti i suoni della grande regione del nord Europa e  il tonfo è ancora più forte, perché la Svezia gioca in casa e quindi in finale c’è per diritto, quindi nessuna delle altre quattro sorelle (Islanda, Danimarca, Finlandia, Norvegia) si è qualificata. Non è una buona notizia, come è ovvio, per la nostra Francesca Michielin, che avrà adesso in Frans, il padrone di casa, un avversario in più.

Lighthouse X

Intendiamoci, il pop leggero del diciassettenne avrebbe comunque fatto gara di testa,  ma senza nemmeno un altro paese a portar via magari qualche “12” points, “If I were sorry” partirà con ogni probabilità con 120 punti già in tasca (60 delle quattro giurie e altrettanti dal televoto, visto che da quest’anno i risultati si sdoppiano). Che è un po’ come fare la “lepre”, per usare un termine caro agli appassionati di atletica leggera.

L’anno scorso la presenza di un solo altro paese scandinavo in finale (la Norvegia), fu sicuramente una spinta per la vittoria di Mans Zelmerlow ed è facile credere che a questo punto, senza altri “amici” con cui spartirsi i punti (e quindi anche però abbassare la quota…) la spavalderia iniziale di Christer Bjorkman, il capodelegazione svedese, che parlava di una Svezia venuta per bissare, non sia più solo tale.

A volerla vedere invece con gli occhi di chi teme una landslide russa sabato sera, Frans diventa sicuramente un ostacolo in più sulla strada di Sergeij Lazarev, forse ancora più serio di Ucraina (con la quale rischiano di togliersi voti a vicenda) e Australia. L’Italia? Francesca Michielin c’è e farà gara di testa, anche se lo spezzone mostrato ieri sera non è stata la migliore esibizione della cantante veneta sin qui.

Al netto di queste considerazioni puramente da classifica, resta una considerazione: in Danimarca per il secondo anno di fila da una buona selezione esce nettamente il pezzo più debole, votato probabilmente da un pubblico di ragazzine sull’onda della loro popolarità televisiva. Una boyband fuori tempo massimo, fatta di trentenni, al servizio di un brano che sembrava una B Side dei Backstreet boys ai tempi d’oro. La selezione norvegese era invece tutta incredibilmente debole, in un paese che invece è da sempre all’avanguardia per musica di qualità e che in passato aveva portato cose straordinarie. Le loro eliminazioni peseranno anche sul piano degli ascolti: altri due paesi leader non avranno il loro rappresentante in finale. Ecco, forse, visto che l’Eurovision è prima di tutto un concorso fra televisioni, è il caso che ripartano da qui.

Emanuele Lombardini

Giornalista, ternano, cittadino d'Europa, liberale. Già speaker radiofonico. Ha scritto e scrive di cronaca, sport, economia e sociale per giornali nazionali e locali per vivere; scrive di musica su siti e blog per sopravvivere.

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