Chi è Peter Pichler, che oggi porterà sul palco di Sanremo il Trautonium, il “nonno” dei sintetizzatori

Potremmo definire il Trautonium il ‘nonno’ dei moderni sintetizzatori. Il pubblico italiano ne farà la conoscenza stasera, quando nella serata Cover gli Extraliscio ci trasporteranno direttamente nelle balere della Romagna con una interpretazione di Rosamunda, la celebre polka scritta nel secondo dopoguerra e tradotta in tutto il mondo. A suonarla con la band romagnola e con Davide Toffolo sarà Peter Pichler, un musicista bavarese  che è fra i pochi al mondo in grado di manovrare questo affascinante strumento.

Inventato nel 1929 alla scuola di musica di Berlino da Friedrich Trautwein ne furono prodotti circa 200 esemplari negli anni’30, realizzati dalla Telefunken. A raccoglierne l’eredità fu un altro “genio” della costruzione di strumenti, Oskar Sala: un amico di Trautwein che continuò a sviluppare il Trautonium sino alla sua morte, nel 2002. Il Trautonium non ha tasti: a produrre il suono  è il contatto fra una piastra metallica con la corda che si trova al di sotto, attraverso un circuito elettrico che si attiva al contatto stesso. Le note cambiano facendo scorrere le dita sulla piastra.

Pichler oggi si è fatto costruire un Trautonium  personalizzato dalla ditta tedesca che ancora li realizza  e continua a suonarlo e diffonderlo nel mondo anche se l’evoluzione ha portato prima al moog e poi ai moderni sintetizzatori. Mirko Mariani degli Extraliscio e Pichler si sono incontrati durante una produzione italiana dedicata agli strumenti rari e così è nata la collaborazione. A livello artistico, lo strumento  fu usato anche per alcuni brani della colonna sonora del film Gli uccelli di Alfred Hitchcock.

Quanto a Pichler, non è affatto un neofita della musica. Cresciuto nella scena punk tedesca, ha studiato al Conservatorio ed ha iniziato a comporre, utilizzando anche lo strumento di cui ha fatto la conoscenza proprio attraverso i suoi studi. Esiste un’opera composta da Oskar Sala, esclusivamente per Trautonium, si chiama “Wiedersehen in Trautonien”, venne eseguita al German Museum di Monaco di Baviera, dove oggi sono conservati i particolari strumenti da lui realizzati per la registrazione dei brani.

 

 

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